Foglie rosse: musica e sci-fi per Tip & Tap

Foglie rosse: musica e sci-fi per Tip & Tap
Il primo numero di “Topolino Extra” ristampa “Foglie rosse”, lunga storia di Claudio Sciarrone del 2019 con Tip & Tap protagonisti: è l’occasione giusta per un’analisi.

In uno scenario autunnale e nuvoloso, Tip & Tap – i nipotini di Topolino – si stanno esercitando con i loro amici e compagni di band Debbie, Dave e Lenny per presentarsi al festival musicale della loro scuola, ma incappano in un alieno dalle fattezze di un ragazzo qualunque, soprannominato Phil e fuggito dal proprio pianeta con l’intento di salvare il suo popolo dall’invasione di una razza conquistatrice.

Foglie_rosse_Sciarrone_Topolino_coverÈ da queste premesse che prende il via Foglie rosse, avventura in quattro parti pubblicata originariamente tra ottobre e novembre 2019 sui numeri 3336-3337-3338-3339 del settimanale Topolino e oggi ristampata in un’unica soluzione nell’elegante cartonato di grande formato che costituisce il primo numero di Topolino Extra, bimestrale dedicato a riproporre le saghe più rappresentative del “nuovo corso” del libretto.

L’autore è , da più di venticinque anni in forza al fumetto come disegnatore e che esordisce in questa occasione anche come sceneggiatore.
Sono evidenti e dichiarate le influenze a cui il fumettista lombardo ha guardato per imbastire la sua prima storia: i tanti film anni Ottanta che avevano dei ragazzini come protagonisti, alle prese con situazioni più grandi di loro e spesso vicine al sovrannaturale o al fantastico in senso ampio (I Goonies, E.T. l’extraterrestre, Stand By Me, Gremlins, Labyrinth ecc), un filone che ha trovato rilancio e nuova fortuna negli ultimi anni con diverse produzioni, come Super 8 di J. J. Abrams per il cinema, Paper Girls di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang per i comics e soprattutto la serie Stranger Things per .

Vediamo così Tip, Tap e i loro amici muoversi in bicicletta per la città, con gli strumenti in spalla, da scuola a casa, dal capanno delle prove alla casa sull’albero nel parchetto, barcamenandosi tra la propria quotidianità e l’aiuto che vogliono dare al nuovo arrivato.
Il setting e l’atmosfera che Sciarrone riversa nella storia sono sicuramente tra gli elementi vincenti del racconto: è un rimasticamento delle suggestioni appena descritte, che vengono però adattate al contesto e ai personaggi in maniera decisamente piacevole. Si avverte con chiarezza il senso di mystery a tinte sci-fi che permea l’intreccio, ma la narrazione non è sbilanciata verso questo fattore, che si coniuga invece in maniera valida con un azzeccato focus sui ragazzi protagonisti. Ecco l’altro punto di forza di Foglie rosse: la caratterizzazione di Tip, Tap e degli altri componenti della band.

Foglie_rosse_Sciarrone_Topolino_1Al contrario di Qui Quo Qua, che soprattutto grazie al contesto delle Giovani Marmotte si sono ritagliati più volte parti di rilievo, i due nipotini di Topolino difficilmente hanno goduto delle luci della ribalta, nel fumetto disneyano, troppo spesso posti sullo sfondo di storie con protagonista lo zio. Una gradevole eccezione si rintraccia tra il 1996 e il 1999 in una sequenza di storie dove venivano valorizzati come preadolescenti, con un buon focus sulle relative problematiche, come ho illustrato in questo post del blog Lo Spazio Disney, approccio che però non ha avuto effetti sull’utilizzo dei due gemelli negli anni successivi.
Claudio Sciarrone decide di riscoprirli e di dare loro una connotazione particolare, mettendoli al centro della scena con una loro identità e un senso di esistere. Costruisce un microcosmo in cui collocarli, con amici ben identificati e la passione musicale a caratterizzarli in maniera forte, e proietta in loro lo spirito e l’educazione della loro figura adulta di riferimento, cioè Topolino.
L’ambientazione contemporanea fatta di videochiamate, chattate e uso disinvolto della tecnologia svincola la storia da un’ingessatura che a volte si riscontra ancora nella rappresentazione del mondo giovanile su Topolino e contribuisce a rendere al passo con i tempi il contesto, anche perché l’autore riesce a inserire questi elementi con naturalezza e senza le goffaggini che a volte emergono in questi casi. Apprezzabile, in particolare, che non si sia ricorso all’ormai classica pagina con la riproposizione grafica di una chat, mentre i dialoghi tra i coetanei assumono una freschezza di linguaggio che è raro riscontrare nel fumetto Disney.

