
In questa storia strampalata, in cui una fata (Iris) si materializza nel nostro mondo e cerca di aiutare una creatura fragile (Shady, appunto), l’autore belga mette in scena le nostre contraddizioni in maniera parodistica e esasperata, con un protagonista i cui contrasti forti e macchiettistici ricordano in realtà tante personalità dei social (e non solo). Nulla si salva da questa caustica riflessione, non esiste politicamente corretto che tenga: dalle rivendicazioni di inclusività e rappresentazione della diversità, alla sessualità e il rispetto per per i corpi, Vandenbroucke si prende gioco di ogni convenzione sociale, mettendone in luce i punti d’ombra e le ambiguità.
Per fare questo, l’autore adotta un registro particolare, che rende il volume discontinuo e difficile da catalogare: se da una parte abbiamo una flebile storia che accompagna il percorso di cambiamento e pseudo-crescita del personaggio, realizzato di volta in volta con soli colori primari e linee essenziali (tipicamente franco-belghe) che sottolineano il mood e lo stato del protagonista, dall’altra abbiamo piccoli sketch da una pagina, a colori e più dettagliate, che ricordano molto le storielle paradossali di Joan Cornella.
Se la storia principale non suscita grande interesse, sono proprio queste brevi strisce, nella loro folgorante rapidità e totale imprevedibilità, quelle che riescono a elevare il personaggio a figura satirica efficace, adatta a una dimensione vignettistica più che fumettistica.
Abbiamo parlato di:
Shady
Brecht Vandenbroucke
Traduzione di Olga Amagliani
Rulez, 2023
168 pagine, cartonato, colore – 25,00 €
ISBN: 978-88-941255-9-7









