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Captain America: The Winter Soldier – Parlano sceneggiatore e regista

Intervistato dalla rivista Empire, lo sceneggiatore ha avuto modo di parlare di , l’atteso sequel sulla leggenda vivente in uscita a fine marzo nelle sale italiane, concentrandosi in particolare sulla figura del protagonista Steve Rogers, e dal fatto che il nuovo film si allontanerà dalla parvenza di Boy Scout che l’alter ego di Capitan America ha sempre ricordato.

“Quello che ci aiuta a superare la figura di Boy Scout in cui poteva trasformarsi è il fatto che lui in realtà non vuole essere quest’uomo. Lui preferirebbe essere semplicemente Steve Rogers e camminare per la strada, aiutando le persone qualche volta. Si ritrova ancora al centro di alcuni eventi e molte cose accadono intorno a lui e sono influenzate da lui. È interessante in questo film, per esempio, guardare al suo rapporto con la Vedova Nera, che naturalmente ha una visione molto diversa sul mondo”.

“Ciò che ha reso i thriller degli anni ’70 interessanti è che quello era un momento molto complicato. Stavamo sollevando il velo sul Watergate e rendendoci conto di quanto corrotto fosse il sistema”, ha invece aggiunto il co-regista . “Ora, con la proliferazione dei social media, si può parlare della NSA e il tutto fa il giro del mondo in 30 secondi. E abbiamo la moralità dei droni. È giusto usarli preventivamente per uccidere sospetti terroristi prima di qualsiasi tipo di processo? In questo senso l’epoca che stiamo vivendo è ancora più complessa.

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