She-Hulk: Jessica Gao parla della realizzazione della serie Disney+

16 Agosto 2022
La ideatrice di She-Hulk: Attorney at Law parla della realizzazione dell'atteso show e delle sfide affrontate.
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In una lunga intervista concessa  a Variety, la Head Writer di She-Hulk: Attorney at Law, ha avuto modo di parlare, in maniera dettagliata, della realizzazione della serie sull’eroina Marvel, in vista del debutto atteso per il 18 agosto. La Gao si è soffermata su molte questioni, tra cui i vari cicli a fumetti che hanno ispirato l’adattamento con protagonista Tatiana Maslany.

Quella di John Byrne è stata la serie che mi ha fatto innamorare per la prima volta del personaggio, e quindi la sua caratterizzazione è fortemente basata su quello. Ma voglio dire, sinceramente, che abbiamo scelto accuratamente qualcosa da ogni run, a partire anche dal primo numero di Stan Lee. Il ciclo di Byrne, quello di Dan Slott, Charles Soule: abbiamo scelto elementi da ciascuno.

Potremmo estrarre un villain da questo, una premessa da quello, un personaggio secondario da un altro. A causa del fatto che Byrne è stato quello che ha davvero introdotto la rottura della quarta parete e la meta-natura di ogni cosa, quello per me , è l’essenziale per She-Hulk.

La Gao ha parlato, inoltre, delle differenze che sono sorte tra la versione originale presentata inizialmente ai Marvel Studios, e il risultato finale, soprattutto evidenziando alcuni elementi sostanziali, tra cui la presenza di Abominio (Tim Roth).

La mia versione iniziale dello show era abbastanza simile allo show che vedrete. C’erano tutti gli elementi fondamentali: Emil Blonsky/Abominio era sempre in campo. Bruce era sempre in campo. Non sapevo se potevo usarli. Non sapevo quale fosse il suo rapporto con Abominio. Ma ho pensato, sai una cosa? Questo è quello che voglio, quindi lo proporrò. Per fortuna, gli è piaciuto tutto. Quando sono arrivata, il tutto si è decisamente orientato molto di più verso il processo di Blonsky. Nella versione originale, era un vero processo e si estendeva su più episodi. Quando siamo entrati nella writer’s room, inevitabilmente le cose cambiano mentre sviluppi lo show e inizi a scriverlo. E una cosa che tutti abbiamo capito molto lentamente è che nessuno di noi è così abile nello scrivere avvincenti scene processuali.

Conoscevo esattamente il tono che volevo per lo show fin dall’inizio. Il mio tipo preferito di commedia è prendere un concetto molto elevato, come un essere straordinario che è un Hulk, e poi radicarlo nelle minuzie della vita di tutti i giorni. Questa è la cosa più divertente per me, prendere un Avenger che proprio ieri ha salvato l’intero universo dalla distruzione, ma oggi, un mercoledì pomeriggio, deve fare il bucato. Nei fine settimana, deve andare a cena da sua mamma o ascoltare la sua lamentela per non aver portato i nipotini. Devono pagare le bollette e pulire la cucina.

Uno degli argomenti su cui si è soffermata Jessica Gao è stata la CGI, soprattutto per quanto riguarda quello che sarebbe stato l’aspetto finale del personaggio.

Quando stavamo scrivendo lo show, non credo che nessuno sapesse esattamente come avremmo realizzato questo personaggio in CGI. Era una specie di territorio inesplorato: qualcosa di simile non era mai stato fatto prima. Era già molto solo capirlo mentre andavamo avanti. La Marvel è questo tipo di macchina. Gli effetti visivi sono una di quelle cose in cui hanno già il loro modo di fare le cose. La macchina inizia a girare. Puoi provare a inserirti il più possibile, ma a un certo punto sei costretto a toglierti di mezzo.

Avevo già prodotto per la televisione, quindi c’è sempre una parte del mio cervello che indossa il cappello del produttore televisivo e immagina un line producer [dirigente che supervisiona il lavoro quotidiano di uno show o di un film ndr] che urla contro di me e mi incolpa per la sua ulcera. Quindi, scrivendo questo, ne ero molto consapevole, ma non avevo nemmeno idea di quanto costasse la Computer Graphic. Sapevo solo che la CG era costosa. Fin dall’inizio, ho chiesto a Kevin [Feige]: “Quanto possiamo fare? Quanto dovrei essere attenta ai costi? Dammi alcune linee guida”. E lui ha detto: “Se devo guardare uno show chiamato ‘She-Hulk’, voglio vedere She-Hulk”. Questo mi ha dato carta bianca per scriverlo come volevo.

La Gao ha inoltre rivelato che molte cose sono cambiate nel corso della post-produzione, incluso il numero di episodi, tra cui il fatto che molto dell’episodio pilota era in origine stato inserito nell’ottavo episodio, in quanto si voleva aspettare di più per rivelare le origini del personaggio.

Ci sono stati diversi fattori che hanno portato a questa decisione, ma alla fine ci siamo resi conto che le persone volevano davvero conoscere queste informazioni prima. Sarebbe stato difficile per loro non conoscere la storia delle origini e poi conoscere questo personaggio.

Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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