
È stato Mark Waid a dare la notizia sul suo profilo Facebook.
Shooter è stato uno sceneggiatore, editor e anche editore di fumetti americano molto influente e discusso, diventato professionista giovanissimo, all’età di 14 anni, scrivendo per la DC Comics storie che per Adventure Comics, Supergirl, Superman, Superboy e la Legione dei Super-Eroi. Riguardo quest’ultima serie, Shooter è noto per aver creato alcune delle storie chiave del gruppo di giovani supereroi del futuro, introducendo personaggi come Karate Kid, Princess Projectra, Ferro Lad e i Fatal Five.
Dopo l’adolescenza lavorativa in DC, nel 1976 Shooter entra alla Marvel Comics come assistente redattore, facendo rapidamente carriera fino a diventare il nono redattore capo della Marvel all’inizio del 1978, succedendo ad Archie Goodwin.
Sotto la sua guida, la Casa delle Idee ridusse la produzione di fumetti, ponendo fine ai ritardi cronici che attanagliavano molte testate. È stato Shooter poi a dare il via alle royalties per gli autori e a inaugurare i primi eventi crossover, a iniziare dalle prime Secret Wars. Inoltre, è stato il supervisore di testate come Uncanny X-Men di Chris Claremont e John Byrne e Daredevil di Frank Miller.
Nel 1989, Shooter fu uno dei fondatori della Voyager Communications, che entrò nel mondo dei fumetti con il marchio Valiant Comics, portando con sé vari ex talenti della Marvel e dando il via a un universo supereroistico nuovo e ricco di personaggi e spunti narrativi, ripresi più volte in futuro nelle successive reincarnazioni che questa casa editrice ha avuto.
Dagli anni 2000, Shooter ha ricoperto il ruolo di direttore creativo presso Illustrated Media, occupandosi di fumetti, libri per bambini, trattamenti per l’animazione e persino della scrittura di sceneggiature. Nel 2024 aveva annunciato le sue dimissioni a causa di “problemi di salute”.
Shooter resta una figura fondamentale, seppur controversa, per il mondo dei comics. Non si è limitato a scrivere ed editare fumetti, ma ha rimodellato il medium: professionalizzando le performance, sostenendo i diritti dei creatori, orchestrando eventi crossover e lanciando nuovi universi supereroistici e importanti editori. Il suo stile editoriale forte, il suo impatto sui fumetti moderni è innegabile.
Almeno un paio di generazioni di lettori di fumetti americani, cresciuti tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, possono essere definiti “figli di Shooter”, essendosi formati su storie che venivano create seguendo la sua idea di fumetto.
Parlando di Shooter nel libro di Tom Field Secrets in the Shadows: The Art & Life of Gene Colan, Roy Thomas ha affermato: “Quando Jim Shooter ha preso il comando [alla Marvel, n.d.r.], nel bene e nel male ha deciso di limitare le cose, voleva che le storie fossero raccontate nel modo in cui voleva lui. Non si tratta di stabilire se Jim Shooter avesse ragione o torto; si tratta di un approccio diverso. Era il caporedattore e aveva il diritto di imporre ciò che voleva“.
[fonte The Beat]







