
Si tratta di un racconto semplice, ma godibile, grazie alla versatilità della scrittura, che passa dai toni della commedia a quelli drammatici nei momenti chiave, e alla presenza della classica, ma sempre efficace, voce fuori dal coro. Infatti l’autore oppone uno scienziato di una nuova razza ai suoi simili, sfruttandolo per lanciare un invito alla tolleranza e al buonsenso quando la figlia di Hank Pym occupa involontariamente il loro territorio.
Garrón raffigura gli umani con il suo stile consueto, ritraendoli con corpi snelli e dinoccolati, e si dimostra capace di assecondare la sceneggiatura sia nel restituire la diversità dei tanti esseri bizzarri del mondo subatomico che nell’inserire nelle tavole una moltitudine di elementi. Ant-Man è un personaggio spesso sopra le righe e la recitazione enfatica che l’artista gli dona lo conferma, visto che gesticola molto e il suo volto si deforma in smorfie talvolta buffe, motivate dagli strani accadimenti che lo coinvolgono. Fondamentale per rendere viva l’ambientazione è l’apporto di Israel Silva, chiamato a colorare come un arcobaleno gli extraterrestri e a giocare con le tinte più chiare per mettere in risalto un insolito stato della materia.
Abbiamo parlato di:
Ant-Man & Wasp – Persi e ritrovati
Mark Waid, Javier Garrón, Israel Silva
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, 2019
120 pagine, cartonato, colori – 16,00 €
ISBN: 9788891244574









