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First Issue

First Issue #1 – Le novità a stelle e strisce

Debutta "First Issue", la rubrica che presenta e recensisce le nuove uscite e i nuovi numeri uno delle serie del panorama fumettistico statunitense.

Il mercoledì è un giorno particolare per gli appassionati e i lettori di fumetti statunitensi.
Il mercoledì è infatti il giorno della settimana in cui arrivano le nuove uscite dei comics. Un tempo, era il giorno nel quale i lettori si affollavano nelle newsstand – le edicole – e nelle fumetterie delle città; oggi è anche il momento in cui le piattaforme digitali come Comixology mettono a disposizione degli utenti i nuovi numeri.

Ogni mercoledì in USA escono quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
E First Issue è proprio il nome scelto per questa nuova rubrica de Lo Spazio Bianco che parte oggi e vi terrà compagnia ogni due settimane, sempre di mercoledì (ovvio, no?)
In ogni puntata forniremo uno sguardo più ampio possibile sui numeri uno e gli esordi avvenuti nel mondo del fumetto statunitense nelle settimane antecedenti. Ci soffermeremo con analisi più approfondite sui numeri di esordio più interessanti o che maggiormente hanno colpito la nostra attenzione o solleticato la nostra curiosità.
Lo sguardo e le voci della rubrica saranno plurimi, come le penne che di volta in volta la andranno a comporre.
Vorremmo chiedere a chi avrà il piacere di seguirci un riscontro, un pensiero. Fateci sapere se vi piace la formula che abbiamo adottato o suggeriteci che cosa vi piacerebbe trovare.
Il nostro non vuole essere uno sguardo esaustivo sul panorama fumettistico statunitense, immenso e variegato, quanto piuttosto una sorta di vetrina sulla produzione mainstream e indipendente di comics, parlando di serie e storie che magari dopo qualche mese saranno disponibili anche in edizione italiana.

‘nuff said! amava scrivere Stan Lee a chiusura del suo dialogo con i lettori in coda agli albi . Noi facciamo sua questa frase e diamo il via alla prima puntata di First Issue!

First Issue #1 - Le novità a stelle e strisce

First Issue #1

Marvel Comics

I primi due mercoledì di maggio, il 3 e il 10, sono stati ricchi di numeri di esordio negli Stati Uniti.
In casa Marvel Comics bisogna registrare innanzitutto la partenza di Secret Empire (dopo un numero #0 pubblicato ad aprile), la maxi saga in nove numeri scritta da Nick Spencer e disegnata da Steve McNiven che contrappone Steve Rogers nei panni di un Capitan America a capo dell’Hydra agli altri supereroi che cercheranno di contrastare il suo tentativo di creare un impero dittatoriale negli Stati Uniti sotto l’egida dello storico gruppo terroristico.
Secret Empire, oltre a essere – secondo quanto dichiarato dai vertici editoriali Marvel – l’ultimo maxi evento che vedremo per un po’ di tempo nella Casa delle Idee, è anche l’epilogo di un anno di trame imbastite da Spencer sulla testata Captain America – Steve Rogers.  Una storia che fin dagli inizi ha scatenato le ire di molti fan del Capitano che non accettavano che l’eroe simbolo degli USA potesse essere in realtà un terrorista adepto dell’Hydra e del Teschio Rosso. Nick Spencer invece è stato bravo a continuare per la sua strada, costruendo numero dopo numero un’ambientazione e dei personaggi solidi e credibili nelle loro azioni, a cominciare da uno Steve Rogers assolutamente realistico nel suo ruolo di criminale.
In Secret Empire assisteremo alla messa in essere del complesso piano di conquista orchestrato da Cap e a che cosa esso porterà. Peccato che la Marvel, proprio alla vigilia dell’esordio del primo numero della miniserie, si sia sentita in obbligo di tranquillizzare i propri lettori che alla fine dell’evento sarà il bene a trionfare.
Nessuno ne dubitava, ma ribadirlo e confermarlo proprio all’inizio di una saga che durerà fino alla fine dell’estate ci pare depotenzi troppo una storia che a nostro avviso vale comunque la pena leggere.