La musica, infine, rappresenta il cuore del racconto: non è solo la passione che unisce il quintetto di protagonisti, ma è anche il mezzo con cui possono aiutare Phil perché, tramite l’energia delle note suonate, riescono a stimolare un particolare cristallo che serve all’alieno per ricongiungersi con i suoi simili e fermare i propositi di conquista degli avversari.
Niente di particolarmente innovativo, concettualmente parlando, ma Sciarrone si gioca bene questa carta che gli permette, tra l’altro, di rendere omogenea la trama senza creare linee narrative troppo indipendenti le une dalle altre. In questo modo invece la voglia di suonare del gruppo è anche l’elemento risolutore dell’aspetto fantascientifico, il che può ricordare in parte lo Scott Pilgrim di Bryan Lee O’Malley.

Un altro fattore di realismo si ritrova nella volontà di usare la nomenclatura specifica per i vari dispositivi che fanno parte della normale strumentazione di una moderna band, anche amatoriale.
Approccio che si riscontra parallelamente anche nel modo in cui vengono rappresentati, piuttosto credibile e riconducibile all’aspetto reale, il che ci porta a parlare dei disegni.

Foglie_rosse_Sciarrone_Topolino_6Lo stile di Sciarrone è sempre stato improntato alla volontà di fare un passo oltre, fin dai primissimi anni di attività disneyana, in particolare nella struttura della tavola: un approccio che lo fa annoverare tra gli artisti più efficaci sulle pagine di PKNA – Paperinik New Adventures, lo spillato degli anni Novanta con le avventure supereroistiche di che faceva dell’innovazione, anche formale, il proprio manifesto.
Il disegnatore comunque sa quando e quanto osare, a seconda del contesto: in Foglie rosse non abusa della libertà come scrittore di sé stesso e nella prima metà dell’avventura ricorre a una gabbia tutto sommato classica, con qualche quadrupla qua e là. È nella seconda parte che si scatena, realizzando tavole immaginifiche e in cui la consueta scansione delle vignette lascia il posto ad alcune splash page spettacolari e a trovate meno ordinarie come le cinque vignette verticali a tutta pagina o i riquadri dai contorni rozzi e approssimativi che si incastonano sul paesaggio che occupa la tavola.
Non si tratta di mero sfoggio estetico: l’esperienza suggerisce a Sciarrone come i disegni possono accompagnare le variazioni di ritmo narrativo anche intervenendo sulla struttura stessa della griglia, e lo dimostra anche con soluzioni meno eclatanti ma non meno significative come le pagine con sole vignette orizzontali (a seconda dei casi più o meno alte) o un riquadro che si “infila” tra due affiancati, sovrapponendosi in parte su entrambi.

Per quanto riguarda il character design occorre porre l’accento in primis proprio su Tip e Tap: Sciarrone rivoluziona il look dei due topini andando a togliere loro la salopette e i cappellini a coroncina che sono ormai anacronistici e improponibili, per ricorrere invece a delle normalissime felpe con cappuccio, rossa e blu per mantenere la classica distinzione di colori tra i fratelli. Si tratta di una scelta tanto semplice quanto felice, perché permette di renderli davvero credibili come ragazzini dei giorni nostri.
I loro amici hanno invece semplici e anonime magliette, ma spiccano nell’aspetto fisico: Debbie è una ragazza carina, bionda, dall’acconciatura sbarazzina e dallo sguardo furbetto, Dave ha tratti asiatici e i capelli rasati mentre Lenny è nero e dagli occhi vivaci.
Si ravvisa inoltre un maggior equilibrio nelle espressioni che l’artista fa assumere ai personaggi. Negli ultimi anni spesso capitava che, in particolare a Topolino, Sciarrone affibbiasse loro delle mimiche esagerate, sopra le righe, quasi caricaturali nella loro resa, ma in situazioni che non lo richiedevano. Occhi che rimpicciolivano all’inverosimile, bocca che veniva inghiottita dalla faccia, deformazioni nella posizione del naso o delle orecchie. Era come se il disegnatore si divertisse a sperimentare sugli elementi grafici più peculiari di Mickey con un certo gusto per l’eccesso. A queste scelte si aggiungeva inoltre un riempimento parziale dei neri sulla testa, quasi a pennellate, volutamente incompleto per dare forse una sorta di effetto ombreggiatura, non particolarmente riuscito.
Tutte soluzioni che fortunatamente non si ravvisano in Foglie rosse, dove anche nei momenti più concitati i visi dei personaggi non vengono stravolti.

