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X-Men #5: altrimenti ci arrabbiamo (soprattutto Polaris)

10 Marzo 2022
Continua l’impostazione ad avventure autoconclusive che contraddistingue ormai “X-Men”, con Gerry Duggan che si concentra ogni volta su un membro della squadra.
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X-Men 5_coverDa quando ha ereditato il testimone di X-Men dalle mani di Jonathan Hickman, Gerry Duggan ha deciso di continuare nel solco segnato dal suo predecessore, impostando i vari albi della testata come avventure autoconclusive, seppur mantenendo una serie di trame orizzontali, anche a lunga gittata. Questa scelta narrativa permette allo sceneggiatore di puntare l’attenzione, in ciascun capitolo, su un componente in particolare della squadra e, in questo quinto numero, il focus è su Polaris, membro del gruppo direttamente scelto dai lettori nella prima elezione mutante avvenuta nel 2021.
Duggan indaga approfonditamente le varie sfaccettature psicologiche di Lorna Dane, personaggio da sempre minato da insicurezze e sensi di inadeguatezza, esplorandone pensieri e comportamenti. Queste attenzioni ogni volta dedicate a uno dei membri della squadra mutante fanno sì che coloro in questione, a turno, si stacchino dal fondale su cui le dinamiche collegiali talvolta li appiattiscono, per arricchire proprio quelle dinamiche stesse che diventano più realistiche e interessanti.
Al contempo, Duggan in un albo che continua a schiacciare l’acceleratore su azione e dinamismo, porta avanti trame imbastite sin dal primo numero, in un incedere narrativo codificato da un altro dei maestri di scrittura mutante, Chris Claremont.
Alle matite troviamo di nuovo il sostituto ufficiale di Larraz, Javier Pina, affiancato in due pagine di flashback da Zé Carlos. Pina dimostra sempre più scioltezza, con uno stile che guarda al canone ormai “ufficiale” del disegnatore spagnolo che sta segnando questa era X e con una sempre maggiore efficacia sia nella composizione delle tavole che nella recitazione dei personaggi, anche se persistono delle leggere incertezze nelle pose troppo rigide di alcune sequenze di battaglia.
Anche Erick Arciniega nella colorazione prende esempio da Marte Gracia, pur non riuscendo a raggiungere le sue profondità cromatiche, donando in questo modo compattezza visiva alla serie, pur nell’alternarsi dei team artistici.

Abbiamo parlato di:
X-Men #5 (Gli incredibili X-Men #386)
Gerry Duggan, Javier Pina, Zé Carlos, Erick Arciniega
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, febbraio 2022
32 pagine, spillato, colori – 3,00 €
ISSN: 977112423600210386

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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