Topolino #3312: Il quesito dei gesti di Leonardo da Vinci

Topolino #3312: Il quesito dei gesti di Leonardo da Vinci

Nonostante il numero 3312 di Topolino presenti un paio di storie interessanti scientificamente da approfondire, avendo dato il via alla serie di articoli dedicati alla saga leonardesca di Bruno Enna, dovrete attendere domenica su DropSea per leggere di queste storie. Qui in questa sede, infatti, de Il primo quesito, seconda puntata de Il grande gioco geniale.

Il quesito dei quattro quadri

I quadri di Leonardo da Vinci sono sempre oggetto di studi attenti e approfonditi. Molti di questi si concentrano sugli sfondi, per capire se i luoghi rappresentati sono reali, altri ancora esaminano la struttura geometrica della composizione, oppure come cade la luce su volti e vestiti, o ancora l’attenzione viene posta sui gesti e su cosa indicano le mani dei soggetti ritratti, senza dimenticare le espressioni spesso sornione.
Tutti questi elementi confluiscono ne Il papero spernacchiante, quadro fittizio dell’alter ego leonardiano Leonardo da Paperdinci in una soluzione divertente che prende un po’ in giro tutto questo interesse forse un po’ eccessivo sull’opera pittorica di Leonardo. Certo questo interesse è in parte giustificato anche dall’ampio uso che Leonardo fa dei codici, elemento che diventa ispirativo de Il codice da Vinci di Dan Brown. In qualche modo, nel suo piccolo, Il grande gioco geniale è una parodia di questo genere letterario, proprio per il suo uso di elementi fittizi, permettendo così di apprezzare, dopo quanto scritto per il primo episodio, la scelta di non utilizzare il personaggio storico originario di Leonardo.

Bella e fedele la descrizione delle altmosfere di contorno alla trama principale: ad esempio nella parte introduttiva della storia Adalbecco Quagliaroli porta i paperi nel ristorante della sorella a Firenze che si trova in una specie di scantinato. Ed effettivamente a Firenze, nei dintorni del Duomo, si trova un ottimo ristorante abbastanza rustico e abbordabile nei prezzi (o almeno lo era l’ultima volta che ci sono stato) all’interno di uno scantinato. La stessa sorella del professor Quagliaroli viene rappresentata come la tipica donna del centro sud che non è contenta se i suoi ospiti, a fine pasto, non rotolano, e anche in quel caso potrebbe avere il dubbio che avete mangiato troppo poco!
I disegni sono affidati a Nicola Tosolini, nel complesso gradevole ed efficace, che mostra un’insolita commistione di stili: in alcune vignette sembra di vedere all’opera Alessandro Perina, in altre Giada Perissinotto, in altre ancora (la maggior parte a dire il vero) Andrea Freccero, riuscendo alla fine a non essere vintage come Carl Barks, autore, si sa, dalla scarsa personalità.