Verso la fine del 2025 abbiamo avuto la possibilità di scrivere in anteprima di Astro Quantum #1, l’albo d’esordio di una nuova miniserie edita da Mad Cave Studios negli Stati Uniti. A gennaio 2026 il primo numero è giunto sugli scaffali delle fumetterie d’oltreoceano e abbiamo colto l’occasione per intervistare il team creativo composto da Andrea Mutti (soggetto e disegni), Arturo Fabra (soggetto e sceneggiatura), Valerio Alloro (colori) e Dan Cutali (lettering).

Ciao, Andrea, Arturo, Valerio e Dan. Benvenuti su Lo Spazio Bianco!
Com’è nata la collaborazione tra voi membri del team artistico di Astro Quantum?
Andrea Mutti (AM): Arturo è un amico di quelli rari e uno scrittore con idee sempre fresche. Quando mi è venuta l’idea di Astro Quantum non potevo non coinvolgerlo: era scritto nella galassia dei cavalieri delle nuvole (parlanti, ovviamente!). È stato naturale, immediato, la persona giusta al momento giusto, e attraversare la galassia insieme è divertente il doppio!
Arturo Fabra (AF): Andrea e io ci conosciamo dal 1992 e abbiamo sempre condiviso il desiderio di fare un fumetto insieme. Quando si è presentata l’occasione, Andrea mi ha contattato con l’idea di Astro Quantum alla quale ho aderito con entusiasmo.
Dan Cutali (DC): Dunque, perdonami la prolissità ma bisogna fare delle premesse. Conobbi Andrea Mutti nel 2015 in quanto era ospite a Padova alla SugarCon, convention letteraria organizzata dall’Associazione SugarPulp fondata dallo scrittore Matteo Strukul e da altri amici del Veneto. Esponeva i suoi disegni insieme a quelli di Michele Bertilorenzi, al Sottopasso della Stua, e in quell’occasione gli strinsi la mano e scambiammo due parole. Passò qualche anno e nel 2020, spinto dalla mia eterna passione per i fumetti americani e per la parola scritta (sono un avido lettore di fumetti e romanzi e ho anche scritto narrativa), ebbi l’occasione di partecipare a un workshop sul lettering con Alessio D’Uva presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze e poi a un vero e proprio corso di lettering con Manfredi Toraldo alla Scuola Internazionale di Comics di Torino. A causa del Covid quell’anno frequentai i corsi esclusivamente online, ma funzionò tutto egregiamente. L’anno precedente era uscito nelle librerie il fumetto Vlad, le lame del cuore, scritto da Strukul e disegnato da Andrea, ed entrambi fecero una live per presentare il volume. Seguii la diretta attentamente e con molto piacere, in quanto lettore di entrambi gli autori. Non persi l’occasione per “rompere le scatole” ad Andrea, scrivendogli in privato per salutarlo e per informarlo che negli ultimi mesi mi stavo occupando di lettering per i fumetti. Gli dissi che, se mai avesse avuto bisogno di letterare qualcosa, io ero ovviamente disponibile. Sono quelle cose che un esordiente butta lì, senza sperarci troppo, ma non si sa mai. Arriva dicembre 2020, stavo passando un paio di giorni di vacanza in Liguria, e non avrei potuto ricevere regalo di Natale più grande: mi arriva improvvisamente un messaggio di Andrea Mutti su Messenger in cui mi chiedeva come stavo. Dal momento che non è che ci scrivessimo assiduamente, il mio primo pensiero fu: “Andrea Mutti? Con tutto gli impegni che ha con i fumetti scrive proprio a me?”. Il messaggio successivo fu: “Senti, vecio, sto proponendo in giro alle case editrici americane un mio progetto di fantascienza che ho nel cassetto da parecchi anni. Ti andrebbe di provare a letterarlo e vediamo come va?”. Iniziarono a tremarmi le gambe, non riuscivo a crederci, eppure… Ovviamente dissi di sì in un nanosecondo. Una volta a casa feci le varie prove che Andrea mi mandò e cominciò tutto così. Il resto, come si suol dire, è storia e Astro Quantum.
