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Grandi Maestri Disney: Romano Scarpa

3 Settembre 2025
L’opera di Romano Scarpa viene riproposta ai lettori con un volume antologico, il primo di una collana dedicata ai più importanti autori Disney del secolo scorso.
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La nuova collana Grandi Maestri Disney esordisce con un primo numero dedicato al grandissimo autore veneziano Romano Scarpa, riconosciuto tra i più celebri fumettisti Disney di sempre. Il volume è composto da una selezione di alcune delle sue celebri storie introdotte dal suo erede artistico Casty, il cui sentito omaggio è parte di un approfondito comparto redazionale sulle opere e lo stile del Maestro a cura di Alessandro Mercatelli.

Il sommario e gli articoli di approfondimento del presente volume ci ricordano come, dal 1963 in poi, l’opera di Scarpa rappresenta un vero e proprio tesoro narrativo ed emozionale – al pari di altri autori come Carl Barks e Floyd Gottfredson – avendo saputo innovare il racconto fumettistico con un’eredità di centinaia di storie che hanno divertito milioni di lettori e hanno imposto Contemporaneamente uno stile grafico e narrativo molto personale, in costante evoluzione. Un approccio di scrittura e matita che ha poi influenzato almeno due generazioni di autori e disegnatori sia Disney (il sopracitato Casty, Fabio Celoni, Giorgio Cavazzano tanto per fare qualche nome) che non Disney, grazie al suo stile dinamico e alla costruzione delle tavole: inquadrature da differenti angolazioni (di quinta o tre quarti frontale) rispetto a quelle classiche, per non parlare delle figure sempre in tensione e movimento, con torsioni cinetiche ed espressività di volti e corpi ad alto tasso comico, andando poi a comporre il classico stile della scuola Disney italiana.

Attraverso la selezione delle storie c’è poi il preciso intento di illustrare l’evoluzione dello stile di Scarpa e il suo lavoro fatto di riferimenti e citazioni che arricchiscono la sostanza delle sue sceneggiature in maniera coerente e credibile, ribaltando l’andamento narrativo con colpi di scena basati spesso su un dettaglio all’apparenza insignificante. Una ricerca, quella di Scarpa, che mescolava continuamente le caratteristiche del fumetto Disneyano con altri generi narrativi, come la fantascienza anni ’50 e ‘60, la spy story, il noir, l’hard boiled, la commedia degli equivoci e persino l’ horror. Questa sua opera di contaminazione attinge a film di grandi cineasti come Billy Wilder, Alfred Hitchcock e Fritz Lang, rendendo le sue storie sorprendenti e moderne, sia per la struttura delle narrazione, sia per il suo ritmo e la cura dei dettagli.

La prima storia in sommario, Paperino e i gamberi in salmì (pubblicata nel 1956 sui numeri 132 e 133 di Topolino) è anche la prima totalmente scritta e disegnata da Scarpa che propone una combinazione di avventura disneyana e spy story, facendo esordire il personaggio di Zio Gedeone, fratello di Paperone e indomito direttore di un quotidiano giornalistico. Paperino è al suo primo incarico come fotoreporter e indaga sul misterioso rapimento di uno scienziato straniero. La narrazione è velocissima, con un alternarsi serrato di gag ed elementi hard boiled, tra indizi e indagini, che Scarpa arricchisce con varie citazioni cinematografiche e letterarie, arrivando a ribaltare l’assetto dei protagonisti: tocca infatti ai nipotini Qui, Quo e Qua risolvere il mistero con una spiegazione piuttosto lunga (ben quattro pagine), ma interessante per come gli indizi vengono messi in ordine arrivando al plot twist finale.

1 topolino e l’unghia di kalì

La seconda storia, Topolino e l’Unghia di Kalì (uscita su Topolino nn. 183 e 184 del 1958) ha un impianto narrativo adulto e raffinato, incentrato su un gruppo di personaggi coinvolti nel furto della preziosa unghia di una statua della Dea Kalì. Scarpa si ispira apertamente ai romanzi di Arthur Conan Doyle e Agatha Christie, con Topolino alle prese con un’indagine dai toni misteriosi, quasi sovrannaturali, agendo con metodo scientifico come Sherlock Holmes e riunendo tutti i sospettati per ricostruire la verità come Hercule Poirot. Molto interessante come vengono caratterizzati i personaggi indiziati in maniera da renderli tutti ugualmente ambigui (anche con effetti esilaranti nel rivelare alcuni loro aspetti privati), prediligendo più l’aspetto investigativo rispetto a quello puramente comico e concludendo l’arco narrativo con un colpo di scena finale dove trovano compimento tutti i dettagli disseminati nella storia.

