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Diabolik Anno LIX #6 – Fuga Forzata (Altariva, Nunziati, Brandi)

2 Luglio 2020
Una storia con ambientazioni à la James Bond in cui il fulcro narrativo non è il colpo bensì la strategia di uscita, sceneggiata da Roberto Altariva.
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cover DiabL’albo della serie regolare di Diabolik, che inaugura la stagione estiva, non poteva che essere ambientato su un’isola dalle splendide spiagge. Un set atipico nel quale gli autori collocano una storia peculiare, con un soggetto ideato da Mario Gomboli e Andrea Pasini e sceneggiato infine da Roberto Altariva.
Il rituale colpo orchestrato minuziosamente, come d’abitudine, da Eva e Diabolik si scontra con delle circostanze impreviste, sia per l’intervento di altri personaggi (tra cui l’arcinemico Ginko), sia per eventi naturali che complicano non poco la missione. Quel che rende l’albo piuttosto originale è che il focus della storia diventa non tanto il colpo (o i colpi, dato che se ne prospetta un secondo), bensì la strategia di uscita: i due ladri si ritrovano impegnati a sfuggire da una fitta tela di ragno, tessuta magistralmente da Ginko sfruttando il contesto geografico, che li vede esposti a vari pericoli e costretti a numerose modifiche ai piani originari per poter alla fine eludere la trappola. Ne viene fuori un episodio che, dopo l’impressione di fluidità iniziale, si dipana in una trama più articolata in cui i vari personaggi, agendo a volte autonomamente, interferiscono tra loro, generando un contesto di caos che rende la fuga ancora più difficile.
La storia è ben resa dal punto di vista del disegno dalla coppia Riccardo Nunziati e Jacopo Brandi, con un susseguirsi di efficaci inquadrature che movimentano l’azione, pur mantenendo una griglia di pagina chiara e ben leggibile.

Abbiamo parlato di:
Diabolik Anno LIX #6 – Fuga forzata
Mario Gomboli, Andrea Pasini, Roberto Altariva, Riccardo Nunziati, Jacopo Brandi, Matteo Buffagni
Astorina, giugno 2020
130 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,80 €
ISSN: 97711240450000006

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Laura Cassarà

Laura Cassarà

Catanese, classe 1973, ha imparato a leggere sui fumetti, che poi sono diventati una costante della sua vita. Della sua infanzia ricorda nitidamente i becchi arrotondati dei paperi di Cavazzano e le tavole retinate degli albi dell’editoriale Corno. Da allora non ha più smesso di divorare ogni tipo di storia disegnata, tanto da volerne poi approfondire gli aspetti tecnici, formali e letterari (studiare è un’altra costante della sua vita, purtroppo). Per poter comprare i fumetti, lavora come ingegnere libero professionista e si occupa di tecnologie digitali. Nel 2013, riunendo due delle sue grandi passioni, ha pubblicato il saggio Goodbye Topolinia. Su architettura e fumetto (Malcor D’).

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