Riprendendo e reinterpretando l’omonimo volume del 1976 firmato da Stan Lee e disegnato da John Buscema, Jack Kirby e Steve Ditko, Bring on the Bad Guys: L’equilibrio di potere è un’opera corale interamente dedicata ai cattivi. Nessuno spazio per gli eroi.
La vicenda ruota attorno a un potente manufatto, la Forgia delle Anime, e ai pugnali rituali necessari a farla funzionare. Questi vanno usati per uccidere gli ignari discendenti di sei antichi signori delle tenebre, in modo da imprigionarne le anime. Mefisto, in possesso della forgia, si serve di Green Goblin, Abominio, Loki e Teschio Rosso per recuperare pugnali e compiere i relativi omicidi rituali, mentre il Dottor Destino e Dormammu si oppongono al piano del Re delle Menzogne.
Fa il suo ingresso un nuovo personaggio: Sorella Sofferenza (Sister Sorrow nella versione originale), una serva di Mefisto che funge da filo conduttore tra i vari capitoli, affrontando o reclutando gli altri personaggi su ordine del Signore delle Tenebre. Alla trama principale si alternano flashback sulle “origini segrete” del personaggio, assieme a frammenti di scontri poco chiari il cui senso si intuisce soltanto nel finale. Convincente il design di Sorella Sofferenza, meno la sua storia, che ripropone il topos trito e ritrito del patto col diavolo finito tragicamente. Non regala particolari emozioni né incuriosisce il rivederla in eventi futuri.
Nel complesso, l’opera ricorda quasi la prima parte di un heist movie, ovvero la sequenza di reclutamento dei vari membri del colpo – parafrasando Rick e Morty: “Sister Sorrow. You son of a bitch. I’m in.” Ogni capitolo affida a un diverso team artistico la breve avventura di uno dei bad guys nella cornice più ampia legata al piano di Mefisto. Pochi gli episodi che lasciano il segno – con l’eccezione forse di “Né Corpo né Mente” di Ethan S. Parker, che propone una versione alternativa delle origini di Green Goblin che vede coinvolto anche lo stesso Mefisto.
Purtroppo, il tutto appare slegato – i diversi artisti e autori assegnati a ciascun episodio contribuiscono a questa sensazione. Mini-episodi a sé stanti con una cornice che si risolve sbrigativamente, in uno scontro povero di trovate narrative e soprattutto d’azione. Non tornano inoltre diversi elementi, o quantomeno rimangono confusi: non è chiaro il controllo che Mefisto esercita su Sorella Sofferenza – dovrebbe essere una serva legata da un patto, ma sembra che riesca facilmente a ribellarsi – mentre Loki pare ingannarlo senza che tale inganno abbia poi conseguenze sull’attuazione del piano.
Frequenti salti temporali contribuiscono allo spaesamento: non è facile tenere il filo. Spesso non si capisce in che anno ci si trovi o quale versione dei personaggi si abbia davanti, se passata, presente o futura.
Tra i vari artisti spicca Neeraj Menon, che apre e chiude il volume. Il suo tratto appare minuzioso e dettagliato, con ambienti e abiti ricchi di arabeschi e affascinanti giochi di luci e ombre. Interessante anche la scelta di riproporre le versioni classiche dei villain come Teschio Rosso, Loki o Dormammu. Notevole anche il Dormammu di Erick Arciniega. Stupende, infine, le copertine di Lee Bermejo e le variant cover di Miguel Mercado, omaggi magnifici a questi storici antagonisti della Casa delle Idee.
Una lettura con picchi artistici interessanti e qualche spunto narrativo potenzialmente intrigante, ma non particolarmente memorabile nel complesso: una via di mezzo tra antologia e crossover, che però ha il pregio di permettere a grandi artisti di celebrare alcuni dei più iconici villains Marvel.
Abbiamo parlato di:
Bring on the Bad Guys: L’Equilibrio del potere
Matteo Della Fonte, Marc Guggenheim, AA.VV.
Traduzione di Riccardo Vitaliano
Panini Comics, 2026
192 pagine, cartonato, colori – 27,00 €
ISBN: 9791221934229












