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Paolo Eleuteri Serpieri – Morbus Gravis

9 Aprile 2021
Uno dei personaggi più sensuali del fumetto italiano; le avventure di Druuna hanno fatto conoscere in tutto il mondo il talento di Paolo Eleuteri Serpieri.
Leggi in 4 minuti
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Alessandro Editore, 2000 (Italia-Francia, Morbus Gravis, 1985)

Dio… Dio è finita! Shastar aveva ragione… come topi. Siamo come topi in trappola.
(Druuna)

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Paolo Eleuteri Serpieri

La fama dei cartoonist è indubbiamente legata ai loro personaggi.

Pensiamo a Pratt e Corto, Schulz e Charlie Brown, Crepax e Valentina, Hergé e Tin Tin; artisti che sono vissuti in simbiosi con i loro personaggi. Ve ne sono altri nel mondo dei comics e tra i vari che potrei citare, mi sento di fare anche il nome di Paolo Eleuteri Serpieri.

Artista dotato di un pregevole talento artistico, con un segno plastico e accademico, esordisce nel fumetto con storie di genere western per poi virare verso il genere fantascientifico con la storia breve Forse, pubblicata dalla rivista Orient Express e antesignana del personaggio che darà a Serpieri fama nazionale e internazionale.

Druuna nasce nel 1985 e sarà destinata a essere una delle eroine più sexy e conturbanti del fumetto italiano, senza avere quelle fattezze magre e perfette delle eroine di Manara ma piuttosto un corpo più carnoso e quasi tarchiato, che non la priva di bellezza e sensualità.

In un futuro non molto lontano, in una città in preda al delirio più inquietante e suddivisa in piani (sotto l’inferno più cupo dove vengono gettate le vittime del morbo, sopra una specie di paradiso valicabile solo agli individui sani) vive e si muove Druuna; uno strano morbo colpisce gli esseri umani trasformandoli in mostri cannibali dall’inarrestabile frenesia sessuale.

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Druuna si aggira per le vie di un mondo senza alberi, senza colline, in preda al caos e alla paura.

Vi è solo un rimedio che può attenuare parzialmente il morbo: un siero che viene detenuto dai “preti” che governano la città e che considerano le vittime del morbo come peccatori. Loro detengono il siero e lo distribuiscono solo a individui sani che potranno così aspirare al piano alto della città.

Il marito di Druuna, Shastar, è affetto dal morbo e ha bisogno di molto siero. Per procurarglielo, la seducente protagonista si prostituisce e subisce ripetute violenze nel corso di una storia in cui la componente erotica si alterna a quella horror rimandando al genere post apocalittico tanto caro al fumetto di quegli anni.

È tutta qui, condensata in Morbus Gravis, la bellezza, la suggestione e il fascino dell’opera di Paolo Eleuteri Serpieri; la trama è avvincente, calibrata da un buon ritmo narrativo e da una buona dose di erotismo non invasivo, che invece caratterizzerà i successivi capitoli della saga in cui l’autore non disdegna sequenze vagamente sadomasochiste e al limite dell’hard.

La parte scenografica della città è degna di nota così come lo sono i vari personaggi più o meno raccapriccianti, disseminati qua e là in un’avventura non priva di situazioni al limite del sostenibile; ne è un perfetto esempio, la sequenza in cui uno dei mostri affetti dal morbo violenta e uccide una donna sotto gli occhi disperati e impotenti del marito, tra il divertimento generale di chi osserva come un pubblico pagante a una partita, ormai rassegnato a vivere in un simile mondo.

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Il morbo non perdona. I contagiati vengono catturati e gettati nei sotterranei della città. Un vero Inferno.

Una rassegnazione che è parzialmente evidente in Druuna quando si presta ai favori sessuali (in cui sembra quasi che provi un perverso senso del piacere) di un medico di dubbia etica o nel difendere il siero che serve a far regredire il morbo presente nel corpo del marito Shastar; una rassegnazione che si trasforma in speranza nella bella e sconvolgente verità alla fine della storia, in cui Serpieri è bravo a delineare un finale che rappresenterà l’inizio del successo che Druuna si conquisterà nel mondo dei comics.

