A BilBOlbul omaggio al fantastico tra pop e underground

A BilBOlbul omaggio al fantastico tra pop e underground
La 12ma edizione di BilBOlbul opera una svolta rispetto al passato, accogliendo per la prima volta in assoluto uno dei principali lasciti della pop culture mondiale, il fumetto di supereroi, con la mostra dedicata a Jack Kirby.

Fuga dalla realtà, o meglio messa in discussione del reale ed ingresso in un mondo fantastico, alle cui geografie e regole adattarsi e ridefinire se stessi: è sotto il segno del fantastico l’edizione 2018 di BilBOlbul, il Festival Internazionale del Fumetto ideato e organizzato da Hamelin Associazione Culturale, che torna a Bologna dal 23 al 25 novembre prossimi. Un filo rosso esplicitato fin dal manifesto d’autore della rassegna, realizzato quest’anno da Francesco Cattani, che mescola mostruoso e meraviglia, natura brutale e stupore d’infanzia, forze arcaiche e nuove dimensioni dell’incubo, digitale e tecnologico, nubi oscure e luminosi squarci di luce in una esplosione di colori acidi e verticalità. Proprio a Cattani, tra le voci più rilevanti del fumetto contemporaneo, autore di Luna del mattino (Coconino Press – Fandango) considerato il graphic novel italiano del 2017 e prima di Barcazza (che sarà ristampato da Canicola Edizioni per l’occasione), vincitore del premio “Nuove strade” a Napoli Comicon 2010, sarà dedicata una mostra monografica alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Ma fin da ottobre BilBOlbul inaugura la sua esplorazione nel mondo del fantastico, con la (ri)scoperta di uno dei grandi maestri del fumetto italiano, Guido Buzzelli: al “Michelangelo dei mostri” e alla carica innovativa del suo segno, amatissimo da colleghi e letterati contemporanei ma quasi sconosciuto al grande pubblico, è dedicata la personale Guido Buzzelli. Anatomia delle macerie, che inaugurerà il 23 ottobre all’Accademia di Belle Arti. Autore originalissimo, eclettico e sfuggente a qualsiasi catalogazione, nel 1966 realizzò La rivolta dei racchi, un lavoro che può essere considerato, precedendo Hugo Pratt e Will Eisner, il primo graphic novel della storia del fumetto italiano. La rivolta è la prima opera di una trilogia che comprende Labirinti (1970) e Zil Zelub (1972), ripubblicati recentemente da Coconino Press – Fandango che uscirà per l’occasione con un nuovo volume antologico: Annalisa e il diavolo.

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La 12ma edizione di BilBOlbul opera una svolta rispetto al passato, accogliendo per la prima volta in assoluto – in una manifestazione che si è sempre contraddistinta per la sua attenzione nei confronti delle produzioni autonome e di ricerca rispetto al fumetto del passato e del presente – uno dei principali lasciti della pop culture mondiale, il fumetto di supereroi. E lo fa in grande stile, con la mostra dedicata a Jack Kirby, “The King of Comics”, colui che, per dirla con Frank Miller, segnò uno spartiacque nel mondo del fumetto, aprendo con la sua morte un “Prima di Kirby” e un “Dopo Kirby” e influenzando in maniera determinante il fumetto contemporaneo. La mostra, sostenuto da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Unicredit Spa, inaugura il 24 novembre presso gli spazi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con una selezione di oltre 80 tavole.
Jack Kirby è stato uno dei principali edificatori dell’immaginario popolare contemporaneo, stabilendo gli standard del fumetto occidentale: la forza visionaria dei suoi disegni, insieme all’originale commistione di fantascienza, tecnologia e temi sociali delle sue storie, ha influenzato generazioni di artisti e scrittori. Dalla sua prima serie di successo, Captain America (1941) l’eroe antifascista che combatteva Hitler, fino all’incontro, nel 1961, con Stan Lee, che segna uno spartiacque nella carriera di Kirby. La coppia riporta in vita il concept del supereroe, caduto in disgrazia dopo la Seconda Guerra Mondiale, e inventa tutti i principali personaggi della Marvel Comics: I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera nera, ancora oggi eroi dei blockbuster.
Dai Maestri agli allievi: la prima retrospettiva in assoluto di Mat Brinkman in programma dal 24 novembre al 16 dicembre presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, intende mostrare la grande influenza di Kirby sul contemporaneo. Pittore, autore di fumetti e musicista nato ad Austin Texas nel 1973, Brinkman è uno dei grandi innovatori dell’immaginario fantastico contemporaneo, oltre che il più sfuggente tra i suoi colleghi, tanto da rifiutare per anni di ristampare i propri libri o di esporre le sue opere, almeno fino ad oggi.

