Avengers: Doomsday – I Fratelli Russo e la sfida di riportare ordine nel MCU

2 Settembre 2026
I due fratelli parlano dell'atteso film Marvel e delle sfide nel dietro le quinte.
Russofratelli

Intervistati da Associated Press, i fratelli Joe e Anthony Russo, registi di Avengers: Doomsday e di Avengers: Secret Wars, quest’ultimo nelle fasi finali di pre-produzione a Londra, hanno parlato della sfida di girare nuovamente due film in contemporanea, e la loro abitudine di lavorare con cast molto affollati.

Per qualche ragione, io e Joe siamo sempre stati molto attratti dalla narrazione corale – ha detto Anthony – Forse è dovuto al fatto che lavoriamo in squadra.

Siamo cresciuti in una famiglia italiana molto numerosa, piena di personalità eclettiche – ha aggiunto Joe – C’erano dinamiche familiari complesse. Siamo cresciuti tutti nella stessa strada; ognuno abitava in una casa diversa. Cenavamo tutti insieme la domenica. Interagivamo costantemente con una grande varietà di personalità e dinamiche interpersonali. Credo che sia così che vediamo il mondo e le storie.

L’MCU è un esperimento colossale su quanto vasto e quanto ampio possa essere il potenziale di un cast corale – afferma Anthony – Se abbiamo talento e gusto per la narrazione corale, ci stiamo sicuramente spingendo oltre ogni limite. Quando si lavora a uno di questi film, è la cosa più difficile che si sia mai fatta. Quando ne fai due, è quasi inconcepibile. Ma è la seconda volta che ne facciamo due uno dopo l’altro.

Alla domanda se pensano che il film, dopo alcuni passi falsi sul grande schermo, riporterà ordine nell’universo Marvel cinematografico, i due hanno risposto:

È un’ottima domanda. Fa parte della sfida unica – ha detto Anthony – Ciò che io e Joe abbiamo sempre apprezzato della nostra collaborazione con la Marvel è che il nostro compito non è quello di dare risposte per l’intero MCU. Lo inseriamo in un modo molto specifico. È in quell’intersezione che possiamo dare un senso alle cose.

I due hanno anche parlato di come sono arrivati a lavorare ad Avengers: Doosmday, e di come il rinnovo della produzione dopo l’alt al precedente film intitolato Avengers: The Kang Dynasty abbia comportato l’inizio delle riprese con una sceneggiatura incompleta.

Consideriamo sempre la sceneggiatura come un organismo vivente – ha affermato Joe – Siamo registi che si basano sull’improvvisazione e sulle prove. Ci piace vedere cosa gli attori apportano ai personaggi, e a volte non li conosciamo fino a pochi giorni o poche settimane prima delle riprese. E spesso è proprio in quel momento che accade la magia.

I due hanno poi sottolineato come la loro fonte di ispirazione sia il western, e principalmente per il loro atteso film C’era una volta il West di Sergio Leone.

Io e Joe siamo cresciuti appassionati di ogni genere di cinema, ma i western sono sempre stati molto speciali per noi. Nel corso della storia del cinema, il western è stato dichiarato morto per decenni, eppure è possibile realizzare uno dei più grandi esempi del genere.

Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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