“La felicità è reale solo quando è condivisa”
– Christopher Johnson McCandless

Ash è un ragazzə che vive, sin dalle prime pagine, un profondo cambiamento: l’identificazione in un genere diverso da quello assegnato alla nascita e la conseguente affermazione di una nuova identità ancora in divenire. Ash è infatti il nome con cui si identifica il protagonista, censurando per tutto il racconto il suo dead name nel momento in cui i genitori cercano di sminuire il cambiamento che vive tramite il cliché (tristemente reale) della “fase” in cui incorrono i giovani e che verrà presto superata.
Questa scoperta di sé è accompagnata da una sensibilità e un attivismo ambientale, ostacolati da un sistema che fa della burocrazia uno strumento limitante, che spingono Ash a prendere una decisione estrema: abbandonare la famiglia e approfittare delle vacanze estive per trovare e raggiungere un capanno costruito dal nonno in una zona remota di una riserva naturale e stabilirsi lì permanentemente.
Il percorso seguito è esattamente quello che il lettore si aspetterebbe da un ragazzinə del liceo: forte della sua voglia di fare e dalla convinzione di poter compiere qualsiasi impresa, si segue tutta la fase preparatoria all’impresa, fatta di tutorial su YouTube e di manuali relativi alla fauna e alla flora della zona californiana dove si svolge la ricerca del capanno. Questo studio teorico non trova però un esatto corrispondente nella realtà, rendendo le vicende di Ash nella natura appassionanti e pericolose al tempo stesso, con l’esperienza del protagonista che diventa molto simile a quella richiamata con McCandless in apertura di questa recensione.

Wang abitua il lettore a tavole con ottimi scorci naturali e paesaggi capaci di far rivivere l’entroterra californiano (complice anche un ampio utilizzo di colori caldi che rendono il tutto più intimo), prestando però il fianco laddove si arrivi alla rappresentazione grafica delle persone: in linea con ciò a cui hanno abituato altre opere mirate a un pubblico di riferimento young adult, volti e personaggi peccano di originalità e varietà, portando a un lieve senso di distacco nel momento in cui Ash interagisce con altri personaggi. A questa semplicità strutturale e grafica si contrappone però una complessità che richiede al lettore di scavare nell’esperienza di Ash, diventando un secondo viaggiatore insieme al protagonista.
Il viaggio che si compie non è, com’è facile intuire, soltanto quello fisico alla ricerca del capanno immerso alla natura, ma è prima di tutto interiore: più riflessioni si susseguono nel momento in cui Ash affronta tutte le sfide derivanti dall’avventura e non tutte sono destinate necessariamente a trovare una risposta. È nel momento in cui il lettore si pone metaforicamente accanto al protagonista che si possono comprendere al meglio tutte le incertezze e le paure legate non solo alla scelte e all’identità di quest’ultimo, ma anche alla situazione che in generale un coetaneo socialmente attivo affronta ogni giorno: l’ansia per il futuro, il ritrovarsi in un mondo che peggiora di giorno in giorno su più fronti, da quello climatico a quello politico, e soprattutto lo scontrarsi con un contesto sociale che premia chi peggiora la situazione e punisce chi invece cerca di migliorarla.
Tutte queste ramificazioni culminano in un finale positivo, dove la scelta estrema di Ash di isolarsi (non senza situazioni che avrebbero potuto avere un esito diametralmente opposto) paga e riesce a gettare nuova luce non solo sul singolo in quanto tale ma anche sui problemi prettamente generazionali con una riflessione non indifferente. La condivisione di questo disagio esistenziale rende infatti possibile l’emersione di una rete sociale che finalmente permette al singolo di raggiungere il cambiamento, a cui si accompagna parallelamente un’evoluzione personale di Ash che trova finalmente il suo posto come individuo sfuggendo al binarismo che fino a qualche anno fa era l’unico modello accettato.
In un mondo in cui tertium non datur, Ash riesce a scardinare la società partendo dal microcosmo familiare e risalendo la catena, con un messaggio di scoperta e accettazione che rende la lettura del volume estremamente consigliata non solo a un pubblico adolescenziale, ma anche e soprattutto a un pubblico adulto, che potrebbe trarre qualche insegnamento da un’opera che oggi più che mai risulta attuale e di spessore.
Abbiamo parlato di:
Il capanno di Ash
Jen Wang
Traduzione di Caterina Marietti
Bao Publishing, settembre 2024
320 pagine, cartonato, colori – 26,00€
ISBN: 9791256210466