Perché avete scelto di pubblicare direttamente negli Stati Uniti, senza passare per l’Italia, e perché proprio con Mad Cave Studios?
AM: Il progetto è stato presentato a diversi editori e tutti, devo dire, si erano espressi favorevolmente. Ed erano tutti americani. Dopo un lungo stop per il Covid, Mad Cave Studios è stata la scelta più accurata: un team creativo ed editoriale molto dinamico che investe molto sugli autori. Lavoro da anni con loro e sono un gruppo solido, entusiasta. Ci voleva un team così.
AF: Perché Andrea Mutti lavora da anni nel mercato statunitense e conosce i canali e le modalità giusti per proporre un progetto.

Astro Quantum richiama Moby Dick ma anche i capisaldi della space opera. Ci raccontate la vostra passione per la fantascienza?
AF: Per il mio dodicesimo compleanno, nel 1973, due miei amici mi regalarono tre Oscar Mondadori: la Trilogia di Asimov (la cosiddetta Trilogia della Fondazione). Improvvisamente ho capito che leggere quel genere di libri mi faceva viaggiare tra stelle, pianeti, tempo, spazio e razze aliene, dandomi un senso di libertà mentale come nessun altro genere. Ho scoperto Urania, le collane Cosmo Oro e Argento dell’Editrice Nord, i fumetti di Flash Gordon, Buck Danny, Luc Orient e poi film e telefilm. La prima cosa che feci quando andai all’università di Perugia fu mettere un annuncio in bacheca per cercare persone appassionate di fantascienza: mi rispose un professore di matematica e dopo pochi giorni nacque un circolo, Uscita di Sicurezza. Ci riunivamo per vedere film, discutere di romanzi e fumetti di fantascienza e finimmo per produrre una fanzine che si chiamava come il circolo, citata nell’elenco delle fanzine italiane. Nel 2003, poi, mi proposi come articolista per Il Corriere della Fantascienza e scrivo ancora per Delos, la rivista mensile per la quale penso di aver superato i quattrocento articoli pubblicati. La fantascienza è l’unico genere che non mi annoia e continua ancora a mantenere la mia mente lucida e critica sul mondo che mi circonda.
AM: Rispetto ad Arturo io sono un novellino. Amo la sci-fi, ma il suo livello di passione e conoscenza va molto oltre il mio. Detto ciò, l’unione delle nostre due passioni letterarie, classiche e per la sci-fi, ha dato una spinta propulsiva incredibile a tutta l’idea! Credo che la commistione tra due generi almeno apparentemente così lontani possa davvero rinfrescare un tema caro a molti. La fantascienza è per me quel punto inarrivabile dell’orizzonte, la meraviglia di alzare lo sguardo verso il cielo per capire, o provare a farlo, cosa possa esserci lassù, oltre l’infinito. E la stessa cosa succede quando sono in mare: stessa condizione, stesso feeling. Credo che i marinai sperimentino in qualche modo quello che sperimentano gli astronauti; potrei citare molti autori, ma Arturo ha già detto tutto!
Valerio Alloro (VA): Non credo di avere una passione in sé per la fantascienza, ciò che mi attrae di più credo sia la storia, il messaggio, la messa in scena. Il genere è solo una veste estetica, nel mio lavoro mi diverte, mi fa giocare con colori e atmosfere diverse ma alla fine puoi mettere Achab su un veliero o su una nave spaziale o Moby Dick nell’oceano o nello spazio profondo e rimane sempre una storia appassionante.
