Warren Ellis e il nuovo inizio del Wildstorm Universe

Atteso con grandi aspettative e curiosità, arriva finalmente negli USA il rilancio della linea Wildstorm Universe della DC Comics, affidato a Warren Ellis.

“Mandare avanti il mondo non dovrebbe essere così difficile”

Warren Ellis e il nuovo inizio del Wildstorm Universe

The #1 cover di Jon Davis-Hunt: i tre personaggi escono dal tunnel dell’oblio subito durante la gestione ? La barra numerata indica i 24 numeri in cui è annunciata articolarsi la serie.

Due organizzazioni controllano il mondo: IO e HALO. La prima ha tutti gli aspetti di una struttura legata ai poteri politici consolidati; la seconda deriva da un conglomerato tecnologico/industriale, sorta di Apple potenziata, guidato dal suo fondatore Jacob Marlowe. A turbare l’equilibrio di questo scenario, la crisi (mentale? Morale?) di una ricercatrice della IO, Angela Spica, che rivela alle due organizzazioni che esiste qualcosa al di fuori del loro controllo.

Tornato alla vita editoriale dopo un lungo oblio, l’universo Wildstorm della nuova gestione si annuncia esplicitamente slegato dal suo passato. L’autore lo sottolinea chiaramente nell’intervista in coda a questo primo albo, per eliminare qualsiasi timore legato al peso della continuity. Ellis dichiara inoltre che la serie è organizzata in quattro archi narrativi di sei numeri ciascuno: l’aspetto è quindi quello di un progetto definito, che non dovrebbe subire dilatazioni o contrazioni in base al riscontro di pubblico.

Priva di barriera di entrata, l’iniziativa sfrutta sì l’aura dell’universo originario Wildstorm, ma si dichiara strutturata, pianificata, autonoma e perfettamente godibile e comprensibile di per sé. Per gli appassionati di vecchia data, comunque, gli autori inseriscono dei riferimenti alle apparizioni originarie dei personaggi di Zealot e Jacob Marlowe, che devono intendersi come una classica condivisione di ricordi da un’epoca passata. (1) .

Warren Ellis e il nuovo inizio del Wildstorm Universe

The Wildstorm #1: i fan di vecchia data riconosceranno Zealot perché le macchie di sangue richiamano i tatuaggi del personaggio di WildC.A.T.s.

Naturalmente, “comprensibile” è sempre un aggettivo da usare con cautela per i racconti di Ellis.
Tuttavia, almeno le macrocomponenti sembrano chiare: organizzazioni che manovrano lo scenario politico, sociale e tecnologico; lotte di potere e misteriose presenze aliene che si dispiegano ad opera delle due società rivali.
Torna quindi un carattere tipico della scrittura di Ellis, ben evidente anche nei recenti Injection e Trees: lo scenario, con i suoi misteri, ambiguità e zone non risolte, con la sua suggestione di complessità e profondità tende a essere protagonista del racconto. E questo primo numero è di fatto dedicato a delineare lo scenario, lasciando ai personaggi il ruolo ancillare di alludere, tramite i dialoghi, alle caratteristiche dello scenario stesso.

Uno scenario che, come già in Injection, sembra voler fare leva sui punti di contatto con la realtà ordinaria, non tanto perché mette in scena quelle paranoie complottiste che, accessibili e confortanti per qualsiasi individuo ignorante e frustrato, ormai paiono la visione del mondo mainstream; quanto perché utilizza una rappresentazione di personaggi e ambienti che ne mette in evidenza l’ordinarietà. Fino alla crisi di Angela Spica, infatti, siamo in un racconto realista dove emozioni e tensioni animano scene di vita tutto sommato quotidiana.

In questo senso, il disegno di Jon Davis-Hunt (supportato dalla colorazione di Ivan Plascencia) si basa su una sorta di understatement espressivo, rafforzato anche dalla regolarità delle griglie delle tavole. La scena della crisi di Angela Spica, che occupa la parte centrale dell’episodio, rompe la cadenza del racconto: le tavole si frammentano, il ritmo aumenta e i dialoghi fitti lasciano il posto all’azione.

In conclusione: questo primo numero di Wildstorm è pienamente rappresentativo dello stile attuale di Ellis: in particolare (ancora una volta è inevitabile il parallelo con Injection), è percorso da un senso di malinconia che getta un’ombra sulle vicende ben più inquietante della trama paranoide/complottista. Su questa sottile inquietudine e sulla prospettiva offerta da un progetto definito, si basano le nostre aspettative di un racconto che non sia semplice conferma del mestiere di Warren Ellis.

Abbiamo parlato di:
The Wildstorm #1
Warren Ellis, Jon Davis-Hunt, Ivan Plascencia
DC Comics, Febbraio 2017 (2)
28 pagine, spillato, colori – 3,59 euro


Note:
  1. L’originario universo Wildstorm si articolò attraverso alcune serie di grande impatto e successo, quali WildC.A.T.s, Stormwatch, Gen-13 e Authority. Queste serie, pur sfruttando una notevole spettacolarità di azione, recuperarono il senso di avventura declinato secondo le inquietudini e le speranze del momento storico. Come iniziativa editoriale, la Wildstorm fu fondata nel 1992 da Jim Lee e Brandon Choi, partecipò alla fondazione e alla vicenda della Image, finché, nel 1999, divenne una imprint della DC Comics. 

  2. La data di copertina riporta tuttavia Aprile 2017. 

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