
Oltralpe, invece, Larcenet è una star, vincitore di numerosi riconoscimenti, sulla cresta dell’onda da alcuni anni, capace di rinnovare la BD con uno stile fresco, ironico e personale, che non tradisce la tradizione, ma da essa trae spunto per nuovi percorsi.
Se i suoi lavori più famosi sono quelli caratterizzati da uno stile di disegno cartoonesco, sintetico e semplice come quello utilizzato in questo Lo scontro quotidiano, con il citato Ex Abrupto rivela una vena grottesca, espressionista, dove la linea si fa complessa e ingarbugliata, dove le figure emergono “con forza, improvvisamente” dalla pagina bianca. Larcenet è quindi autore eclettico, immaginifico, ricco.
Lo scontro quotidiano è un racconto piano, malinconico, essenziale, dove il minimalismo suggerito dal titolo è presente, ma è misura delle continue, silenziose rivoluzioni interiori che caratterizzano la nostra quotidianità. Marco, il protagonista, si trasferisce dalla città alla campagna del sud francese, dove le estati sono calde, i grilli cantano, la lavanda cresce e si raccoglie in mazzi da seccare per poi profumare gli armadi, il mare non è distante, il silenzio riporta a sensazioni e ritmi lontani.
In tale contesto, Marco è costretto ad ascoltare i propri lamenti, le proprie angosce, a dare spazio ai propri dubbi. E si apre a incontri inediti con le persone.
Cosa rende il medium fumetto così adatto, nelle mani di Larcenet, a rappresentare tali percorsi?
Innanzitutto la capacità, nel tratto e nel ritmo delle tavole, di “normalizzare” le emozioni più complesse e inesprimibili. Il lettore partecipa alle emozioni di Marco perché la semplicità simbolica e rappresentativa usata dall’autore innesca un rapido processo di identificazione. Nell’incedere incerto e angosciante del protagonista si può riconoscere ognuno di noi. Le tavole dell’autore hanno spazio e aprono spazi all’immaginazione, sono intrinsecamente dinamiche, alternano in modo efficace moto e pause, parole e silenzi. Le persone rappresentate con un tratto non realistico ma sorprendentemente naturalistico, sono perfettamente caratterizzate, riconoscibili. Il lettore le riconosce e i personaggi sanno riconoscersi tra loro, rafforzando in ogni interazione le proprie idiosincrasie, le proprie distanze relazionali. Insieme, Marco e i suoi amici, i suoi parenti, i suoi amori, ci portano a una considerazione banale quanto necessaria: la solitudine del viaggio che è la vita può essere accettata solo attraverso la condivisione e l’incontro dell’altro.

La dimensione sociale, senza diventare malamente “nazional-popolare” né “politicante” né retorica, amplia la forza tridimensionale del racconto, senza banalizzare, ma, di nuovo, normalizzando. Ci ricorda che nella nostra solitudine, nei nostri disagi interiori, troviamo riflesso – conforto o pena – nel contesto socio-politico in cui viviamo. Che illudersi che le nostre azioni quotidiane, le nostre scelte, ogni minuto, ogni secondo del nostro cammino, non abbiano un valore interpersonale è una follia che porta all’anomìa, al contrario di quanto l’idiozia mediatica e i salotti politici vogliano invece portarci a credere.
Della sincera e leggera emotività di Lo scontro quotidiano abbiamo bisogno tutti. Per appassionarci, per ricordare, per pensare. Attendiamo presto il secondo e conclusivo volume.
Riferimenti
Il sito della Coconino Press: www.coconinopress.com
Il sito di Larcenet: http://www.manularcenet.com/blog
Un sito non ufficiale su Larcenet: http://larcenet.mania.free.fr