DC: Ancora una volta devo tornare indietro nei secoli… ehm, negli anni. Lessi il mio primo romanzo di fantascienza a dieci anni, era Anni senza fine di Clifford D. Simak. Ci capii poco ma rimasi totalmente affascinato dall’ampio respiro temporale e da alcune scene evocative del romanzo. Già da un paio d’anni leggevo fumetti di supereroi, soprattutto quelli della Cenisio che all’epoca pubblicava (era il 1976, aiuto!) Superman, Batman, Wonder Woman, Flash ecc. ed ero perdutamente innamorato di quei personaggi. Quindi la fascinazione per il fantastico e il fantasy era già pesantemente nell’aria. Da lì in poi fu una spirale senza fine: arrivarono Guerre Stellari, Star Trek, i romanzi di Asimov, Bradbury, Clarke e compagnia scrittrice. E via così fino a oggi, dove mi sento coinvolto in tutta la fantascienza e il fantasy che sono stati fatti finora e che verranno fatti, in ogni tipo di medium. La fantascienza è sempre stata presente e prioritaria nella mia vita e quando mi dedico a essa mi sento nella mia comfort zone, come se fossi a casa, sognando avventure nello spazio, astronavi ecc. Quindi come avrei fatto a rifiutare la proposta che mi fece Andrea nel 2020, dal momento che riguarda la fantascienza pura e la space opera nella sua essenza (ma ovviamente avrei accettato anche se non fosse stato quello, ahahah)?

Andrea e Arturo, come avete lavorato alla creazione della storia, in particolare nel passaggio dal soggetto alla sceneggiatura?
AM: Una volta scritti il plot e l’outline abbiamo lavorato in sincrono. Idee comparate e stesura dei layout visivi prima, poi i dialoghi e le didascalie, tutto molto armonico anche se si è lavorato quasi al contrario: prima le immagini e poi il testo. È stato fantastico!
AF: Lavorare con Andrea significa farlo in simbiosi grazie al web. Dopo aver definito la storia generale abbiamo lavorato sui singoli episodi parlando e scambiandoci mail, quindi Andrea ha fatto i layout a matita e io ho aggiustato i dialoghi, ma fondamentalmente è sempre stata una collaborazione continua.
In un fumetto ambientato nello spazio i luoghi sono fondamentali tanto quanto i personaggi. Andrea, hai iniziato il tuo lavoro studiando il disegno dei primi o dei secondi?
Il design è stato fondamentale: ho realizzato decine di bozzetti, sketch e layout. La creazione di un universo è divertentissima, esaltante e creativa, libera da ogni schema, anche se, ovviamente, la mia cultura sci-fi contamina per forza (e forse per fortuna) tutto il mio lavoro, il nostro lavoro. I luoghi, come i personaggi, erano ben chiari nella mia testa. Del mio lavoro, forse è la parte più divertente!
Valerio, la tua colorazione non è solo riempitiva, ma è realmente narrativa. Qual è il passaggio soprattutto mentale che bisogna fare dall’una all’altra e come si traduce sulla tavola?
Generalmente non mi piacciono le colorazioni riempitive, come la storia e i disegni anche il colore dovrebbe raccontare qualcosa, enfatizzare una scena o uno stato d’animo. Cerco quindi di pensare a tutte quelle soluzioni che mi hanno lasciato qualcosa nelle storie che ho letto o nei film che ho visto e di riproporle nel mio stile sulle pagine che faccio.
Dan, lavorando ad Astro Quantum, hai unito il tuo amore per la fantascienza al tuo lavoro di letterista in un fumetto che sfrutta tanto l’orizzontalità quanto la verticalità. Ci spieghi onori e oneri del lettering di un’opera di questo tipo?
