E’ uscito il sesto e nuovo numero di Alterlinus

16 Giugno 2026
Il sesto numero della leggendaria antologia che indaga i nuovi linguaggi del fumetto internazionale
Unnamed (1)

Alterlinus è stata per decenni la rivista sorella di Linus, quella nella quale confluivano le storie disegnate di avventura e con tema fantastico più importanti del panorama italiano e internazionale. Fondata da Oreste del Buono nel gennaio 1974, ha influenzato il mondo del fumetto ed è stata ammirata e imitata da tantissime testate. È certamente la rivista carismatica per eccellenza. Sulle sue pagine sono nati talenti come Andrea Pazienza, Josè Munoz, Jacques De Loustal; sono diventati celebri Sergio Toppi e Dino Battaglia, hanno ricevuto la consacrazione che conosciamo Hugo Pratt, Guido Crepax e Attilio Micheluzzi. Per decenni, sino al 1987, Alterlinus è stata il faro, il riferimento per testate straniere come Metal Hurlant e El Vibora.

La linea editoriale differiva enormemente da quella di Linus, che si dedicava maggiormente allo humor e alle strip, mentre alterlinus incarnava il respiro visionario con fumetti a lunga narrazione di carattere avventuroso, con taglio storico o fantastico. Corben, Moebius e Druillet popolarono le sue pagine da subito, fin dai primi numeri. E conquistarono i lettori per sempre.

Dal 16 giugno 2026 sarà finalmente disponibile il nuovo numero della rivista antologica pubblicata da Oblomov Edizioni e curata da Igort.

Unnamed (1)

ALTERLINUS 6
OBLOMOV
Pagine: 184
Confezione: brossura
Dimensione: 21,5×30
Colori
Uscita: 16 giugno
ISBN 9791281692299
Prezzo: 23 euro

In questo numero

Un approfondimento su due nomi essenziali dell’immaginario contemporaneo: Alex Toth, che ispirò Hugo Pratt (lo considerava suo maestro, al pari di Milton Caniff), e Keiichi Tanaami, artista pop psichedelico a cavallo tra arte contemporanea e manga. Le storie disegnate sono opera dei grandi funamboli del cartooning americano ed europeo. Da Jordan Crane, con un western minimalista in puro spirito della Golden Age, sino a Josh Pettinger, osservatore sulfureo della società americana, con la sua allucinata Powerwash.

Ma non sono da meno i narratori italiani, da Elisa Menini, esploratrice di fiabe antiche giapponesi, che qui si misura con una raffinata bicromia rossa e una nuova tessitura grafica, sino a Ecleto, nome d’arte di un giovane esordiente, che con Trenodia dilata gli spazi del racconto e seziona con classe ed eleganza cromatica una storia assai misteriosa. Wamu, d’altra parte si diletta a espandere l’universo del suo fortunato primo volume, con taglio post-psichedelico molto godibile e divertente. E infine il gradito ritorno di Giuseppe Palumbo con un omaggio all’intramontabile H.P. Lovecraft, il solitario di Providence, le cui paure rimbalzano nel nostro subconscio dal Novecento. Siamo diventati più cinici, eppure l’oscurità non cessa di inquietarci.

la redazione

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