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OraMai: il viaggio nel tempo di Tuono Pettinato

il tempo
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Carlo Rovelli

Ne Il tempo non è come ci appare, Carlo Rovelli, fisico teorico, scrive:

La caratteristica più saliente del tempo è che va avanti e non indietro, cioè la sua irreversibilità. È l’irreversibilità a caratterizzare ciò che chiamiamo tempo. I fenomeni “meccanici”, cioè i fenomeni in cui non entra il calore, sono sempre reversibili. Cioè, se li filmate e li proiettate all’indietro vedrete fenomeni perfettamente realistici. Per esempio filmate un pendolo, oppure un sasso lanciato verso l’alto che sale e poi ridiscende, e guardate il film al contrario, vedrete ancora un ragionevolissimo pendolo, o un ragionevolissimo sasso che cale e poi ridiscende. Ah! direte voi, ma non è vero! Quando il sasso arriva a terra si ferma, se guardo il film vedo un sasso che salta da solo a partire dalla terra, e questo è impossibile. Esatto, e infatti quando il sasso arriva a terra si ferma, e dove va la sua energia? Va a scaldare la terra su cui è caduto! Si trasforma in un po’ di calore. Nel preciso momento in cui si produce calore, avviene un fenomeno irreversibile: un fenomeno che chiaramente distingue il film diritto da quello rovescio, il passato dal futuro. È sempre il calore, in ultima analisi, a distinguere il passato dal futuro.

È , questa, l’idea del tempo termico espressa anche dal Premio Nobel per la Chimica Ilya Prigogine, forse in termini inquietanti, con il concetto della freccia del tempo: una direzione che, una volta intrapresa, non può essere percorsa al contrario – il piatto che si rompe, non si ricompone; l’uomo che invecchia, non ringiovanisce; e così via.

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Ilya Prigogine

È una descrizione quasi inquietante dello scorrere del tempo, apparentemente all’opposto dell’idea che “il tempo non esiste” raccontata da Rovelli con un esempio molto semplice: se confrontassimo due orologi precisissimi posti uno sulla superficie terrestre e uno molto in alto nell’atmosfera, scopriremmo che in alto il tempo scorre più veloce. La conclusione di Rovelli è che il tempo non esiste. Nell’ipotesi migliore, quella di Rovelli è semplicemente un’interpretazione che ignora la semplice osservazione che in fisica non siamo ancora in grado di trattare il tempo stesso: come ricorda Amedeo Balbi nel suo articolo all’interno dell’albo, è lo stesso Albert Einstein che definisce il tempo come

Quella cosa che si misura con l’orologio.

Secondo la teoria della relatività, il tempo è semplicemente una delle quattro dimensioni spaziali in cui è immerso il nostro universo, ma poiché siamo progettati per sperimentarne solo tre, la quarta, il tempo, possiamo sperimentarla solo per il suo scorrere, grazie all’entropia, come ci ricorda il già citato Prigogine. E proprio come con lo spazio, anche con il tempo le nostre interazioni sono spesso soggettive, legate alle condizioni esterne: è questa l’idea guida dietro alcuni esperimenti di Claudia Hammond in cui si cerca di comprendere la precisione del cosìddetto “orologio interno“, usualmente precisissimo, a meno di non sottoporre a stress il soggetto.

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e il tempo

Nel voler costruire una breve storia del tempo, però, non si può ignorare il ruolo giocato dagli acceleratori di particelle, e quindi dal Large Hadron Collider (LHC). L’LHC è una macchina potentissima, in grado di spingere le particelle una contro l’altra a energie capaci di ricreare le condizioni primordiali, quelle immediatamente posteriori al “big bang” l’istante iniziale dal quale l’intero spaziotempo si è espanso ormai 13 e passa miliardi di anni fa: punto di inizio non solo dell’universo, ma anche del tempo stesso. Ogni volta che due fasci di particelle si urtano uno contro l’altro è quindi un po’ come viaggiare indietro nel tempo, un po’ come percorrere al contrario la freccia del tempo dell’universo, magari accompagnati da un Virgilio d’eccezione come Marco Delmastro, fisico di ATLAS, una delle due collaborazioni (l’altra è il CMS) che ha scoperto un nuovo bosone molto simile a quello previsto da Peter Higgs.

OraMai: il viaggio nel tempo di Tuono Pettinato - oramai_coverQuesti, e altri ancora, sono i protagonisti di OraMai, il fumetto di pubblicato dal CNR nel secondo numero di Comics&Science, la rivista che accompagna la rassegna di fumetti e scienza ideata due anni fa da Roberto Natalini e Andrea Plazzi. Pettinato si è rivelato molto abile nell’unire insieme tutti questi aspetti scientifici legati al tempo in una storia sicuramente non banale, raccontata con toni leggeri e ironici, ma a tratti anche inquietanti (il suo Prigogine, ad esempio, sembra uscire da uno dei vecchi fumetti dell’orrore della EC Comics) o assurdi (come la passeggiata di Pettinato e Delmastro sulla freccia del tempo, allegramente andando verso il “big bang“). La conclusione viene lasciata al filosofo francese Vladimir Jankelevitch, probabilmente il personaggio più teatrale tra tutti quelli utilizzati dal fumettista: come un perfetto attore, si muove, unendo alle parole azioni e movimenti, fino alla splash page di chiusura, dove fa il suo secondo cameo (dopo quello all’inizio) Rod Serling, l’ideatore del programma Ai confini della realtà. Interessante, poi, l’ambientazione: un paesaggio in continuo mutamento che risulta una sovrapposizione tra gli ambienti dei quadri di De Chirico e di Dalì con le pagine di Krazy & Ignatz di Herriman.

In definitiva un ottimo fumetto, degnamente completato da una serie di articoli a firma di Amedeo Balbi, Antonella Del Rosso del CERN, Stefano Pisani (con un’intervista immaginaria a Stephen Hawking), Mabel Morri (che racconta della visita di luglio ai laboratori svizzeri, insieme con un piccolo gruppo di fumettisti) e dalla chicca della timeline in fondo alle pagine di testo che scandisce, come per il tempo, lo scorrere dei fogli.

Si ringraziano Roberto Natalini, Andrea Plazzi e Mattia Di Bernardo per il gentile invio dell’albo in pdf.

Abbiamo parlato di:
Comics&Science 2014: OraMai
di Tuono Pettinato
Edizioni CNR, ottobre 2014
48 pagine, spillato, colore, € 6.00
ISBN: 9788880801474

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