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Letture in breve #60

25 Giugno 2026
Torna l'appuntamento con la rubrica che raccoglie, in poche righe, giudizi, stimoli e spunti sulle letture della nostra redazione.
Leggi in 5 minuti

Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.

Debby tung passione libri

Debby Tung, Passione libri

Dylan Dog #477 – La camera cremisi di Giovanni De Feo e Piero Dall’Agnol (Sergio Bonelli Editore, maggio 2026)

Dylan Dog

Il #477 di Dylan Dog affronta argomenti complessi come l’intersezione tra lutto, memoria digitale e alienazione tecnologica. La trama è incentrata su Victor Morris: un tecnico informatico distrutto dal dolore per la morte della moglie che ha creato un social network per preservare il ricordo dei defunti, i quali però iniziano a inviare messaggi e a uccidere le persone in vita. Giovanni De Feo scrive una trama improntata al dialogo e focalizzata sui rapporti tra i personaggi, con riflessioni sull’elaborazione del lutto e sulla memoria dei vivi (con tutto il bagaglio emotivo di ricordi e rimorsi) nei confronti dei morti. La narrazione ha una struttura classica investigativa, con Dylan che si muove a fatica nell’indagare tra vita reale e digitale, mostrando il suo lato più empatico, affiancato da un Groucho piacevolmente intraprendente. Peccato per il finale un po’ forzato rispetto alle buone premesse, ma Piero Dall’Agnol realizza tavole interessanti che, sebbene un po’ statiche in alcuni punti, costruiscono un’atmosfera disturbante e progressivamente più cupa.
Paolo Pugliese

Fat Lobster di Luca Negri (Edizioni BD, 2026)

Ormai specializzato nel genere pulp e noir, nel suo nuovo fumetto Luca Negri porta il lettore nel Brasile degli anni ‘70 per una storia rocambolesca che lega tra loro giornalismo d’inchiesta, musica e problematiche sociali (che tanto sembrano parlare del nostro presente). Negri imposta un ritmo forsennato, gioca con le aspettative e con i numerosi personaggi della storia, riuscendo a rendere in maniera molto efficace l’ambientazione brasiliana pur utilizzando toni di grigi: la scelta delle luci, la cura dei dettagli e la capacità di far “sentire” la musica che anima molte delle situazioni, unite a uno studio del contesto sociopolitico dell’epoca, rendono il fumetto molto affascinante. Purtroppo a volte lo stile di Negri, spigoloso e molto dinamico, ben adatto all’azione narrata, rende difficile distinguere alcuni dei personaggi. Anche la trama e le caratterizzazioni soffrono di alcune scelte troppo precipitose, con personaggi (soprattutto il supposto protagonista) definiti in maniera superficiale e alcuni elementi importanti non valorizzati. Un fumetto che forse avrebbe potuto offrire di più, ma che resta comunque divertente e affascinante nella costruzione narrativa.
Emilio Cirri

Fat Lobster

Born Dead di DAST (In Your Face Comix, 2025)

Born dead

Non essere mai nati è la cosa migliore e la seconda, una volta venuti al mondo, tornare lì donde si è giunti”: le parole dell’Edipo a Colono di Sofocle risuonano nel fumetto che Danilo DAST Strulato dedica “a chi sta male”. Il fumettista, pittore e curatore della collana Lucky 13 di In Your Face Comix racconta una storia di genesi e palingenesi, di evasione dalla realtà nel mondo del sogno, di depressione e sopravvivenza, delineando un viaggio dell’anti-eroe universale. Il male di vivere trova il correlativo oggettivo nella fame, negli animali e nelle creature ibride che insidiano l’esistenza dell’uomo-bambino visibile già nella copertina del volume. Un’esistenza primitiva ma apparentemente preferibile a “una vita perfetta”. DAST utilizza un bianco e nero a volte netto e altre stemperato dai segni granulosi che riempiono i personaggi e gli sfondi, senza rinunciare mai a rendere espressive le figure e dettagliati i paesaggi.
Federico Beghin

Flexy the Cat di Rambo Pavone (In Your Face Comics, 2026)

