Nell’estate 2026 le opere omeriche sono tornate di gran moda, grazie all’uscita nei cinema dell’adattamento dell’Odissea realizzato da Christopher Nolan, per la maggior parte apprezzato da pubblico e critica. In verità, la passione e l’attenzione per i poemi omerici e per la mitologia greca è ciò che potremmo definire un evergreen, una fonte continua e inesauribile di materiale per adattamenti di quelle opere nei più svariati linguaggi, dal fumetto, al cinema, alla letteratura.
Restando nell’alveo di Iliade e Odissea, non meno interessanti e affascinanti delle storie raccontate nei due poemi sono le vicende storiche legate alle campagne archeologiche della seconda metà del XIX secolo che portarono alla scoperta delle presunte rovine della città di Troia e le personalità in esse coinvolte. Una su tutte quella di Heinrich Schliemann, l’imprenditore, avventuriero e “archeologo” tedesco a cui si deve proprio la scoperta della mitica città omerica nello Stretto dei Dardanelli sul Mar Nero, oltre che di importanti ritrovamenti a Micene.
Proprio alla vicenda biografica e professionale di Schliemann è dedicato il fumetto La scoperta di Troia, edito da BeccoGiallo e realizzato da Emiliano Barletta ai testi e Chiara Raimondi ai disegni. Nel libro viene raccontato il ventennio tra il 1870 e il 1890 lungo il quale si sviluppò il controverso e contrastato, a tratti tragico, rapporto tra Frank Calvert – console britannico nei Dardanelli e proprietario di una parte della collina di Hissarlik, su cui sarebbero state scoperte le rovine di Troia – e Schliemann stesso.
Emiliano Barletta di formazione è archeologo e già in passato ha fatto divulgazione archeologica attraverso la sua professione di sceneggiatore di fumetti. In questo libro, alla precisione degli aspetti tecnici della vicenda legati alle varie campagne archeologiche, portate avanti da Schliemann, in cui vengono evidenziati anche i vari errori che il tedesco commise, soprattutto nei primi scavi, affianca il racconto biografico del personaggio, non meno affascinante delle sue scoperte, che gli dona profondità e tridimensionalità, creandone uno spessore psicologico che permette al lettore di superare la piattezza spesso obbligata della figura storica che si legge nelle fonti reperibili on line e nella letteratura a lui dedicata.
Il fumetto mette bene in evidenza la componente ossessiva della personalità di Schliemann, un uomo dotato di un fascino e di una personalità enormi, arricchitosi con il traffico di armi e con una smisurata passione per i poemi omerici. Questa sua ossessione, se da un lato gli permette di perseguire con grande forza di volontà e risolutezza una linea di azione sicuramente poco ortodossa e antimetodica negli scavi, non esente da errori, che lo porta sia allo scoperta delle molteplici città di Troia – o meglio delle varie cinte murarie stratificate che si sono susseguite nei secoli – sia al rinvenimento di quello che lui stesso definì il tesoro di Priamo, costituito da quasi 9.000 gioielli d’oro, dall’altro distrugge i rapporti personali e sentimentali di Schliemann.
La sceneggiatura restituisce molto bene come il suo comportamento ossessivo che persegue solo ed esclusivamente l’obiettivo della scoperta di Troia e la gloria personale, di fatto annichilisca e annienti i rapporti sia con la prima che con la seconda moglie, per non parlare di quelli con i figli e le figlie. Tutti coloro verso i quali Schliemann prova dei sentimenti devono obbligatoriamente partecipare al suo sogno archeologico ed essere spinti dalla sua stessa passione, senza rendersi conto che ciò annulla e distrugge i desideri, i sogni e le passioni degli altri, di fatto sminuendole rispetto alla sua.
Al contempo Barletta ricostruisce molto bene anche gli scontri tra Schliemann che, di fatto e per mancata formazione accademica, non era un vero e proprio archeologo e la comunità scientifica che in più di un’occasione critica e contesta tanto i suoi metodi quanto le sue scoperte.
Il tedesco farà di tutto per essere accettato da quella comunità di accademici e veri archeologici, comportandosi anche in modi disonesti e illeciti ai danni di tanti, come Frank Calvert, che all’inizio gli hanno dato la possibilità di perseguire il suo sogno.
I disegni di Chiara Raimondi ricostruiscono in modo efficace e completo il mondo e la società in cui si snoda la vicenda umana e professionale di Schliemann, con una attenzione minuziosa alla resa di ambienti, abbigliamenti e oggetti dell’epoca, facendo anche un uso intelligente e rielaborato secondo la propria sensibilità artistica dell’iconografia – fotografie e disegni – che ha documentato le campagne archeologiche alla ricerca di Troia.
Il segno dell’autrice si avvicina molto al realismo e la capacità di recitazione dei personaggi nelle numerose scene di dialogo, che di fatto portano avanti la trama ed evidenziano il focus sui rapporti interpersonali di Schliemann, è sempre riuscita e credibile, affiancando una mimica coerente alle parole dei dialoghi.
L’intreccio di più piani temporali che portano avanti la trama rendono dinamico il suo sviluppo e creano una costruzione psicologica dei personaggi all’apparenza asincrona, ma perfettamente coerente nel risultato finale.
Il continuo muoversi della storia avanti e indietro lungo la linea temporale che si snoda tra gli anni ’70 e ’90 dell’Ottocento permette una lettura quasi contemporanea di azioni messe in essere, risultati e conseguenze delle stesse, senza togliere il gusto di scoprire lo snodarsi della vicenda fino alla sua tragica conclusione.
In ciò Raimondi è brava nel variare l’aspetto fisico dei vari personaggi a seconda del punto del tempo nel quale si trova il racconto, usando bene anche il colore per evidenziare una linea cronologica particolarmente importante ai fini della comprensione della psicologia e del carattere di Schliemann, cioè quella che vede protagonista la prima moglie russa e la loro figlia.
Se i poemi omerici continuano ad ammaliarci a distanza di secoli per i loro personaggi, le storie che raccontano e la ricostruzione filologica e critica che attorno a essi si è andata stratificando, per non citare la continua reinterpretazione degli stessi adattandoli ai costumi e alle società in cui queste trasposizioni nascono, non meno affascinante è la vicenda storica legata alla ricerca di tracce reali di quei racconti epici e mitologici. Questo volume BeccoGiallo è un buon punto di partenza, anche a livello divulgativo, per approfondire anche quella che è stata la ricerca di Troia e delle prove che quegli eroi ed eroine cantati dalla Musa sono stati uomini e donne realmente esistiti.
Abbiamo parlato di:
La scoperta di Troia
Emiliano Barletta, Chiara Raimondi
BeccoGiallo, 2026
144 pagine, brossurato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788833144184