Topolino e la collana Chirikawa (Topolino nn. 230 e 231 del 1960) ha la trama più strutturata e innovativa tra quelle in sommario, con il nostro eroe che indaga su un’enigmatica catena di furti che colpisce Topolinia e il cui indiziato principale – Pietro Gambadilegno – appare estraneo poiché in prigione. In questa storia collimano in maniera armonica diversi spunti narrativi interessanti, partendo da due incipit esistenziali che vedono il nostro eroe alle prese con crisi di vertigini legate al suo passato e l’esordio di una sua parente, la zia Topolinda.
Scarpa sviluppa con equilibrio e inventiva una storia imprevedibile che vede Topolino spogliato della sua celebre infallibilità confrontandosi con una società segreta che richiama alla “Spectre” di 007, ma anche con traumi del suo passato svelati in un sorprendente flashback. Quest’ultimo è disegnato con un’inquietante soggettiva infantile, approfondendo le fragilità del protagonista e rivelando le radici del rapporto con Gambadilegno e la sua compagna Trudy, che qui compare per la prima volta come personaggio ricorrente nelle storie Disney italiane. L’impianto drammaturgico è arricchito con equilibrio da tantissime gag, sia narrative che grafiche, rendendo Topolino un personaggio a tutto tondo, accompagnato dal suo partner ombra Atomino Bip Bip le cui capacità sono basilari per la rivelazione del mistero alla base della trama.

2 zio paperone e l’energia elettrittica

La storia Zio Paperone e l’energia elettrittica (Topolino n.1084 del 1976) cavalca il tema della crisi energetica – un argomento molto sentito negli anni ’70 a causa dell’aumento del prezzo del petrolio – costringendo Paperone a trovare con l’aiuto di Archimede un’ingegnosa fonte energetica naturale per evitare salassi in bolletta dovuti a tutti i sistemi di sicurezza del suo deposito. La Banda Bassotti è ovviamente in agguato per sfruttare la situazione a proprio vantaggio. La storia è un’importante testimonianza sia della grande attenzione per l’attualità da parte di Scarpa, sia della sua evoluzione grafica, con una maturità espressiva pienamente raggiunta nello stile e nel dinamismo delle sue tavole. La narrazione ha uno sviluppo dal ritmo serrato e con numerose gag basate su un’espressività dei personaggi cartoonesca ed esilarante.

In Topolino e il “Pippo-Lupo” (Topolino n. 1102 del 1977) Scarpa riprende l’incipit dei furti notturni e delle basi segrete sotterranee usate già nella storia della collana Chirikawa, creando un mix thriller-comedy dove si diverte a ribaltare a 360 gradi il carattere di Pippo. Lo storico e svagato amico di Topolino diventa (suo malgrado) la minaccia principale venendo trasformato in un licantropo a causa delle macchinazioni di Gambadilegno, Trudy e Plotigat, il classico scienziato pazzo qui alla sua prima apparizione. L’autore gioca con il tema del “doppelgänger” malvagio a metà strada tra il romanzo Il dottor Jekyll e Mr. Hyde e il film The Wolf Man del 1941 (e la trasformazione di Pippo è in verità davvero inquietante), omaggiando al tempo stesso tante pellicole horror degli anni ’40 con una perfetta operazione di contaminazione del mondo Disney con generi ed atmosfere apparentemente inconciliabili con esso.

Ultima storia in sommario, Venezia e i Tesori De’ Paperoni (Topolino nn. 1524 e 1525 del 1985) è un divertito omaggio sia alla Spagna (dove Scarpa si ritirò negli ultimi anni di vita), sia soprattutto alla sua città natale Venezia e il suo celebre Carnevale, riprodotta in maniera credibile e facendo da sfondo a una sortita fuoriporta dei Paperi. Molti gli spunti narrativi che il Maestro utilizza in uno sviluppo pieno di dettagli che vede i Bassotti alle prese con l’ennesimo piano di furto ai danni di Paperone, a sua volta impegnato in una mostra dei suoi tesori nella città veneta con l’esordio di Paperino come torero nella giornata di inaugurazione. Scarpa recupera persino un vecchio personaggio Disney come il toro Ferdinando (protagonista di un cortometraggio del 1938) rendendolo parte integrante di una storia brillante dove vengono – ormai consuetudine dell’autore – enfatizzati i movimenti, l’espressività, i dialoghi e le reazioni dei personaggi Disney, ironizzando con gusto persino sulle storiche problematiche che affliggono “La Serenissima”.

Dopo questo volume, pregevole nella sua selezione di episodi in sommario, ci auguriamo che Panini proponga una collana dedicata interamente a Scarpa, ristampando tutte le sue storie in ordine cronologico.

Abbiamo parlato di:
Grandi Maestri: Romano Scarpa
Romano Scarpa
Panini Comics, 2023
292 pagine, cartonato, colori – 29,00 €
ISBN: 9788828753605

Paolo Pugliese

Paolo Pugliese

Grafico editoriale, web designer e web copywriter per lavoro; cinefilo, lettore, collezionista e scrittore per passione.

Legge fumetti italiani e stranieri (soprattutto americani) praticamente da tutta la vita e, crescendo, sente l’esigenza anche di scrivere in proposito, diventando nel 2013 articolista per la rivista Fumo Di China. Collabora per dieci anni con il sito ComicUS, scrivendo anche per siti come Reportonline, Bgeek.it e dirigendo per 13 anni il sito Occhi sul Cinema. Fiori all’occhiello della sua attività di intervistatore sono gli incontri con Masami Suda e JunichiHayama, pilastri dell’animazione giapponese, con lo sceneggiatore Mauro Boselli e i registi Amos Gitai, Alessandro Rak ed Enzo D'Alò. E’ stato direttore artistico della convention Daunia Comics & Games nonché collaboratore dell’evento annuale BGeek.

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