Lo so che non si dovrebbe fare.
L’ultima uscita della trilogia di Mr. Loop, personaggio nato nel 2023 dal design narrativo e dai testi di Alberto Lavoradori insieme al sempre affascinante visual grafico di Mauro Cicarè, è del 2025.
Eppure a volte si presenta l’urgenza e il bisogno di parlare di un’esperienza pressoché unica nel mercato editoriale del fumetto italiano, ormai restio alla serialità di qualità gestita attraverso una modalità libera e creativamente anarchica senza pagare il prezzo dello scadimento estetico-narrativo.
Il concept è popolare e con rimandi ad un fantascientifico postapocalittico gotico metropolitano, tra atmosfere dark action e hard boiled, ma contiene al suo interno tutti gli ingredienti narrativi per sfuggire ai clichè dei generi con un gradevole sapore underground e fanzinaro dei buoni tempi andati. Un mix che trova nello scartamento dei binari, quando non si presenza proprio come un deragliamento, la sua ragione d’essere allo stesso tempo dentro e fuori dai canoni classici della serialità di genere. Barcollando sempre senza cadere. Stando in equilibrio precario come il saltimbanco funambolo, come nella metafora poetico letteraria dell’artista proposta da Theophile Gautier e Theodore de Banville alla metà dell’Ottocento, come ci ricorda Jean Starobinsky nel suo Ritratto dell’artista da saltimbanco, sospeso tra il cielo paradisiaco e l’abisso infernale costruito dai mondi labirintici e circolari di Piranesi e Escher, tra la grazia del volo e la putredine, tra la carne terrena e il corpo ibrido destinato ad uno splendore glorioso.
Mr. Loop è questo: non solo uno scheletro di detective avvolto nel classico impermeabile hammettiano, allo stesso tempo cacciatore e preda, ma un ciclico nastro di Möbius maledetto e impossibilitato ad un trapasso definitivo, costretto a mille morti provvisorie all’interno di un mondo dominato da ipertecnologici vampiri alieni che si nutrono del sugo dell’umana vita ma che tuttavia, seppur in una sorta di cattività sorvegliata, lasciano gli uomini, o quel che sono diventati, alle loro miserie, ai loro amori perduti e ai loro disperanti intrighi per un’inutile e effimero potere. Mr. Loop non è il solito antieroe o l’ultimo combattente di una resistenza impossibile di un’umanità ormai perduta tra reminescenze magico-arcaiche, tra inferni in terra e sottoterra, e ibridazioni post tecnologiche: non è altro che un dolente fardello ambulante costretto ad un’infinita ma consapevole non vita sospesa in un limbo di pietà e desiderio di vendetta.
Mr. Loop porta il peso di quel che resta della dannazione della memoria, privata certamente ma anche collettiva, di un mondo scomparso dove si poteva ancora assaggiare rari momenti di dolcezza. La narrazione di Lavoradori è coerentemente non lineare, decisa ad annullarsi passando dalla frammentazione in brevi sequenze all’inconsistenza onirica. Eppure tutto mantiene un suo senso intrinseco e auto esplicativo dai significati abbaglianti che si offrono come effetti stroboscopici del narrare. Questo modello operativo vale anche per la realizzazione della narrazione visiva e della grafica complessiva che, come in ogni fumetto ben riuscito, si amalgama perfettamente alle atmosfere e alla narrazione testuale.
L’impronta di Cicarè è dannatamente efficace con la sua forza espressionista che si fa immagine di pietas. Ma su questo versante va segnalata anche un’altra interessante alterità di questa trilogia edita nella collana Vitamin da un illuminato Massimo Perissinotto per i tipi delle Edizioni Latitudine 42-In Your Face Comix. Dopo il primo volume, l’omonimo Mr. Loop, ad affiancare Cicarè alle reali azione delle tavole di Mr. Loop Type e Mr. Loop Marmor Lunensis sono stati chiamati un gruppo di giovani talenti provenienti in larga parte provenienti dalla fucina di ottimi autori ed ex studenti di Cicarè dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. Questa non è certo una novità assoluta ma qui non si tratta di una necessità o una furbizia editoriale ma una precisa scelta di ulteriore riflesso caleidoscopico e funzionale alla succitata tendenza all’esplosione in microstorie dello sviluppo narrativo. Il passaggio tra stili diversi ma congruenti amplifica lo straniamento e l’efficacia del risultato complessivo, accompagnando e dando respiro all’evoluzione delle storie che contribuiscono all’espansione sino alla dissoluzione del universo di Mr. Loop.
Non abbiate paura ad avventuravi sul filo teso di una narrazione davvero brillante al di fuori dei soliti mainstream di ogni genere e tipo. Si rischia di cadere ma ne vale la pena…