Tanto estremo nelle scelte estetiche quanto influente, vive da anni distante dalla scena artistica, una scelta che ha contribuito alla sua mitizzazione da parte delle generazioni di artisti che hanno seguito le sue orme. Come scrive l’autore e critico Frank Santoro, “Multiforce di Mat Brinkman è probabilmente la serie a fumetti più importante dopo la cesura rappresentata da Chris Ware”. La personale di BilBOlbul rappresenta il ritorno sulla scena artistica di Brinkman: un evento cui si accompagna il lancio della nuova edizione internazionale dei due capolavori dell’autore – Teratoid Heights e Multiforce – da tempo introvabili oggetti di culto, che ora torneranno disponibili in italiano e in inglese grazie alla casa editrice Hollow Press.

Nel solco della più autentica vocazione di BilBOlbul, quella di rivelare al pubblico talenti emergenti ancora poco conosciuti nel nostro paese, le mostre dedicate a due protagoniste femminili. La prima è Amandine Meyer, illustratrice e fumettista francese, creatrice di strambi universi, giardini dell’Eden in versione pop, colorati ed eccessivi, in cui i protagonisti, nella quasi totalità bambini, si confondono con la natura e si dedicano a giochi spesso brutali. Corpi che trasformano, si contorcono, si fondono con la foresta e diventano pesci, sassi, fiori, animali, in un gioco di metamorfosi continue, espressioni di un’infanzia che è desiderio di scoperta, di contatto con l’altro, e che tocca anche la sfera della sessualità. La mostra, prodotta con il sostegno di Nuovi Mecenati, verrà inaugurata il 24 novembre presso Il Museo della Musica: è un’occasione per scoprire un’artista che merita di essere conosciuta per la sua visione fresca e controversa dell’infanzia, ma anche per acquistare i suoi libri, ancora introvabili in Italia.

Temi affini sono al centro dell’opera della seconda autrice, Emelie Östergren, uno dei talenti più originali dell’illustrazione e del disegno svedese contemporaneo, la cui mostra, in collaborazione con lo Swedish Arts Council, sarà inaugurata il 25 novembre presso Squadro Galleria Stamperia d’arte: in bilico fra l’onirico e il fantastico, nei lavori della Östergren l’inconscio ha il sopravvento sul reale trasportando il lettore in un mondo altro, intimo e grottesco, in cui l’autrice gioca con la deformazione, la caricatura, il bizzarro e il mostruoso.
Dal fantastico e dalla fantascienza alla scienza, per uno degli eventi di punta di questa edizione: si tratta di ERCcOMICS, progetto finanziato dall’Unione Europea che vuole valorizzare la comunicazione scientifica attraverso la narrazione visuale, e in particolare il linguaggio del fumetto. La sfida alla base del progetto è creare un ponte tra due mondi apparentemente distanti, la scienza e l’arte, facendo lavorare insieme fumettisti e ricercatori alla realizzazione di 16 webcomic basati su altrettanti progetti europei di ricerca finanziati dall’ERC, l’European Research Council. I temi spaziano dall’astrofisica alla sociologia, dalla biologia alle ricerche sull’intelligenza artificiale: durante BilBOlbul, oltre a un’esposizione delle tavole di alcune storie all’Accademia di Belle Arti di Bologna, il progetto ERCcOMICS sarà protagonista tra le altre cose di un ciclo di incontri nelle scuole del territorio pensati per introdurre nel discorso sul visivo discipline “altre”, come l’informatica o le materie scientifiche.

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