“20% Buzzati. 20% Lynch. 20% Collodi. 20% Carpenter. L’ultimo 20% è partorito da marcatori grezzi, indelebili e tossici.”
[Alberto Lavoradori]
L’irrequietezza è una caratteristica che dovrebbe essere sempre connaturata agli artisti e alle loro creazioni.
Irrequietezza come sinonimo di vivacità e curiosità intellettuali che spingono a uscire dalla propria zona di conforto – in questo caso professionale – per intraprendere percorsi nuovi e inesplorati.
Alberto Lavoradori ha fatto delle caratteristiche di cui sopra un punto fermo della propria carriera lavorativa. Conosciuto a molti come fumettista disneyano, artefice originario del character design degli Evroniani, gli alieni antagonisti della saga di PK (che già tanto racconta dell’originalità che l’autore aveva in sé fin da giovane), Lavoradori nel corso degli anni ha molto svariato nei generi narrativi, nei toni delle storie e anche nelle scelte grafiche – spesso come autore unico – a dimostrazione di una costante esuberanza artistica che, pure oggi che potrebbe permetterselo, non accenna a sopirsi.
La tappa più recente del percorso del fumettista veneziano è Brut, pubblicato da Barta Edizioni, un’opera che fa dello sperimentalismo tanto grafico quanto narrativo la propria cifra distintiva.
Si potrebbe quasi definire questo fumetto un flusso di coscienza, supportato certo da una trama di fondo la cui comprensione – o la cui più corretta comprensione – prescinde dall’appagamento dato dall’esperienza di lettura.
Un po’ come quando si legge un libro di poesie, l’approccio a Brut deve essere guidato più dal sentimento che dalla razionalità: leggere come sentire più che come comprendere. A differenza delle poesie, i cui testi nelle migliori edizioni sono incastonati negli ampi spazi bianchi di una pagina, il fumetto di Salvadori è completamente immerso nel nero. Un nero denso, materico, steso con un segno grosso, vigoroso, non sbozzato, brutalista. Un nero da cui emergono ambienti, personaggi, parole e colori. Ma sono quelle pennellate di nero il fulcro di ogni tavola, apparentemente stese con urgenza e immediatezza fanciullesca, ma che se osservate strutturano le pagine e le vignette, creano ambienti e paesaggi, trasmettono sensazioni e stati d’animo. Esattamente come il bianco attorno alle parole di un testo poetico.
Parlare di Brut come un flusso di coscienza grafico non significa certo postulare che l’opera non faccia sapientemente uso dei meccanismi sintattici del medium fumetto. In quest’opera c’è tutta la perizia di Lavoradori nell’usare l’arte sequenziale per raccontare una storia (perché una storia c’è), a cominciare dall’uso della composizione e della dimensione delle vignette per dettare la velocità del ritmo di lettura e la scansione temporale del racconto, con dilatazioni e restringimenti, con moltiplicazioni oppure annullamenti dell’unità di base fumettistica. E nell’uso del colore, con il tono cromatico che cambia a caratterizzare ciascuno dei cinque capitoli che compongono il libro, partendo da un indaco per passare a un verde acqua, virare nel campo del rosso per poi arrivare ai gialli e finire in un blu scuro, quasi a voler creare un loop e ricollegarsi con l’inizio.
C’è anche nelle pagine, evidente, la cifra stilistica di Lavoradori, alcune peculiarità del suo tratto, come i segni fini che delineano i contorni dei personaggi o il contrasto tra sinuosità e asperità dei contorni stessi. Si può arrivare ad affermare che nella creatura protagonista della storia si possa anche ritrovare un richiamo a quel character design primevo da cui scaturirono gli evroniani, nel suo corpo dagli arti allungati, nella sua faccia così aliena.
Ma, alla fine, di che cosa parla Brut? Volutamente in questa analisi chi legge non trova una sinossi. Si potrebbe dire che Brut racconta un viaggio, fisico e mentale, una fuga, una ricerca. Si potrebbe aggiungere che volendo ascriverlo a un genere, Brut è un racconto di fantascienza.
Ma la cosa migliore è invitare il lettore a fare quello che sempre fa Lavoradori: essere curioso, irrequieto, lasciare la propria comfort zone e scoprire nuovi territori del fumetto. Perché per essere vivaci e irrequieti intellettualmente – e aperti a scoprire e sperimentare – bisogna esserlo prima in ciò che si fruisce e poi lasciare che questo trapassi in quello che si fa.
Abbiamo parlato di:
Brut
Alberto Lavoradori
Barta Edizioni, 2026
144 pagine, brossurato, colori – 16,00 €
ISBN: 9788898462537










