Dopo aver raccontato in lungo e in largo l’arte, Roberto Gagnor è ora passato a curare il mito attraverso la lente del fumetto disneyano. Qui sul Cappellaio ho già “raccontato” della sua Paperiliade, realizzata insieme con Alessandro Perina. In questo caso insieme con Carlo Limido affronta il mito di Perseo, eroe dell’antichità famoso per aver sconfitto la Medusa grazie allo scudo donatogli dalla dea Atena.
Il precedente

Non è la prima storia di questo ciclo, Che mito. La prima, pubblicata sul #3631 e sempre disegnata da Limido, confesso di non essere riuscito a leggerla: Gagnor si era preso troppe libertà nella reinterpretazione dei racconti mitologici. Con L’eroico Toperseo e la Medusa reclusa, pubblicata su Topolino #3662, invece, è restato molto più fedele, al netto delle necessarie modifiche disneyane e delle metafore con la società attuale, motivo per cui molti riferimenti alla nostra modernità li ho, questa volta, apprezzati. Li ho, infatti, visti non (o non solo) come un espediente per avvicinare i lettori alla mitologia, ma soprattutto per far comprendere come molti difetti della nostra società in realtà ci sono sempre stati (vedi, per esempio, l’ostracismo) e, semplicemente, i social li stanno esaltando all’ennesima potenza.
Al netto di questa metafora, veniamo, però, all’astronomia.
Le stelle ci raccontano storie

Come spesso ricordato nelle conferenze sul cielo notturno cui ho assistito a Milano, al Planetario Hoepli, le costellazioni del cielo notturno ci raccontano delle storie. E una delle storie più belle, anche per via della presenza ravvicinata delle costellazioni che rappresentano i suoi protagonisti, è proprio quella di Perseo e Andromeda disneyzzata da Gagnor e Limido.
L’eroe
Perseo, come accennato sopra, è un eroe della mitologia greca, che si mise in viaggio per sconfiggere Medusa, la più nota delle gorgoni. A imporgli tale impresa fu Polidette, re dell’isola di Serifo e spasimante della madre di Perseo, Danae. Polidette, infatti, era osteggiato da Perseo, che evidentemente vedeva in lui un pericolo per la felicità della madre, e dunque il re lo inviò a compiere un’impresa che veniva ritenuta pressoché impossibile da portare a termine.
E invece Perseo riuscì a sconfiggere Medusa e nel viaggio di ritorno, a cavallo dell’alato Pegaso, si imbatté in una giovane legata a una rupe: era Andromeda.
La principessa incatenata

Andromeda, figlia di Cassiopea, regina d’Etiopia e moglie di Cefeo, era una giovane dalla vita particolarmente sfortunata, nonostante i natali.
La madre della povera Andromeda, particolarmente vanitosa, un giorno affermò di essere più bella delle Nereidi, ninfe marine figlie di Nereo particolarmente seducenti. Le ninfe, allora, decisero che era giunto il momento di punire Cassiopea e chiesero l’aiuto di Poseidone.
Il dio del mare decise quindi di devastare le coste dell’Etiopia inviando il mostro Ceto. Cefeo, allora, sotto le pressioni dei suoi sudditi, si rivolse all’oracolo di Ammone che gli rivelò che per placare il mostro Ceto doveva dargli in sacrificio la figlia vergine Andromeda, che venne incatenata a una rupe a strapiombo sul mare.
E’ in questa situazione che Perseo trova Andromeda, che vinta la sua reticenza raccontò tutto al giovane eroe. Questi, visto che Ceto si stava avvicinando, uccise il mostro e liberò la fanciulla. I due alla fine si sposarono e vissero, come nelle migliori favole, felici e contenti come regnanti dell’isola di Serifo. Dalla loro discendenza, come si racconta nel mito, nacque il primo re della Persia, ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.
Le costellazioni
Le costellazioni che rappresentano i protagonisti di questo mito sono tutte vicine una all’altra, e alcune di queste sono ancora visibili nel cielo notturno, nonostante ormai le costellazioni primaverili si stanno facendo largo, come raccontato su EduINAF.
La costellazione di Andromeda, infatti, si trova vicina a quelle di Perseo e di Cassiopea, mentre la costellazione dei Pesci la separa da quella della Balena, che probabilmente è la costellazione che identifica il mostro marino Ceto, quasi a protezione della giovane nell’attesa dell’arrivo di Perseo.
A sua volta la costellazione di Pegaso si trova attaccata a quella di Andromeda. Infatti, Alpha Andromedae, la stella più luminosa della costellazione, un tempo faceva parte proprio di Pegaso: d’altra parte il suo nome, Alpheratz, vuol dire “ombelico del cavallo”.
Proprio accanto a Cassiopea, costellazione facilmente riconoscibile grazie alla sua forma a “W” (o di “M”: dipende da come tenete la testa!) sai trova Cefeo, costellazione anch’essa abbastanza facile da riconoscere per via della sua forma che ricorda una casa.

Infine accanto a Cefeo si trova l’intricata costellazione del Dragone, che cito qui perché nella storia di Gagnor e Limido il mostro Ceto viene sostituito da un drago. In effetti nella mitologia greca si trovano diversi draghi, il più famoso dei quali era Ladone, posto a guardia del giardino delle Esperidi (quello delle mele d’oro).
La costellazione, però, potrebbe anche essere associata all’anonimo drago della Gigantomachia, sconfitto da Atena e da quest’ultima scagliato nei cieli, dettaglio che sarebbe coerente col fatto che la costellazione è identificata semplicemente come Draco (questo è, ovviamente, il nome latino).
Ovviamente, vista la posizione, nulla esclude che in una qualche perduta versione del mito di Perseo e Andromeda il mostro che minacciava quest’ultima fosse proprio un drago.
Giusto di passaggio, per chiudere senza tediarvi troppo, cito alcuni oggetti celesti più interessanti che si possono trovare nella zona di cielo coperta dalle due costellazioni principali di questo mito, Perseo e Andromeda.

Innanzitutto c’è la famosa galassia di Andromeda, che è gravitazionalmente legata alla nostra Via Lattea e che in un futuro più o meno lontano si fonderà con essa per creare un’unica, grande costellazione.
Un altro oggetto celeste particolarmente interessante e curioso è, poi, la nebulosa planetaria NGC 7662, nota anche come Nebulosa Palla di Neve.
Nella costellazione di Perseo, oltre alle famose Perseidi, le meteore che si possono osservare a metà agosto, troviamo anche M76, una piccola nebulosa planetaria di bassissima luminosità che è nota con diversi nomi. Uno di questi, a mio giudizio uno dei più descrittivi della sua forma, è Nebulosa Tappo di Sughero.