In perfetto accordo con il catalogo In Your Face Comix, che si sta affermando per la sua offerta di fumetti underground dai contenuti estremi, Rambo Pavone racconta una storia folle che ha per protagonista un gatto sicario lasciato in eredità da un mugnaio a uno dei suo figli. Questo incipit porta a una serie di situazioni che coinvolgono malavita organizzata, teppisti e una dose inverosimile di violenza e gore, quelle che hanno segnato la storia del gatto fin dalla sua nascita. Rambo Pavone costruisce una anti-fiaba diseneyana, prendendo tutti i classici topoi del genere (primo su tutti, la riflessione sulla famiglia e gli affetti) per deturparli e trasfigurarli con attraverso una lente violenta e totalmente scorretta, usando uno stile che attinge alle viscere più sudice e oscure del fumetto underground italiano e internazionale, che gioca con la costruzione della tavola e l’estremizzazione delle situazioni. Un fumetto sicuramente molto particolare e non per tutti, forse in alcuni casi troppo derivativo di un certo genere di storie, ma che è interessante trovare fuori da un contesto di nicchia come quello tipico del fumetto underground autoprodotto.
Emilio Cirri

Sfoglia qui alcune tavole di Flexy The Cat

Flexy the cat

Hellboy & B.P.R.D.: 1953 di Mike Mignola, Chris Roberson e altri (Star Comics, 2026)

Hellboy & B.P.R.D.

Il secondo volume della serie spin off di Hellboy prosegue il lavoro di espansione dell’universo narrativo ideato da Mike Mignola, concentrandosi sul periodo giovanile del protagonista. Pur non mancando l’azione, il vero punto di forza del volume sono le suggestioni che riesce a veicolare; l’atmosfera cupa ma al contempo surreale, il fascino del mistero legato al folklore popolare, elementi che si amalgamano con armonia. Efficace anche la caratterizzazione dei personaggi. A partire dallo stesso Hellboy, inesperto ma già detentore di quel carisma che i lettori ben conoscono, ma anche per quanto riguarda i vari comprimari, come la sua collega Susan, la cui figura viene man mano approfondita. Mantenendo intatta l’identità visiva dell’opera di Mignola, i disegni adottano un tratto essenziale ma espressivo. Il design delle creature è squisitamente inquietante, l’alternanza di luci e ombre regala atmosfere evocative e la narrazione rimane sempre perfettamente chiara.
Marco Marotta

The Deadman #1 di W. Maxwell Prince e Martin Morazzo (DC comics, giugno 2026)

Un team piuttosto rodato come lo sceneggiatore Maxwell Prince (Marvel Zombies, Ice Cream Man) e Martin Morazzo (Ice Cream Man, The Great Pacific) si fa carico dell’eredità e del rilancio di un eroe molto peculiare come Deadman di Arnold Drake e Carmine Infantino, proponendo una moderna e inedita reinterpretazione aggiornata ai nostri tempi, ironica e surreale. Boston Brand è un fantasma reclutato dalla dea Rama Kushna per essere un guardiano delle anime. Ubbidendo alle Leggi della Matematica Spirituale, Boston vigila sui moribondi, aiuta le anime nel trapasso, interagisce con altri fantasmi e protegge i vivi e i morti da entità demoniache. Maxwell Prince sfonda la quarta parete rivolgendosi direttamente al lettore in una narrazione intelligente e in bilico tra dramma, commedia e horror. Morazzo imposta le tavole in maniera ariosa, disegnando con un tratto delicato e moebiusano visualizzando idee interessanti come quella di bypassare il costume classico di Deadman che muta a seconda dell’ambiente in cui interagisce. Un primo numero davvero promettente.
Paolo Pugliese

The Deadman

Una notte da rider di Arlen (Bao Publishing, 2025)

Una notte da rider

Da molti anni in molti contesti ci si lamenta di come il racconto a fumetti della generazione Millennial tenda al didascalismo, a focalizzarsi sul messaggio dimenticando la forma e i linguaggi che il fumetto offre per costruire una storia coinvolgente e ricca di livelli di lettura. L’esordiente Arlen si dimostra già all’altezza di sfruttare il medium esattamente per costruire un’opera del genere: ambientato in un futuro non troppo lontano e popolato da esseri umani e animali antropomorfi, l’avventura di un rider che si trova coinvolto suo malgrado in un traffico di droga è una storia capace sia di divertire e coinvolgere con un ritmo sostenuto e un’ottima costruzione, sia di parlare del mondo contemporaneo, quello fatto di precarietà e di necessità di rapporti umani, di supporto reciproco. Lo stile della giovane autrice riesce efficacemente ad unire costruzione precisa delle tavole e dinamismo, guardando al fumetto francese ma anche a qualche influenza manga, sempre ben dosata e controllata. Un esordio solido, ricco e convincente, che lascia con la speranza di leggere presto una storia di Arlen.
Emilio Cirri

Per questa puntata è tutto.  Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.

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