#61 - Le torri di Bois-Maury

#61 – Le torri di Bois-Maury

Almeno un fumetto al giorno: questo l’impegno che mi sono preso per il 2020… Non recensioni, ma impressioni di lettura, sensazioni, ispirazioni suscitate da letture che avevo lasciato indietro.

Ok, bariamo un poco, perché il volumone Oscar Ink con l’integrale della prima serie di 10 (dieci!) volumi del capolavoro di Hermann non l’ho ancora finito. Però arrivato al settimo capitolo-volume, riesce difficile immaginare che il giudizio possa sensibilmente cambiare, a meno che negli ultimi due volumi non mi trovi di fronte a pagine di culi sputazzanti che diffondono fake news sul Corona virus… Inoltre devo darmi una mossa, o il mio “fumetto quotidiano” rischia di diventare “fumetto settimanale” o “fumetto ogni tanto”. Certo, il periodo non favorisce una gran voglia di leggere o di scrivere, ma d’altra parte il blog è nato anche per farmi “violenza” in tal senso.

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Cavolate a parte, l’opera di Hermann è monumentale. Il protagonista nominale è il cavaliere Aymar di Bois-Maury, un nobil uomo che si muove in un medioevo realisticamente ritratto con dovizia di particolari, sia per quanto riguarda il disegno che per l’accuratezza storica. Protagonista che in più di un’occasione lascia campo ad altri personaggi, tutti mirabilmente descritti da uno dei più grandi autori del fumetto d’oltralpe. Le tavole sono uno spettacolo per gli occhi, dettagliatissime e precise senza per questo perdere il loro essere prima di tutto fumetto per dinamismo, plasticità, esasperazione delle fisionomie. La storia procede per singoli episodi solo in parte legati dalla volontà del cavaliere di riconquistare l’amato castello di Bois-Maury, ed è la scusa per conoscere personaggi ed eventi slegati tra loro ma che costruiscono tutte assieme un affresco enorme e impressionante.

Un fumetto immancabile, veramente e senza esagerazioni.