First Issue #103: Londra noir o fantasy puccioso?

First Issue #103: Londra noir o fantasy puccioso?
Nel nuovo appuntamento con First Issue analizziamo le nuove serie di Peter Milligan e Skottie Young, firmate rispettivamente per Aftershock Comics e Image.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #103 analizziamo alcune delle novità più interessanti uscite nella prima metà del mese di maggio 2022.

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Marvel Comics

Di seguito, le copertine delle novità .

DC Comics

Di seguito, le copertine delle novità .

Image Comics

Twig #1

Twig 1Vi ricordate il vostro primo giorno di lavoro? Alzi la mano chi riesce a riportare alla mente quel misto di eccitazione e preoccupazione che ha accompagnato quei momenti. La paura di arrivare in ritardo e il pensiero di non essere propriamente all’altezza dell’attività da svolgere, e quella fastidiosa vocina che continuava a insinuare che quella non era realmente la scelta giusta per noi. Quella che ci ha portato ad accettare un lavoro che non riuscirà a soddisfare le nostre aspettative, appagarci e perché no, divertirci.
Se vi ricordate quei momenti entrerete immediatamente in sintonia con le sensazioni provate dal protagonista del primo numero di Twig. Personaggio dagli occhi grandi e acquosi, avvolto da una morbida pelliccia blu, ideato per piacere, intenerire e ingenerare un immediato senso di protezione. Una specie di orsacchiotto dalle fattezze extraterrestri che attraversa un mondo alieno abitato da creature dalla spiccata vocazione . Accompagnato da Splat, lumaca ciarliera e lucente che realmente glow in the dark, si presenta in ritardo in “ufficio” nel suo primo giorno di lavoro, viene strigliato dai suoi superiori e comincia a porsi domande sulle sue reali attitudini e desideri.
Personaggio dalla natura adolescenziale, ingenuo e insicuro nel suo percorrere la vita trova, nella sceneggiatura di Skottie Young, il valido strumento che gli consente di comunicare con il lettore in modo semplice e chiaro. La storia che ci introduce al viaggio del nostro eroe appare immediatamente fresca e vivida, improntata su di una narrativa priva di didascalie che poggia il suo ritmo ed il suo incedere su dialoghi che danno risalto e respiro ai personaggi. Una avventura epica, non priva di leggerezza e spensieratezza, che si dimostra molto coinvolgente per il lettore grazie a personaggi accattivanti, capaci di comunicare in modo naturale e credibile il loro universo emotivo e portatori di un particolare incanto. Una aura magica che, parafrasando il giovane Holden, quando hai finito di leggere il fumetto e tutto quello che segue ti fa venire voglia di avere l’autore come amico per la pelle per poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
La scrittura di Young trova quale perfetto contraltare l’arte figurativa di Kyle Strahm, realizzando una riuscita sintesi di sensibilità artistiche che portano alla creazione di un mondo originale e pieno di carattere che affonda le proprie radici nell’utilizzo di una serie di elementi distintivi della letteratura . Paesaggi fantastici abitati da strane creature si disvelano ai nostri occhi attribuendo un tocco cinematografico alla narrazione che, pagina dopo pagina, sembra prendere la forma di un cartone animato grazie anche al particolare dinamismo dei disegni. Un senso di movimento libero e costante che riempie le singole tavole fino a comprimere fortemente, e quasi ad azzerare, lo spazio bianco tra le vignette che mostrano un particolare senso di continuità tra un’ambientazione e l’altra.
La colorazione di Jean-Francois Beaulieau, basata su di una tavolozza dalle tinte calde e consistenti, si aggiunge quale ulteriore elemento di spicco, conformandosi perfettamente al tono epico e leggero della storia, amplificando il sense of di un mondo fantastico dalla inaspettata bellezza.
Il primo numero di Twig rappresenta la classica boccata di aria fresca nell’introdurci alla vita del nostro protagonista chiamato, suo malgrado, a quella che si preannuncia essere un’avventura fantastica.  Nelle cinque uscite previste di questa miniserie, Scottie Young e Kyle Strahm dovranno capitalizzare quanto fin qui raccontato, portandoci a seguire le peripezie del nostro Twig impegnato ad attraversare scenari da fiaba sotto la superficie dei quali sembra sonnecchiare qualcosa di oscuro e pericoloso.
Ferdinando Maresca

Di seguito, le copertine delle novità .

 

Altri editori

Dogs od London #1

Dogs-of-London-1La Swinging London fu un’incubatrice di creatività espressiva e ricerca di identità di una generazione talmente fertile che nel tempo è diventata un luogo del mito. Da lì provengono figure dell’immaginario o atteggiamenti che sono oggetto tanto di nostalgia da chi la visse quanto di nostalgia per chi la vede come un periodo nel quale avrebbe voluto vivere. Per Frank Babbs, la Londra degli anni ’60 del XX secolo fu il calderone nel quale iniziò a costruire la propria fortuna: scagnozzo di una banda criminale allora, lo ritroviamo oggi baronetto, con una villa da sogno e un figlio che si sta lanciando nella carriera politica. Il passato ingombrante sembra sepolto, finché non compare qualche cadavere scomodo, in un modo decisamente inquietante.
Dogs of London – firmato da Peter Millligan (testi), Artecida (disegni), (colori), Rob Steen (lettering) per – debutta con un albo che fornisce il contesto della vicenda attraverso un vero e proprio affresco rutilante e denso di personaggi e relazioni. Accompagnati dalla voce narrante del protagonista, attraversiamo risse e pericolosi incontri amorosi, incontriamo una variegata fauna umana di quel sottobosco, tratteggiata con una frase, uno sguardo o un piccolo racconto.
La proporzione fra inquadrature ravvicinate e panoramiche indica da sola il focus del racconto, tutto incentrato sull’intreccio di vite; a portarci in mezzo a quell’intreccio, sono poi l’impostazione naturalistica, l’espressività dei visi e la solidità dei corpi – magari statici in alcune vignette che agiscono come un fermo immagine commentato, ma mai in posa plastica da esibizione.
Nelle pagine di questo debutto, le parole di Frank ci accompagnano attraverso tre epoche, presente, Swinging London e la sua infanzia; ai colori la responsabilità principale della loro caratterizzazione: il presente è avvolto in tonalità spente, quasi fredde, gli anni degli scontri vivono in toni caldi e scuri, mentre l’infanzia è vista attraverso una sorta di velo semi opaco che dona alle figure umane un colore grigio azzurro che le stacca dall’ambiente. Sono tre caratterizzazioni emotive: l’infanzia con i suoi dolori, la gioventù con le sue energie incontenibili e il presente rispettabile, dove tutto è al suo posto. In coerenza, la chiusura dell’albo, il ritorno del passato, è all’insegna di quelle tonalità calde che hanno accompagnato la gioventù di Frank.
In conclusione, il debutto di Dogs in London è caratterizzato dall’utilizzo di ingredienti hard boiled, speziati nel finale con un’ombra inquietante che esce dall’ordinario realismo; la copertina – un uomo dalla testa di lupo, con le fauci grondanti sangue – lascia pensare che proprio questa ombra sia destinata a prendere forma e ad avvolgere il racconto. Per ora abbiamo un debutto ricco di elementi, messo su tavola con grande chiarezza – l’alternanza di scene e situazioni dà un ritmo sostenuto senza mai perdere in fluidità – e che si chiude con un efficace cliffhanger.

Di seguito, le copertine delle altre novità.

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra due settimane circa con First Issue #104.
Stay tuned!

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