Un mite impiegato giapponese incontra la figlia universitaria per un pranzo. Presto si rende conto che lei nasconde un ematoma causatole, forse, da un fidanzato violento con cui probabilmente la ragazza convive e che lui non conosce. Cosa fare davanti a una situazione del genere? Questo l’intrigante pretesto di My Home Hero, fumetto di Naoki Yamakawa e Masashi Asaki, che diventa spunto per costruire un thriller fulminante ed estremamente coinvolgente.
Tetsuo Tosu si ritrova così a dover fare scelte drammatiche e a superare limiti che vanno molto oltre la normale vita di un impiegato e normale cittadino, facendolo ritrovare in una spirale che lo porta a rimanere persino invischiato in traffici criminali e la yakuza, in un crescendo in cui i colpi di scena affondano con violenza nella pancia del lettore, trascinandolo in una storia dalla quale è difficile staccarsi.
Nel manga c’è ovviamente una forte componente di realismo, restituita anche dal disegno. Ambienti e abbigliamento sono al limite del fotorealismo e i volti, seppur resi da un segno pulito e con pochissimi tratti oltre gli ovvi connotati, mantengono questo approccio. Sono i connotati femminili, in particolare quelli di Reika, la figlia del protagonista, ad allontanarsi da questa ricerca e a farsi più vicini a canoni estetici “da “manga”, ad esempio con gli occhi più grandi del normale.
Il realismo viene esplorato anche nelle singole situazioni e nelle meccaniche più violente. Il fatto che Tetsuo sia un giallista per hobby diventa pretesto per poter spiegare nel dettaglio alcune azioni e operazioni tecniche, spesso corredando il tutto con disegni esplicativi, tra l’istruzione e l’infografica, permettendoci di conoscere l’utilizzo e il funzionamento di strumenti tecnologici o della biologia del corpo umano e del suo disfacimento. Spiegazioni che sospendono la narrazione, ma si tratta di una tendenza che è comunque un topos nella narrazione nipponica, soprattutto in storie condite da elementi gialli, dove ogni singolo dettaglio viene esplicato con cura maniacale.
A fronte di tutto questo realismo e delle dinamiche incalzanti che trascinano il lettore, la storia gioca spesso sul confine del plausibile. I personaggi sono ben caratterizzati e costruiti, risultando coinvolgenti e generatori di empatia con il lettore, ma alcune scelte, alcune soluzioni, suonano al limite del pretestuoso o della coincidenza forzata. In questi primi due volumi della serie il confine non viene mai superato e si finisce per perdonare facilmente gli autori, travolti dalla curiosità e dai continui ribaltamenti e spiazzamenti della storia: la speranza è che questa condizione si mantenga o si allontani da questo rischio nel proseguire del racconto.
Sul finale dei primi due volumi ci si ritrova anche con un depotenziamento dell’elemento di indagine sociale insito nello spunto: la narrazione, le derive thrilling e la corsa al colpo di scena vede – almeno per il momento – assottigliata quella componente con cui la storia sembrava indirizzare a interrogarsi e interrogare il lettore su temi di un certo impatto, come il rapporto tra i comuni cittadini e la violenza e la criminalità, o la fragilità di una società e di una famiglia di fronte a ciò che esula dalle norme della consuetudine. I temi non spariscono, ma diventano accessori e piegati alla necessità di generare una spinta sempre più forte del lettore verso il capitolo successivo.
My Home Hero è sicuramente una lettura di grande impatto, capace di suscitare emozioni forti nel lettore e una crescente coinvolgimento e trasporto, non priva di spunti di riflessione che dopo l’incipit si trovano, però, messi in secondo piano rispetto alle dinamiche della sorpresa e del cliffhanger. Certo il lavoro degli autori fa ben sperare che i presupposti di una storia trascinante tornino anche a scavare nelle questioni umane, come ci si aspetta nell’ambito più adulto dei seinen.
Particolare la scelta di vendere i primi due volumi in bundle. Non tanto per l’offerta in sé, ovviamente apprezzabile, quanto per il packaging. I due volumi vengono infatti proposti in un incarto che, una volta aperto, dovrebbe diventare un poster grazie all’immagine stampigliata all’interno. In realtà si tratta di una stampa delle copertine dei primi due numeri accostate tra loro, dove vediamo due differenti immagini dello stesso personaggio e quindi non una figura composita come si potrebbe immaginare in un caso simile e neppure un’illustrazione di particolare impatto o significativa in qualche modo. Ne risulta un “gadget”, stampato su carta marrone e opaca, appunto in stile “carta da pacchi”, e ovviamente penalizzato dalle piegature necessarie a contenere i due albi, decisamente poco accattivante.
Abbiamo parlato di:
My Home Hero #1 e #2
Naoki Yamakawa, e Masashi Asaki
Traduzione di Federica Lippi
Panini Comics, 2023
144 pagine, brossurato, bianco e nero – 7,00€ cad.
ISBN: 9788822637864