Sempre in casa Marvel, il 3 maggio ha fatto il suo esordio la testata dedicata a Jean Grey scritta da Dennis Hopeless e disegnata da Victor Ibañez. Ha letto il numero di esordio il nostro Federico Beghin:

Jean Grey #1

First Issue #1 - Le novità a stelle e strisceJean Grey #1 è un albo introduttivo ma non troppo. La giovane X-Men è risoluta ma non troppo. La Fenice è in arrivo ma non troppo.
Lo sceneggiatore Dennis Hopeless e il disegnatore Victor Ibáñez, dopo aver riassunto le vicende passate attraverso immagini evocative corredate dalle riflessioni di Jean, mettono subito alla prova la ragazzina (girlie), interrompendo un momento di evasione dal suo turbolento quotidiano di mutante con superproblemi.
Ovviamente il “maybe I can be the happy Jean” rimane solo un buon proposito: come puoi stare allegra se la Squadra di Demolizione attua una rapina vicino a te e, cercando di salvare tutti, fai più danni dei cattivi?
Vogliamo aggiungere che senti le voci e temi, giustamente, di diventare come la tua versione più vecchia che si è macchiata di numerosi crimini?
Dialoghi semplici e azione, così Hopeless definisce lo stato d’animo della protagonista, accelerando il ritmo verso un finale prevedibile ma d’impatto. Alla buona caratterizzazione di Jean concorrono i disegni: il suo volto muta realisticamente assecondando le emozioni, con prevalenza di smarrimento e rabbia. Nella splash-page con la Fenice si nota la forza dei colori di J. D. Ramos, tra i quali risalta l’arancio.

Arriva anche la prima serie dedicata al sovrano degli Inumani Black Bolt – da noi conosciuto come Freccia Nera – dove al word processor troviamo lo scrittore di fantascienza Saladin Ahmed e alle matite Christian James Ward. Esordio più che convincente: tavole particolari e affascinanti al pari di un costrutto narrativo che si nota subito essere pensato da uno scrittore.
Rimanendo in ambito cosmico, sulla scia della seconda pellicola a loro dedicata, arriva la nuova serie dedicata ai Guardiani della Galassia, All New Guardians of the Galaxy – di Gerry Duggan e Aaron Kuder – della quale ci parla Emilio Cirri.

All New Guardians of the Galaxy #1

First Issue #1 - Le novità a stelle e strisce

Il Gran Maestro, un’astronave a forma di Galactus, nuovi pianeti e razze aliene, battaglie e battute taglienti, nonché un mistero legato al piccolo Groot.
Questi sono i biglietti da visita con cui Gerry Duggan, Aaron Kuder e Ive Svorcina inaugurano la nuova serie dei Guardiani della Galassia. Sebbene il team e le atmosfere della serie siano ormai totalmente adeguati al film campione di incassi dei Marvel Studios e il gruppo sia sempre più assimilato a una ciurma di pirati spaziali, Duggan riesce fin da subito a lasciare la sua impronta con una trama che si prospetta di ampio respiro e divertenti interazioni tra i personaggi, fatte di dialoghi brillanti ma asciutti, lontani dalla prosa piatta, opaca e ripetitiva di Bendis.
La parte del leone viene però giocata da Aaron Kuder, che realizza tavole spettacolari ed esplosive, dando vita a mondi ricchi di dettagli e a scene d’azione rocambolesche, senza sacrificare uno storytelling fluido e ricco di ritmo e la caratterizzazione dei personaggi. Il segno chiaro, preciso e decisamente pop dell’autore è valorizzato dalla tavolozza incandescente di Ive Svorcina, che dona alle tavole un gusto tipicamente europeo che ricorda i classici di genere fantascientifico. Insomma, sembra che ci siano tutti i presupposti per vivere nuove mirabolanti avventure ai confini dell’universo con i nuovi Guardiani della Galassia.

Spostandoci sulla sponda DC Comics, troviamo l’esordio della maxi serie dedicata a Bane, l’antagonista principale di Batman negli anni ’90 del secolo scorso, scritta e disegnata proprio dagli stessi creatori del personaggio, Chuck Dixon e Graham Nolan. Queste sono le impressioni di Marco Marotta che ha letto il primo numero di Bane Conquest.

Bane Conquest #1
First Issue #1 - Le novità a stelle e strisce

Con Bane Conquest, serie che si compone di dodici numeri, Chuck Dixon e Graham Nolan tornano a narrare le vicissitudini del personaggio da loro stessi creato nel 1993 nella saga batmaniana Knightfall. Al di là di premesse narrative tutto sommato interessanti e di una sequenza d’apertura efficace che getta subito il lettore nel vivo dell’azione, la sceneggiatura di questo primo numero è invero molto asciutta e lineare, priva di momenti davvero memorabili.
Lo stile di scrittura di Dixon, grazie a un ottimo senso del ritmo, riesce però a compensare egregiamente e la lettura risulta comunque molto scorrevole. Un po’ carente invece la caratterizzazione di Bane stesso. Il nerboruto avversario del Cavaliere Oscuro si è da sempre distinto per essere un perfetto connubio tra corpo e mente, tra prestanza fisica e doti da stratega. Qui però l’autore tende a mettere in luce solo le capacità fisiche e l’indole irruenta di Bane, facendo venir meno quella dicotomia che costituiva gran parte del suo fascino. È pur vero, tuttavia, che questa scelta dà la possibilità a Dixon di imbastire scene d’azione viscerali e soddisfacenti.
Abbastanza efficaci i disegni di Nolan, caratterizzati da uno stile cartoonoso “anni ’90”, che con il massiccio utilizzo di neri e le atmosfere cupe che riescono a creare offrono rimembranze della serie animata di Batman di quel periodo. Un primo numero, insomma, non sbalorditivo ma che offre degli spunti che, se sviluppati a dovere nel resto della serie, potrebbero riservare delle sorprese.

