
Sergio Bonelli Editore, mar. 2009 – 96 pagg. b/n. bros. – 2,70euro
Arrivare al 270 episodio mensile, si sa, non è facile. E quel che è più problematico è andare avanti riuscendo a scrivere sempre nuove storie interessanti ed avvincenti per il lettore. Purtroppo Dylan Dog, una delle testate ammiraglie della Sergio Bonelli Editore, non riesce più nel compito. Anche questo albo, la cui storia è stata imbastita da Giovanni Di Gregorio, una delle nuove leve del reparto sceneggiatori del personaggio creato da Tiziano Sclavi, non riesce a colpire positivamente. Un inizio discreto viene infatti penalizzato dal solito “spiegone” finale del colpevole che confessa in punto di morte le sue colpe. Una scena purtroppo vista troppe volte per sorprendere ancora e che va ad incidere negativamente su di un albo che in fin dei conti era stato una piacevole lettura fino a quel momento. Meglio il reparto grafico, con Luigi Piccatto che ha ormai raggiunto un giusto compromesso tra sintesi ed espressività, anche se in alcune vignette l’importanza delle chine è fin troppo preponderante. Infine un piccolo accenno alla bella copertina di Angelo Stano, molto affascinante e sicuramente una delle migliori cose dell’albo. (Salvatore Cervasio)
Dylan Dog #270 – Il re delle mosche
Dylan Dog #270 - Il re delle mosche
(Salvatore Cervasio)
(Salvatore Cervasio)









Si è persa la citazione a “Un Chimico”, di Fabrizio de Andrè