Black Holes

The Black Holes: il punk gotico di Borja González

30 Giugno 2020
Un’opera complessa e non lineare, un racconto atmosferico e misterioso che unisce la vita di alcune ragazze anticonvenzionali, tra passato e presente.
Leggi in 4 minuti

Black Holes copertina

Laura, Cristina e Gloria sono tre ragazze che hanno fondato il gruppo punk delle Black Holes, nonostante la musica non sia proprio il loro forte. Teresa preferisce invece scrivere poesie gotiche, spesso macabre, piuttosto che preparare il suo debutto in società. Ad accomunarle, la distanza dal loro mondo, il sentirsi fuori posto e diverse dagli altri. A dividerle i confini di un bosco, punto di contatto fisico e simbolico, e ben 160 anni di storia: le prime vivono nel 2016, la seconda nel 1856.

Avevo l’impressione di non trovarmi dove dovevo stare. Come se tutto fosse troppo veloce e io restassi indietro“, recita il misterioso scheletro che compare a inizio volume. Una frase che riassume efficacemente The Black Holes, realizzato da uno dei più interessanti nuovi autori del fumetto iberico, Borja González (Badajoz, 1982). Da sempre legato all’autoproduzione, González ha creato la collana di fanzine Los Ninjas Polacos ed è tra i fondatori, insieme a Mayte Alvarado e Rui Díaz, della piccola casa editrice El Verano del Cohete, attiva tra 2013 e 2017. Tra le pubblicazioni di questa realtà anche l’antologico Fantasmas (2014), dove Concierto de Medianoche di González preannuncia atmosfere e scelte cromatiche che ritroviamo in The Black Holes. Lo stile continua a prendere forma con La Reina Orquídea (2016), pubblicato sempre sotto l’egida de El Verano del Cohete: è con quest’opera che l’estremegno attira l’attenzione della Reservoir Books (marchio della divisione spagnola della Penguin Random House), che offre all’autore un contratto e totale carta bianca: dopo mesi di lavoro vede la luce The Black Holes.

Black Holes p.12Non è possibile riassumere veramente la trama dell’opera, data la non linearità della narrazione divisa tra passato e presente, supportata da un tenue (ma importante) legame. Non è neppure semplice trovare un tema centrale, data la mescolanza di influenze letterarie e artistiche che uniscono il romanzo gotico a quello di formazione, una sorta di “Jane Austen incontra Hellboy”. E non è facile neanche identificare un personaggio centrale, perché l’ambiguità e la fluidità della vicenda fa sì che il punto di vista si sposti continuamente tra passato e presente, presentando quattro ragazze che solo in apparenza sono diverse tra loro: Cristina, Laura e Gloria si muovono in una realtà anonima dei giorni nostri, Teresa vive un XIX secolo immaginario e fantastico, eppure Teresa e Laura potrebbero essere facilmente sovrapposte, visto la loro natura anticonvenzionale e il loro fascino per la stranezza, per il diverso.

La scelta di due periodi così distanti, di personaggi così simili eppure inafferrabili, la scelta di ambientazioni eteree in cui si affrontano più temi allo stesso momento permette al fumettista spagnolo di creare paralleli spiazzanti che si rivelano in scene criptiche e oniriche. In un’intervista apparsa su ABC, González dichiara di essere interessato a creare opere che permangano nella mente del lettore, provocando emozioni anche a lettura finita: il fumetto «è un mezzo espressivo particolarmente efficace nel momento di definire l’invisibile»1. Poche opere come The Black Holes riescono a esemplificare davvero questo concetto, ricordando l’importanza dell’esperienza della lettura, che non si esaurisce solo in una trama e delle connessioni causa-effetto, ma che incide profondamente nell’animo di chi legge.

La personale poetica della sua ultima graphic novel – la passione per costumi antichi, l’uso di chiaroscuri netti e l’attrazione per atmosfere sospese tra il sogno gotico e la provincia afosa che richiamano fortemente l’arte di Mike Mignola – sono solo l’ultima tappa di una sintesi delle immagini sempre più acuta e attenta. Una ricerca che ha nel privare i personaggi di tratti somatici ed espressioni una scelta dalla dirompente forza grafica: González riesce a caratterizzare le sue figure solo attraverso la recitazione dei corpi, per come agiscono e abitano nelle tavole. Figure femminili in equilibrio tra adolescenza ed età adulta, le protagoniste di The Black Holes sembrano abitare un sogno mentre noi, gli spettatori, assistiamo a una seducente messa in scena. grazie all’uso di una costruzione della tavola che alterna inquadrature a campo largo con altre frammentate e attente a pochi particolari. Una capacità grafica e narrativa che permette la costruzione di un mondo leggero e sospeso nelle atmosfere di una fantasia visionaria.

