1733049459126.jpg Sudan In Fiamme Dampyr 298

I predatori del calderone perduto: l’epica “Quest” che porta Dampyr al #300

5 Marzo 2025
Con l'albo #295 è iniziato per il personaggio di Boselli & Colombo il conto alla rovescia verso la trecentesima uscita.
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Con il termine quest nei romanzi cavallereschi del ciclo bretone si intende la ricerca del Sacro Graal. Per condurre il suo eroe Harlan Draka fino al traguardo del trecentesimo numero Mauro Boselli, grande conoscitore dei poemi sulle gesta dei cavalieri medievali, ha organizzato per i personaggi della serie di Dampyr una ricerca analoga, da compiere in una serie di albi strettamente collegati di loro: quella del mitologico Calderone di Dagda, o meglio di uno dei suoi frammenti, che forgiato da Merlino in tre magiche spade, diviene l’elemento di scontro e contesa tra i Nostri e l’Arci-Vampira Azara.

La quest inizia nell’albo 295 Dionysos, un fumetto perfettamente rappresentativo delle migliori peculiarità della narrazione dampyriana.
Sospesa tra un remoto passato e la più stretta attualità, la storia conduce i personaggi della serie addirittura nell’odierno Donbass, lungo il fronte del conflitto tra Russia e Ucraina, riprendendo così una delle caratteristiche che avevano contraddistinto la serie soprattutto nei primi numeri, quella di far muovere i protagonisti nelle “zone di guerra” del mondo.

L’azione poi si sposta tra la moderna Transilvania, forse un omaggio alla regione teatro delle gesta del vampiro più famoso di sempre, e l’antica Sarmazia (l’odierna Ucraina), dove incombe un’altra guerra, quella dei khazari contro gli arabi. In un vorticoso susseguirsi di sequenze ambientate tra passato e presente, Boselli inserisce disinvoltamente nella narrazione sia comprimari storici della serie come Ann Jurging e Ringo Ravetch, che figure mitologiche come il dio greco Dioniso e le Amazzoni.
Un numero esemplare del miglior potenziale espresso in tanti anni dalla testata, disegnato con efficacia da Simone Delladio.

Sempre con sullo sfondo la ricerca dei frammenti del magico calderone della conoscenza, nei #296 e #297, Le tre spade e Re del passato, Re del futuro, Boselli approfondisce, e probabilmente conclude, uno delle sottotrame più complesse e intricate della saga: quella del “ciclo arturiano”, che vede protagonista il dampyr del passato, Taliesin.

L’avventura si sposta quindi in Bretagna e nel corso di due albi fitti di personaggi, densi di riferimenti alla letteratura medievale e ambientati su diversi piani temporali incontriamo figure leggendarie come Merlino, Re Artù e il paladino Orlando, mentre momenti storici cruciali come la battaglia di Roncisvalle con la disfatta di Carlo Magno vengono rivisitati in chiave vampirica e si fondono, insieme alle gesta della Chanson de Roland, con la mitologia dampyriana intessuta da Boselli.
Graficamente anche questi due albi sono brillantemente realizzati: dal segno pulito di Dario Viotti per la parte ambientata nel presente, si passa al tratto incisivo della “guest star” Michele Rubini, che sfodera tutta la sua bravura esaltandosi nelle complesse scene di battaglia, per quella ambientata nel passato. 

La ricerca prosegue nei #298 e #299, Sudan in fiamme e Il nemico di Azara, con un nuovo cambio di location. Stavolta l’azione si sposta in Africa, e se da un lato si torna alla più stringente attualità, con il conflitto “dimenticato” del Sudan, dall’altro si fa un altro tuffo nel passato, con una guerra combattuta nelle stesse terre in tempi molto più remoti: quella tra i regni cristiani della Nubia e il califfato islamico. L’occasione è funzionale a Boselli per inserire altri comprimari fissi della serie, come Matthew Shady, Samantha King e il Medical Team.
Nello scenario degli scontri tra le forze governative e il gruppo paramilitare islamista delle Rapid Support Force, con la conseguente crisi umanitaria e le migliaia di sfollati, l’avventura segue diverse linee di trama: la ricerca delle magiche spade nei siti archeologici sudanesi, ma anche quella di Amin, il figlio di Samantha King, rapito dalle milizie islamiche e costretto a diventare un “bambino soldato”.
Il finale sembra preannunciare la resa dei conti tra Harlan e Azara, quando fa la sua comparsa sulla scena il nemico per eccellenza di Dampyr, Lord Marsden.

Sotto l’aspetto visivo, i due episodi, fatta eccezione per un segmento realizzato da Michele Rubini, vedono il ritorno di Stefano Andreucci, una delle migliori matite delle serie, anch’egli attualmente impegnato su Tex, che con il suo segno morbido ed elegante illustra con maestria gli scenari africani.

Con questi cinque albi strettamente intrecciati Mauro Boselli, prossimo ad abbandonare la curatela della testata, che dal #301 subirà un profondo restyling, sembra avere inteso scrivere una “summa” e un compendio di tutto quello che è Dampyr: una serie che oscilla tra il realismo delle ambientazioni e la più sfrenata fantasia, tra l’accuratezza della ricostruzione storica e l’invenzione immaginifica, tra i miti e le leggende del passato e l’attualità del presente, tra tradizioni e credenze millenarie e le infinite possibilità del Multiverso. Una serie condotta fino a questo punto con una impronta autoriale sempre riconoscibile e una coerenza narrativa esemplare. E adesso è imminente il trecentesimo numero, dove – com’è stato annunciato –  molti fili narrativi troveranno la loro conclusione e ci sarà la “fine di tutto”.

Abbiamo parlato di:
Dampyr #295-299
Mauro Boselli, Simone Delladio, Dario Viotti, Michele Rubini, Stefano Andreucci
Sergio Bonelli Editore, ottobre 2024-febbraio 2025
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,90 €/cad.
ISSN: 977159000204040295, 977159000204040296, 977159000204040297, 977159000204050298, 977159000204050299

Mauro Mihich

Mauro Mihich

Vicentino (nonostante il cognome, che ne tradisce le origini fiumane), appassionato, tra molte altre cose, di fumetti, cinema e letteratura. Legge e colleziona fumetti di ogni epoca e latitudine, ma si ritiene esperto soprattutto di Bonelli (la prima cosa letta in vita sua è stata una pagina di Tex), grandi autori italiani (Hugo Pratt su tutti) e Historietas (con una venerazione per Juan Zanotto).Con altri due appassionati cura il blog dedicato al cinema western "Se sei vivo spara".

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