“Nosferatu. Sinfonia di terrore”: nuovo adattamento per il capolavoro di Murnau

“Nosferatu. Sinfonia di terrore”: nuovo adattamento per il capolavoro di Murnau

Gianfranco Vanni, in arte Collirio, ci accompagna a Wisborg a riscoprire i segreti dell’epidemia di peste che ha fatto la storia del cinema.

Per quanti hanno conosciuto l’opera di Gianfranco Vanni, in arte Collirio, all’epoca della sua collaborazione con la rivista Frigidaire desterà non poco stupore ritrovarlo alle prese con una trasposizione filologica a fumetti del Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau, opera di culto del cinema espressionista tedesco. Alla fine anni ‘80 e inizio ‘90, grazie anche al suo stile spregiudicato e dissacrante, Collirio era tra i protagonisti della rivoluzionaria stagione fumettistica che nella rivista Frigidaire aveva il suo manifesto. Uno stile che strizzava l’occhio ai pionieri del cosiddetto “punk demenziale”, gli Skiantos di Freak Antoni, e a cui non rinuncia neppure a seguito della chiusura del mensile diretto da Vincenzo Sparagna. La sua indole provocatoria sarà infatti elemento che contraddistinguerà anche le apparizioni sulle pagine di Selene e Blue.

Alla sua ultima produzione dobbiamo invece una svolta più impegnata, dall’intento persino storico/didattico se pensiamo a La Storia di Ferrara a fumetti o La strada dei mille errori, dedicata all’omicidio di Don Minzoni. Opere a cui faranno seguito quelle dedicate alle sue grandi passioni, la musica e il cinema. Alla prima si dedica con Pink Moon, biografia del musicista inglese Nick Drake, mentre alla seconda sono riconducibili Edipo re, ispirata al capolavoro cinematografico di Pier Paolo Pasolini e il qui presentato Nosferatu. Sinfonia di terrore.

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Venendo all’opera dedicata al regista tedesco, occorre fare un breve accenno storico a come è nata, finendo per imporsi nell’immaginario collettivo, la figura del vampiro Nosferatu. L’intreccio narrativo segue pedissequamente quello del romanzo Dracula dello scrittore irlandese Bram Stoker, cui però Murnau ha modificato nomi di personaggi e luoghi, così da non dover riconoscere i diritti di sfruttamento alla vedova Stoker mantenendo un pieno controllo contenutistico sulla sua opera. Ovviamente Florence Balcombe Stoker non gradì e procedette per vie legali, vincendo la causa e pretendendo che le copie esistenti della pellicola venissero distrutte. Fortunosamente alcune copie si salvarono, permettendo all’opera di Murnau di arrivare ai giorni nostri e affermarsi come assoluto capolavoro del cinema muto e dell’espressionismo tedesco.

Ovviamente, le differenze rispetto al romanzo di Stoker non si limitano ai nomi, ma sono evidenti soprattutto nella caratterizzazione fisica del “Conte” protagonista. Nell’opera letteraria, Dracula conserva un aspetto umano non avendo alcuna malformazione fisica, se si escludono appunto i denti aguzzi, e anzi conserva un certo fascino da nobiluomo dato dai baffi e dalla folta capigliatura bianca e rada solo sulle tempie (aspetto che si imporrà negli anni ‘30 grazie all’interpretazione attoriale di Bela Lugosi). Il Conte Orlok ha invece una corporatura malformata tale da suscitare terrore, con connotati fisici vagamente antropomorfi che sembrano richiamare quelli di bestie feroci: unghie lunghissime come artigli, incisivi enormi da roditore, orecchie appuntite; siamo dunque lontanissimi dalla figura del nobiluomo in frac.

Sono però pochi i personaggi del cinema la cui silhouette-ombra è a pieno diritto diventata rappresentazione simbolica del sentimento di terrore: Nosferatu è senz’altro tra questi. E in parte il merito va riconosciuto all’incredibile lavoro grafico operato da Albin Grau (artista, architetto ed esoterista tedesco) già a partire dai materiali promozionali della pellicola di Murnau. Illustrazioni che sono diventate punto di riferimento per chiunque, in qualsiasi ambito, abbia approcciato alla figura del Conte Orlok sia su carta o pellicola. Tra questi sicuramente vanno ricordate le locandine e i poster di David Palladini che accompagnarono l’uscita in sala del Nosferatu di Werner Herzog (altro capolavoro in cui il Conte Orlok è magistralmente interpretato da Klaus Kinski).

