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“El Dorado”: il delirio grafico di Alberto Breccia

23 Ottobre 2026
NPE inaugura una nuova collana dedicata al Maestro del fumetto argentino con una delle sue ultime opere, finora inedita in Italia.
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Relatos del Nuevo Mundo è stata una serie in 25 volumi edita nel 1992 dalla spagnola Planeta DeAgostini in collaborazione con la “Sociedad Estatal Quinto Centenario” per celebrare i cinquecento anni della scoperta dell’America.
Tutti i volumi di questa collezione avevano la stessa veste grafica, un identico formato cartonato di grandi dimensioni e 72 pagine, 46 di fumetto e 26 di approfondimento dedicato di volta in volta al personaggio o evento storico oggetto dell’episodio disegnato.
Gli artisti coinvolti erano sia i più famosi del fumetto iberico (Alfonso Font, Josè Ortiz, Enrique Sánchez Abulí, Antonio Hernández Palacios, Ruben Pellejero, Luis Bermejo, Antonio Navarro, Jesús Redondo e altri) che grandi nomi del panorama internazionale (come Alberto ed Enrique Breccia, Robin Wood, José Muñoz, Paul Gillon, Attilio Micheluzzi, Sergio Toppi, Lorenzo Mattotti…).
Purtroppo questa serie non è mai stata pubblicata in Italia, forse per le sue finalità anche divulgative e didattiche, oltre che di intrattenimento, se non in modo molto parziale e sporadico (si sono visti, ad esempio, i volumi di Toppi e Mattotti).

Le Edizioni NPE che già avevano recuperato il Pizarro in Perù di Micheluzzi (rimasto inedito in Italia per più di 25 anni) danno alle stampe come primo numero di una nuova collana dedicata ad Alberto Breccia El Dorado. Il delirio di Lope de Aguirre, il volume da lui realizzato per i Relatos del Nuevo Mundo, che è anche uno degli ultimi lavori del Maestro argentino (scomparso l’anno successivo alla pubblicazione), finora mai edito nel nostro paese.

La storia è scritta da Carlos Albiac, uno dei più importanti – benché sottostimati – sceneggiatori argentini della fase del rinnovamento degli anni ‘70, che ha realizzato per le Ediciones Récord serie intrise di poesia, nostalgia e ironia come Perdido Joe (con Carlos Casalla), Calico Jack (con Angel “Lito” Fernandez), Wakantanka (con Juan Zanotto) e Gli avventurieri (con Ernesto García Seijas), pubblicate in Italia sui settimanali dell’Eura Lanciostory e Skorpio.

Per raccontare la vicenda del conquistador Lope de Aguirre e della sua spedizione del 1560 lungo il Rio delle Amazzoni alla ricerca dell’El Dorado Albiac segue la traccia degli avvenimenti storici ma anche le suggestioni del film Aguirre. Furore di Dio di Werner Herzog, in particolare nelle atmosfere oniriche e allucinate e nella raffigurazione folle e schizofrenica del protagonista, perduto in una hybris mistica.

L’opera è però importante soprattutto per le illustrazioni di Alberto Breccia e perchè consente di ammirarne una volta di più sia la ricerca tecnica e visiva che l’approccio grafico espressionista e radicale, senza compromessi.
Mentre nel coevo Rapporto sui ciechi Breccia tornava al bianco e nero che lo rese famoso, qui prosegue invece la sua sperimentazione con il colore, iniziata a partire dagli anni ‘70. Dopo avere utilizzato gli acquerelli in Dracula, gli acrilici in Incubi e il collage in Chi ha paura delle fiabe? per illustrare questo lavoro stende delle tempere a strati molto densi, che donano alle tavole dei colori forti ed acidi, immergendo la storia in un’atmosfera astratta e irreale ed evocando per suggestioni visive il delirio, la pazzia e la violenza di Lope de Aguirre durante la sua spedizione nella foresta amazzonica.
La saturazione cromatica si accompagna alla distorsione grafica di figure ed ambientazioni, con un tratto talmente frammentato da sfociare nell’astrattismo.

El Dorado è uno degli ultimi tasselli di un percorso stilistico sempre meno lineare e sempre più sperimentale, contraddistinto da una continua esplorazione di tecniche e forme nuove, a discapito anche dell’immediata leggibilità e fruibilità delle opere illustrate. Una ricerca figurativa che non ha eguali nella storia della Nona Arte e che più che come disegnatore di fumetti innalza Breccia come un grande artista d’avanguardia.
Queste tavole in sgargiante policromia fanno da preludio alla sua ultima opera, i 21 acrilici ispirati alla Storia universale dell’infamia di Jorge Luis Borges, realizzati poco prima di morire e che possono essere considerati il suo testamento artistico.

A titolo di curiosità citiamo che anche il figlio di Alberto Breccia, Enrique, ha realizzato una graphic novel su Lope de Aguirre (vista in Italia su Euracomix), completamente in acquerello, e anch’egli un volume per i Relatos del Nuevo Mundo, tuttora inedito in Italia come molti della serie.

Abbiamo parlato di:
El Dorado. Il delirio di Lope de Aguirre
Carlos Albiac, Alberto Breccia
Traduzione di Alice Piccone
Cartonato, colori, 64 pagine – 19,90 €
ISBN: 9788836273188

Mauro Mihich

Mauro Mihich

Vicentino (nonostante il cognome, che ne tradisce le origini fiumane), appassionato, tra molte altre cose, di fumetti, cinema e letteratura. Legge e colleziona fumetti di ogni epoca e latitudine, ma si ritiene esperto soprattutto di Bonelli (la prima cosa letta in vita sua è stata una pagina di Tex), grandi autori italiani (Hugo Pratt su tutti) e Historietas (con una venerazione per Juan Zanotto).Con altri due appassionati cura il blog dedicato al cinema western "Se sei vivo spara".

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