Oneri molti, ovvero quelli di un qualsiasi fumetto anche non di questo tipo. Avendo dovuto creare un lettering da zero, dai balloon con i dialoghi inseriti e le onomatopee, ho dovuto fare attenzione a tutte quelle piccole cose che poi in un fumetto finito fanno sì che tutto sia ben amalgamato e non salti all’occhio in maniera negativa. Rispettare gli spazi giusti, non coprire dettagli importanti dei disegni di Andrea e dei colori di Valerio, creare un flusso di dialogo e balloon corretti e che non fossero troppo fuori dalla norma ma neanche troppo “normali”. Ovvero, trovare il giusto compromesso che in un fumetto di questo tipo, sì di fantascienza ma pubblicato nel più classico formato americano di 17×26 cm, non colpisca l’occhio come un pugno doloroso e che renda tutto armonioso. Gli onori li lascio ai lettori che lo leggeranno, se vorranno, ma per me è stato davvero un onore lavorare con Andrea, Arturo e Valerio. Un team di professionisti molto abili e umili che mi ha accolto con calore e pazienza, nonostante io fossi un perfetto sconosciuto nel campo ma con tanta passione e volontà.

Astro Quantum è una miniserie di cinque capitoli. Possiamo aspettarci un seguito?
AF: Ce lo auguriamo tutti! E speriamo anche in un’edizione italiana… hai visto mai?!
DC: Speriamo di sì. L’universo di Astro Quantum è vasto, come in ogni space opera, e le avventure da raccontare sono tante. Noi siamo qui per poterlo fare, se sarà possibile.
Condividiamo la vostra speranza e vi ringraziamo per la vostra disponibilità!
Intervista realizzata via mail a inizio febbraio 2026.
ANDREA MUTTI
Nasce a Brescia nel 1973, comincia giovanissimo la sua carriera di fumettista con editori indipendenti. Passa poi nella scuderia delle serie cult Hammer e Lazarus Ledd, per le edizioni Star Comics, per approdare sulle pagine di Nathan Never, per Sergio Bonelli Editore. Inizia una proficua attività con il mercato francese e quello americano, presso case editrici di prima grandezza. Negli USA, firma episodi di serie popolarissime come Batman, X-Men, The Punisher, Iron Man, Guardians of the Galaxy, Conan e Star Wars. Vive tra l’Italia e gli Stati Uniti. Per Feltrinelli pubblica la trilogia di Vlad con Matteo Strukul.
ARTURO FABRA
Nasce a Napoli nel 1961; laureato in Medicina, specializzato in Ginecologia e Ostetricia, vive e lavora in Umbria. Nel 1990 è tra i fondatori del circolo di sci-fi e fantasy Uscita di Sicurezza di Perugia e della relativa fanzine. Scrive per il Corriere della Fantascienza dal 2003 ed è redattore della rivista Delos. Rappresenta un quarto dell’autore multiplo Pelagio d’Afro (www.pelagiodafro.com) ed è membro del collettivo Carboneria Letteraria (www.carbonerialetteraria.com).
VALERIO ALLORO
Nasce nel 1991 a Imperia. Dopo aver completato i suoi studi a Milano, esordisce come colorista negli Stati Uniti con Dark Horse Comics lavorando su titoli come Ham-Let, Hotel Rem, Top Secret Service e Small Town Spirits. Fa parte del team di Stormking, casa editrice fondata e diretta da John Carpenter e da sua moglie Sandy King. Tra i progetti a cui contribuisce vi sono Civilians, Tales of Science Fiction Vol. 9, Long Haul e Dead Flowers. Collabora con Olan Roger nella realizzazione della graphic novel del capitolo finale di Final Space, la serie animata di fantascienza trasmessa su Netflix.
DAN CUTALI
Nasce a Torino nel 1968, si diploma in Chimica Industriale, si occupa di progressive rock per il sito web Movimenti Prog e varie riviste musicali italiane. Nel 2003 partecipa al saggio Racconti a 33 Giri: 50 album per scoprire il rock progressivo italiano degli anni Settanta e rispettive antologie. Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti Come vivere su un’isola vicino alla luna (Giovane Holden Editore) e il suo primo romanzo, Il lato a sud del cielo (Libro Aperto Edizioni). In seguito sceneggia il fumetto Iscariot e si occupa di lettering per Editoriale Cosmo, Leviathan Labs, Edizioni BD e redazione Kleiner Flug.