Black Holes p.101Frutto di un affascinante percorso tra illustrazione e cómic, The Black Holes unisce le tematiche care a González a uno stile maturo, sofisticato, essenziale nell’utilizzo del linguaggio fumettistico, e in particolare del colore. Con una scelta in controtendenza, l’autore passa dal bianco e nero, privilegiato nelle scene nel presente del trio punk, ai colori (accesi nelle scene notturne, pastello in quelle giornaliere) per le sequenze risalenti al 1856. I due piani si intersecano poi con incursioni di colori nel grigio (una farfalla viola, un serpente rosso) e viceversa (forme geometriche che appaiono all’improvviso nel bosco): è proprio il colore a creare il legame tra i due mondi, diventando così elemento narrativo fondamentale.

Tra astrattismo e ricercatezza gotica, le tavole di The Black Holes sono un affascinante viaggio all’interno di un universo che è tutto femminile: sono solo donne a comparire nel fumetto, donne che non si adattano al costume comune ma sono alla ricerca della propria strada e identità. Forse da questo deriva la traduzione italiana del titolo, dal più generico The Black Holes a Le Black Holes, che tuttavia rischia di privare dell’ambiguità originale. Puntando l’attenzione sul nome del gruppo punk si perde il riferimento a Stephen Hawking, astrofisico citato da Laura come fonte per le sue canzoni, e alla teoria dei buchi neri, essenziale per evocare l’elemento fantasy/fantascientifico che lega i due piani temporali e narrativi.

The Black Holes di Borja González ci pone davanti a un’opera complessa e non lineare, affascinante e misteriosa, una quarta parete che possiamo leggere, rileggere e indagare, per addentrarci nei vari livelli nell’opera, o in cui possiamo farci semplicemente guidare nello spazio della pagina. Come un tuffo in un sogno dai colori pastello al chiaro di luna.

Abbiamo parlato di:
Le Black Holes
Borja González
Traduzione di Francesco Satta
Oscar Ink, 2020
128 pagine, brossurato, a colori – 20,00 €
ISBN: 9788804723165

  1. Intervista a Borja González pubblicata il 13 settembre 2019 su “ABC” abcblogs.abc.es/fahrenheit-451/entrevistas/entrevista-a-borja-gonzalez-ilustrador.html 

Maya Quaianni

Maya Quaianni

(Milano, 1984) Da sempre appassionata di fumetto e animazione, dopo aver frequentato il liceo artistico sperimentale si iscrive all’Università degli Studi di Milano dove si laurea in Scienze dei Beni Culturali – indirizzo Cinema in Storia del Cinema d’Animazione con il professor Giannalberto Bendazzi, con una tesi sulla serie animata nipponica Cowboy Bebop. Sempre alla Statale prosegue gli studi in Scienze dello Spettacolo e della Comunicazione Multimediale, laureandosi con la tesi “Studio 4°C: un caso particolare dell’animazione giapponese”. Collabora con la Fondazione Franco Fossati nella realizzazione di mostre a tema fumettistico e sull'animazione, e appena può si occupa di critica d’animazione (per esempio sul sito sushiettibili.it). Tra i suoi interessi principali vi sono le arti visive in toto e l’interazione tra differenti mezzi artistici (fumetto, cinema, teatro, animazione, illustrazione). Le sue letture fumettistiche spaziano dai manga alle graphic novel, di qualsiasi landa ed epoca, con una predilezione per le opere dotate di una forte impronta autoriale e un’attenzione particolare all’aspetto visivo.

Emilio Cirri

Emilio Cirri

Nato a Firenze una mattina di Gennaio del 1990, cresce dividendosi tra due mondi: quello della scienza e quello dell'arte. Si laurea in Chimica e sogna di fare il ricercatore. E nel frattempo si nutre di fumetti e spera di poterne sceneggiare uno, un giorno. Il primo amore della sua vita è Batman, amico fedele dei lunghi pomeriggi passati a giocare in camera sua. Dai supereroi ha piano piano esteso il suo campo di interesse fumetto, sia esso italiano, americano, francese, spagnolo o giapponese. Nel tempo che non dedica ai fumetti, guarda film e serie tv, scrive recensioni e piccole storielle, e forse un giorno le pubblicherà su un blog o in qualche altro modo.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network

[pps_post_list_box layout=”pps_post_list_box_359341″]