Se dovessi trovare un corrispettivo cinematografico al lavoro svolto da Grau per il Nosferatu di Murnau non avrei dubbi nel citare Hans Ruedi Giger e la sua collaborazione alla realizzazione dell’Alien di Ridley Scott. E all’opera di Grau si rifà la riduzione a fumetti operata da Alfredo Castelli e Marco Baratelli con la collaborazione, ai disegni, di Gianni Grugef pubblicata sulla rivista Horror nel marzo del 1970. Quest’opera, composta di otto tavole, si avvale della tecnica della puntinatura per restituire le atmosfere angoscianti dell’opera originale non tradendone in alcun modo lo spirito e anzi piegando il fumetto alle esigenze del cinema muto, assumendone i connotati. Ecco dunque sparire i baloon in favore delle classiche didascalie incorniciate su fondo nero a voler rimarcare come l’opera non aspiri da altro che a essere una riproposizione quanto più fedele possibile dei fotogrammi originali della pellicola del 1922.

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Sembra doveroso partire dall’opera di Grugef, Castelli e Baratelli per l’analisi di questo nuovo adattamento firmato Collirio. L’autore ferrarese conserva,  nell’intreccio della trama e nell’abbracciare gli stilemi del cinema muto, un approccio rispettoso e fedele all’opera originale in linea con quanto fatto da Grugef. A fronte di ciò gli va però riconosciuta l’originalità dello stile grafico adottato per un racconto dai toni così cupi. Se il ricorso al colore di per sé non sarebbe una novità (in ambito cinematografico Herzog era già riuscito ad introdurlo senza per questo sconvolgerne le atmosfere) inserirlo in un contesto dai connotati cartooneschi come quelli qui riproposti da Collirio rappresenta un’importante novità. I suoi disegni, che meglio si sposerebbero a opere dal contenuto più leggero e umoristico, rinunciano ai contorni aspri e spigolosi che caratterizzano, sul piano formale, l’espressionismo tedesco in favore di volti dominati da ben più rassicuranti linee morbide. Il bianco e nero e il suo netto contrasto dato da ombra e luce è tradito in favore di tinte piatte che giocano sui toni del blu sacrificando così le atmosfere in favore del dettaglio.

Nell’opera di Grugef i volti e le figure pallide emergono come inquietanti fantasmi in vignette dominate dal nero, conferendo un senso claustrofobico e di oppressione. Collirio al contrario decide di illuminare le sue tavole non nascondendo nulla: l’impressione è che l’opera perda un po’ della sua forza espressionista, addomesticata in favore di una chiarezza nella composizione che sembra mirata a catturare l’attenzione di un pubblico giovanissimo. Non c’è l’obiettivo di voler mettere il lettore a disagio, non ci si avvale di alterazioni della prospettiva o di deformazione delle figure per generare quel malessere di cui l’opera di Murnau era capace e che gli ha consentito di sopravvivere alla prova del tempo. Collirio si fa didascalico e la sua opera da poesia diventa piuttosto prosa dal valore più divulgativo che artistico. Non gli si può certo negare la capacità di padroneggiare il mezzo fumetto, ma il problema di cimentarsi con opere di culto quali il Nosferatu di Murnau è quella di dover fare i conti con un carico di aspettative che sono il risultato di una radicazione culturale di simboli e temi andata avanti per decenni che si ritiene non possano essere traditi se non, appunto, con intento provocatorio. E se la produzione di Collirio non è certo immune al fascino della provocazione ci sentiamo di dire che quest’opera è piuttosto un sentito omaggio cinefilo a una pellicola amata filtrata da una propria sensibilità artistica che pur tradendone lo spirito ne restituisce, fiera, il fascino.

Si consiglia inoltre la lettura dell’imperdibile excursus storico sulla figura di Nosferatu al cinema e nel mondo delle nuvole parlanti a opera di Roberto Roda presente in coda all’opera.

Abbiamo parlato di:
Nosferatu. Sinfonia di Terrore
Gianfranco Vanni – Collirio
Edizioni La Carmelina, Dicembre 2022
92 pagine, brossurato, colori – 15,00 €
ISBN: 9791280645142

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