Topolino #3388: Paperi d'Italia

Topolino #3388: Paperi d’Italia

Con Tutte le acque portano a Roma, quinto episodio della serie, si concludono le avventure degli Italici Paperi di Matteo Venerus ed Emmanuele Baccinelli, scoprendo alla fine che questa è la “prima stagione” della serie.
La serie, pur avendo come annuncio la pretesa di raccontare la storia, in effetti si è concentrata su vari stadi dello sviluppo della società romana, come lo sviluppo del commercio, l’apertura verso l’esterno, anche in termini culturali, la costruzione di infrastrutture e il miglioramento della vita cittadina.
A fare da guide per i lettori, un po’ sopra le righe, troviamo la famiglia dei paperi al gran completo, guidata da Paperonoro/Paperone, che, insieme con il romano Tizio Caio porta la sua città di pastori e contadini, Paperopolum, nella grande Roma. Assistiamo, allora, allo sviluppo della società romana quasi dalle origini grazie a storie divertenti e ricche di spunti di approfondimento per i lettori, giovani ma non solo.

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Inevitabilmente la necessità di mantenere sempre gli stessi personaggi nel corso della serie ha contratto una cronologia di eventi e uno sviluppo di Paperopolum (e di riflesso di Roma) in un periodo di tempo improbabilmente breve. Ce ne accorgiamo, ad esempio, prendendo in considerazione gli ultimi due episodi, Cultura versus coltura su Topolino #3387, con l’ingresso della cultura greca a Roma, e questo Tutte le acque portano a Roma sulla nascita degli acquedotti.
Roma si interessò, infatti, dell’Antica Grecia solo dopo le guerre puniche, duramte il III secolo a.C. Gli scambi culturali tra le due società, però, che erano stati sporadici e mediati tramite le altre popolazioni italiche direttamente influenzate dai greci, si intensificarono prima a partire dalla vittoria romana in Asia Minore sui Seleucidi a Magnesia nel 189 a.C. e quindi con la conquista della Grecia del 146 a.C., che quindi può essere considerata come l’epoca indicativa dell’episodio uscito sul #3387.

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Gli acquedotti romani, invece, che erano una rete di condutture in pietra, mattoni o cemento, costruiti con una lieve pendenza in modo tale da trasportare l’acqua per gravità, erano una tecnologia consolidata ormai da un paio di secoli. Il primo degli acqudotti romani, infatti, risale al 312 a.C.
L’ultimo episodio, però, potrebbe in qualche modo rientrare con la cronologia romana se consideriamo che nel 145 a.C. la città, a causa di incurie varie, aveva nuovamente bisogno di aumentare le sue forniture idriche. In quell’anno il pretore Quinto Marcio Re diede inizio alla costruzione di un terzo acquedotto, che venne completato in un paio d’anni. Certo Venerus sembra suggerire che la proposta di Paperonoro si riferisca al primo acquedotto romano, ma le battute sono sufficientemente ambigue da potersi adattare anche all’aquedotto del 145 a.C., la cui costruzione costò ben 180 milioni di sesterzi: un vero affare per Paperonoro!
Ultima menzione agli splendidi disegni di Baccinelli, su cui non mi sono soffermato nelle recensioni degli episodi precedenti (le trovate tutte su DropSea): il giovane disegnatore sembra ormai giunto a una buona maturità artistica, sviluppando uno stile al tempo stesso riconoscibile, ma anche fortemente ispirato al tratto del Giovan Battista Carpi degli anni Ottanta.
Nel complesso, quindi, la collaborazione tra Venerus, per anni scrittore di WoM con alterne fortune, e Baccinelli ha portato sulle pagine di Topolino un prodotto intelligente, divertente e con una forte componente educativa, nel puro stile del settimanale disneyano.

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La recensione del numero in edicola è già stata pubblicata su DropSea