Foglie_rosse_Sciarrone_Topolino_8Il disegno si fa meno soddisfacente quando si tratta di rappresentare gli alieni della storia.

Phil in realtà è abbastanza efficace, nella sua semplicità, soprattutto grazie alla capigliatura e agli occhi grandi che rimandano all’estetica manga; non c’è però molta varietà nel rappresentare gli altri abitanti del pianeta, cloni con poche variazioni rispetto al loro rappresentante.
Appare inoltre un po’ fuori contesto l’aspetto degli alieni invasori, una sorta di via di mezzo tra dinosauri e alligatori su due zampe che rappresenta un cliché farsesco un po’ troppo forte. L’idea che il loro capo abbia sempre il moccio al naso, peraltro, costituisce un elemento puerile che poco si confà al tono complessivo della vicenda.
Un’impressione che riverbera anche a livello narrativo, perché l’elemento fantascientifico così inteso può essere visto come un punto debole della trama. Gli alieni nelle storie a fumetti Disney imperversano costantemente da decenni e con un uso ormai appiattito e privo di interesse; volerli utilizzare in un progetto del genere presupponeva accorgimenti particolari per rendere la loro minaccia particolarmente incisiva e temibile, piuttosto che banali e bidimensionali bestiacce belligeranti per di più rappresentate come dei lucertoloni.
Infine si rileva che il funzionamento del ponte di energia che la razza aliena di Phil sta costruendo è esposto in maniera confusa, come se l’autore si fosse ingarbugliato da solo nella complessità di termini e concetti, non riuscendo a trasmettere in modo chiaro la dinamica “tecnica” di questo elemento.

Due parole le merita anche l’edizione con cui la storia si ripresenta ai lettori, il primo numero della nuova testata Topolino Extra.
Il cartonato 21x28cm è solido ed elegante, con una grafica sobria ed efficace e una copertina molto accattivante.
Oltre alla storia – che guadagna molto dal formato maggiore – sono presenti un editoriale del direttore Alex Bertani (che ne approfitta per introdurre il racconto, spiegare il motivo di questa scelta per l’esordio della testata e presentare nel complesso la collana), un paio di pagine di storyboard, un articolo che mostra proposte alternative per la copertina del volume e soprattutto un’approfondita intervista doppia a Sciarrone e Bertani sulla genesi della storia e su come questa si pone all’interno della visione che il direttore ha del “suo” Topolino.
C’è anche un approfondimento sulla color correction operata per l’occasione sulle tavole: l’artista aveva già supervisionato la colorazione ai tempi della prima pubblicazione ma ora è potuto intervenire ulteriormente su alcuni passaggi per rendere meglio determinate atmosfere e vivacizzare effetti speciali e luminosi che effettivamente migliorano ulteriormente l’impatto di certe scene.
Un menù di contenuti extra ricco e che offre un vero valore aggiunto all’edizione.

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Foglie rosse si riconferma un buon prodotto, significativo soprattutto per l’approccio alla scrittura, la voglia di caratterizzare in maniera contemporanea personaggi giovani come Tip & Tap – operando un lavoro serio sul loro universo narrativo – e i disegni di grande impatto, con una gestione sempre interessante di vignette e tavole.
Non solo: i primi semi di quanto gettato qui sono stati raccolti da Sciarrone nella sua seconda storia da autore completo, prima ancora che nel sequel diretto di Foglie rosse di futura pubblicazione: in Fast Track Mickey, arrivata su Topolino la scorsa estate, i nipotini vengono utilizzati in continuità con quanto visto in questo esordio, dimostrando una certa attenzione e coerenza complessiva da parte del fumettista.
L’aspetto su cui l’avventura fantascientifica pecca è proprio la parte “di genere”, che risulta per certi versi puerile, con avversari stereotipati e con una meccanica narrativa troppo complessa e spiegata in maniera farraginosa.

Abbiamo parlato di:
Topolino Extra #1 – Foglie rosse
Claudio Sciarrone
Disney-Panini, dicembre 2020
144 pagine, cartonato, colori – 12,90 €
ISSN: 977253292200600001

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