
La famiglia Polo di Venezia è in disgrazia, vessata dalla famiglia reale. Impossibilitato a trovare un lavoro e procurarsi i beni di prima necessità, il giovane Marco diventa sguattero di una nave per poter mantenere i fratellini. Finisce però in Asia, dove viene accolto solo per essere offerto come pasto a terribili mostri. Uno di questi si rivela però una creatura in grado di assumere l’aspetto di una bella ragazza in debito con lui, che lo salva e gli concede uno straordinario potere. Il medaglione che ha permesso ai due di riconoscersi li porta nella Tokyo dei nostri giorni, scenario di un complotto che coinvolge diverse dimensioni.
Questa la trama di Super String Marco Polo’s Travel to The Multiverse, progetto creato dalla YLAB, gruppo editoriale coreano specializzato in webtoon, in collaborazione con la giapponese Shogakukan. Il Super String è un universo condiviso composto da differenti storie di cui quella di Marco Polo dovrebbe rappresentare il fulcro centrale, oltre a essere la prima a vedere un’edizione italiana. Si tratta di una miniserie scritta da Inwan Youn e illustrata da Boichi.
Vista la dimensione del progetto sarebbe stato d’aiuto al lettore qualche approfondimento o qualche informazione a corredo del volume che fornisse maggiori dettagli sull’operazione e sulla collaborazione tra gli editori dei due diversi paesi, inquadrando così meglio l’opera e fornendo anche degli agganci al resto delle pubblicazioni, anche nell’ottica di eventuali altre uscite italiane di questo universo narrativo.

L’impatto di questo primo numero è sicuramente caotico. Il lettore viene sballottato dalla densissima quantità di accadimenti e di informazioni, mentre la catena di sorprese e misteri si affastella tanto rapidamente – con continui flashback e flashforward – che l’effetto non è sempre e solo quello di alimentare curiosità e coinvolgimento. Il fatto che nel fumetto tutto succeda in fretta comporta che il protagonista afferri tutto al volo (spiegandolo così al lettore): sarà che come aspetto in parte lo richiama, ma più che Marco Polo il protagonista sembra essere una versione action di Detective Conan.
Le meccaniche del fumetto sono quelle di uno shonen di avventura ma con una certa tendenza all’esasperazione. Gli ingredienti sono i più classici, al limite del cliché: un protagonista integerrimo e dal senso di giustizia estremo per il quale è disposto a qualsiasi sacrificio, a tratti sciocco e impacciato, ma che si rivela un guerriero formidabile, il tutto condito da faccine buffe e siparietti comici a ripetizione e con un’immancabile profezia. L’impressione è quella di una storia che sia stata strutturata spuntando una checklist di meccaniche, con però tutta l’intenzione di portare all’estremo ognuno degli elementi selezionati, andando ben oltre l’effetto “comfort zone” di un genere così definito qual è il manga d’avventura per ragazzi a cui si rifà.
Per quanto riguarda il personaggio storico di cui il protagonista porta il nome, si tratta di una specie di coincidenza poco più che nominale. È vero, l’eroe si chiama Marco Polo e vive in una Venezia del passato ma, tolto qualche scorcio intravisto nelle prime pagine, non ci sono connessioni né altri elementi che si riallaccino al personaggio storico e alle reali vicende veneziane. Anzi, le poche sequenze ambientate in Italia contengono numerosi dettagli anacronistici (gli occhiali del protagonista, per fare un esempio) mentre gli accenni superficiali alla situazione politica sono vaghi e poco attinenti alla realtà storica, dando un’impressione generale di superficialità.

Boichi mette a disposizione il suo lavoro dettagliatissimo e quel suo tocco di realismo leggermente ipertrofico con una grande cura degli sfondi. Il meglio lo offre soprattutto nella creazione di creature e dettagli mostruosi – come la mano che rappresenta la manifestazione del potere di Marco. La recitazione dei personaggi ha una gamma ampia e particolarmente espressiva, ma anche qui è evidente che all’autore deve essere stato chiesto di lavorare sull’esasperazione di alcuni particolari: quello più evidente è la dimensione degli occhi, soprattutto della coppia di protagonisti, molto più grande di quanto normalmente l’autore li abbia disegnati nelle altre sue opere. La gabbia è estremamente varia e dinamica, donando efficacia alle scene d’azione che Boichi disegna rendendo sempre chiari gli sviluppi degli scontri ed evitando di aggiungere ulteriore caos alla storia.
Il primo numero di Super String Marco Polo’s Travel to The Multiverse semina e affastella una grande quantità di idee e di spunti. Se è vero che un giudizio completo si potrà esprimere solo a opera completata, visto anche che alla chiusura del volume sono numerosi i misteri che devono essere ancora risolti e che lo stesso autore Youn dichiara nel risvolto l’intenzione di far provare al lettore lo stesso straniamento del protagonista nel trovarsi sballottato catapultato da un mondo all’altro, quello che per ora si ricava da questi primi capitoli è una lettura dove l’effetto caos rischia il respingente, anche per via di un continuo sapore di déjà vu, un abuso di cliché e canoni esasperati.
Abbiamo parlato di:
Super String Marco Polo’s Travel To The Multiverse
Inwan Youn, Boichi
Traduzione di Yupa
Star Comics, 2025
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,50 €
ISBN: 9788822655851