In casa DC, per l’etichetta Young Animals diretta da Gerard Way, il 10 maggio esce il primo di sei numeri della miniserie dedicata a Forager, personaggio creato nientemeno che da Jack Kirby nella sua saga dei Nuovi Dei (il suo debutto avvenne in New Gods #9 del luglio 1972), appartenente a una popolazione di insetti antropomorfi di Nuova Genesi. Bug! The Adventures of Forager è un prodotto per così dire “familiare” visto che gli autori sono i fratelli Lee e Mike Allred – il primo ai testi e il secondo, ovviamente, ai disegni – con i colori della moglie di Mike, Laura.

Alla Image, nell’ambito dei festeggiamenti per i suoi primi 25 anni di vita, torna con un nuovo numero uno una delle serie storiche che dettero il via nel 1992 alla casa editrice, Youngblood. Alle redini della testata stavolta non troviamo il suo creatore Rob Liefeld (che comunque firma la back up story del primo numero), bensì Chad Bowers (testi) e Juan Manuel Rodriguez (disegni) e la curiosità qua risiede nel vedere se la nuova testata darà spessore a personaggi famosi più per la loro importanza editoriale che per i contenuti delle loro storie.
Il 10 maggio in casa Image fa anche il suo esordio Regression, nuova serie horror firmata da Cullen Bunn, autore della bella serie Harrow County per la Dark Horse (in Italia edita da Renoir Comics e di cui abbiamo parlato qui) per i disegni di Danny Luckert.
La vitalità della Image è provata anche dalle numerose nuove serie che ogni settimana la casa editrice fa esordire. Tra queste, Simone Rastelli ha letto Eternal Empire #1, nuova serie fantasy firmata da Jonathan Luna e Sara Vaughn.

Eternal Empire #1

First Issue #1 - Le novità a stelle e strisceColori digitali, volti perfettamente lisci, atmosfera rarefatta, dialoghi scarni, campi medi, vignette orizzontali, scene avvolte nella nebbia e bassa densità narrativa. E una mappa, naturalmente una mappa del mondo, perché siamo in un fantasy.
Senza troppo forzare, il primo numero di Eternal Empire di Jonathan Luna (soggetto, cosceneggiatura, illustrazioni, lettering) e Sarah Vaughan (soggetto e sceneggiatura) sta tutto entro queste linee.
La narrazione scorre fluida, ma quello che manca è la materia preziosa, il quid che afferra, emoziona, scuote, inquieta. O almeno incuriosisce. Non basta certo un rito di unione (mistica o fisica che sia) fra una sacerdotessa e un drago, officiato sotto tre soli. Oh, se almeno il drago fosse stato spaventoso, terrificante o forte, impetuoso; se avesse avuto un’identità, magari, almeno avremmo goduto un’iniziale suggestione (le mappe ormai fanno parte dell’arredamento fantasy e sarebbe esagerato pretendere tanto da loro).
Invece nemmeno le ali hanno definizione. E la scarsa definizione del drago ben rappresenta la stereotipia di questo primo capitolo, nel quale non si riesce a legarsi né a un qualche personaggio né allo scenario.

e

Concludiamo questa prima puntata con un rapido sguardo alla Valiant Comics che continua il rilancio dei suoi titoli. Il 10 maggio è la volta di Eternal Warrior – Awakening #1 scritto da Robert Venditti e disegnato da Renato Guedes, che si inserisce come secondo di quattro speciali autoconclusivi che celebrano le storie e i personaggi più famosi dell’universo Valiant.
Rimane giusto lo spazio prima di chiudere questa prima puntata per una menzione, nel campo delle case editrici indipendenti, per Damned #1 della Oni Press, nuovo capitolo (e stavolta punto di avvio di una serie regolare) di una saga horror scritta da Cullenn Bunn e disegnata da Brian Hurtt con i colori di Bill Crabtree, che ha già al suo attivo due miniserie del 2006 e del 2008.

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