Un successo che dura tutt’oggi e che ha posto l’artista italiano in quel ristretto olimpo dei maestri dell’erotismo riservato a nomi quali Guido Crepax e Leone Frollo e che ha portato Druuna a vivere altre avventure nel delirante mondo creato dal suo autore, che si dedicherà unicamente alla sua eroina, entrando in simbiosi con lei.

Una simbiosi che, in futuro, non sarà più eguagliata quanto all’originalità narrativa e all’impressionante inventiva visiva di questa prima avventura.

‘Morbus Gravis’ è uno dei primi dieci graphic novel della mia vita, Uno di quelli che leggi da giovane e poi li ricordi per tutti gli anni a venire e gli lasci sempre un posto d’onore nella libreria.dice lo sceneggiatore Moreno Burattini in un articolo scritto per il suo blog Utili spunti di riflessione.

Condivido pienamente.

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La carica erotica di Druuna è uno dei principali ingredienti del grande successo di Morbus Gravis.

Curiosità

Sembra che per la fisionomia di Druuna, l’artista si sia ispirato all’attrice Valérie Kaprisky. Morbus Gravis ha avuto un seguito, Morbus Gravis 2 (Delta) che conclude la storia.

L’idea di Morbus Gravis deriva dal romanzo Universo di Robert A.Heinlein.

Altre avventure di Druuna sono: Creatura (1990), Carnivora (1992), Mandragora (1995), Aphrodisia (1997), Il pianeta dimenticato (2000) e Clone (2003). Successivamente è uscita l’ultima avventura, Venuta dal vento. Tra quest’ultima storia e la penultima, Clone, Serpieri ha realizzato anche Anima strana e curiosa avventura di Druuna.

Edizione consigliata

Alessandro Editore ha sempre realizzato ottime edizioni cartonate di garnde formato, con ottima qualità di stampa e cura editoriale.

Altre Edizioni

Ve ne sono diverse: la più recente è dell’instancabile Editoriale Cosmo che ha ripubblicato in 5 albi dal formato bonelliano tutte le avventure di Druuna. A partire dal 2010 le Edizioni d’arte Lo Scarabeo hanno pubblicato Morbus Gravis in un volume cartonato insieme alla seconda avventura, Delta.
La prima avventura di Druuna si può recuperare nella storica edizione di Produzioni Cartoons (supplemento alla rivista L‘Eternauta). Successivamente la Comic Art ha ristampato Morbus Gravis sia in volume cartonato (serie grandi eroi n. 89) che brossurato (serie best comics n. 12).

Nedeljko Bajalica

Nedeljko Bajalica

(Collaboratore esterno) Ned nasce in Svizzera nel 1975 ma si trasferisce subito a Lecce dove scopre il fumetto dopo la metà degli anni '80 innamorandosi di un autore folle che risponde al nome di Jacovitti. All'inizio degli anni '90 si trasferisce a Roma per frequentare la Scuola Internazionale di Comics; nel 1992 conosce il suo idolo, Jacovitti. Gli fa vedere i suoi disegni e dopo un paio di giorni il grande cartoonist lo chiama per affidargli alcuni suoi lavori da inchiostrare. Inizia così una collaborazione con Jacovitti che durerà quasi cinque anni e in cui Ned ha il privilegio di disegnare salami, vermi, dadi, illustrazioni e naturalmente Cocco Bill.
Dopo la morte di Jacovitti avvenuta nel 1997 Ned inizia un periodo di ferma volontaria, si trasferisce a Milano e ritornerà nel mondo dei comics esordendo come autore completo con il fumetto “Ci vediamo domani” edito dalle Edizioni BD. Nel frattempo lavora per la corporation Zara per cui realizza una serie di strip per la loro rivista di moda IN.
Dopo una breve pausa a Belgrado, ritorna a Lecce dove vive, disegna e tiene il corso di fumetto Comic Author In The Spotlight.

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