È morto all’età di 87 anni Hermann Huppen, noto semplicemente come Hermann, uno dei nomi più importanti del fumetto franco-belga, attivo ininterrottamente dagli anni ’60 e autore di serie e personaggi che hanno impresso un segno profondo sulla bédé e influenzato decine di colleghi.
Nato nel 1938 in un villaggio belga delle Ardenne, Hermann esordisce a metà degli anni ’60 sulla rivista Tintin per la quale disegna serie come Bernard Prince, Jugurtha e, soprattutto, il western Comanche, su testi di Greg.
Nel 1979 debutta come autore completo con Jeremiah, la sua serie più celebre e longeva, che mescola in maniera originale la fantascienza post-apocalittica con il western e a cui il regista George Miller ha dichiarato di essersi ispirato per le atmosfere di Mad Max, il cui 42esimo volume è uscito nel 2025.
Del 1984 è un’altra sua saga famosa, Le Torri di Bois-Maury, un affresco di ambientazione medievale crudo e realistico dipanatasi in 16 tomi, l’ultimo dei quali è stato pubblicato nel 2021.
Oltre a proseguire queste due serie Hermann a partire dagli anni ’90 si è dedicato a one-shot autoconclusivi – negli ultimi anni in collaborazione col figlio Yves H. –, spesso di impegno sociale, se non apertamente di denuncia, come il pluri-premiato Sarajevo–Tango, ma anche Caatinga, Hanno ucciso Wild Bill, Missié Vandisanti, Luna di guerra e molti altri.
Nel 2016 è stato insignito del Grand Prix de la ville d’Angoulême.
Nel 2017 ritorna al western con la serie violenta e crepuscolare Duke, scritta dal figlio, di cui sono stati pubblicati 7 episodi.
Disegnatore dallo stile personale e inconfondibile, con un segno grafico ricco e dettagliato che si è poi indirizzato verso il colore, steso direttamente sulle tavole a matita senza più ripassarle a china, e sceneggiatore intenso e vigoroso, che lascia trasparire nelle sue opere una visione amara e pessimistica dell’umanità, accompagnata spesso da un feroce sarcasmo e sottesa a uno spirito anarchico, Hermann lascia un enorme corpo di opere – più di 120 album nel corso di una carriera sessantennale, che saranno sicuramente studiate in futuro.



