Quel pioniere di Gianni Rodari: Quando il globo non c'era

Quel pioniere di Gianni Rodari: Quando il globo non c’era

Gianni Rodari, di cui ricorre quest’anno il centenario (festeggiato ufficialmente il 23 ottobre), è stato il più importante scrittore per l’infanzia della letteratura italiana: tra i suoi riconoscimenti spicca in particolare il premio Handersen del 1970, il più importante premio nella letteratura dell’infanzia.
Tra i suoi lavori “meno” noti spicca la collaborazione al Pioniere, settimanale a fumetti dell’Associazione Pionieri d’Italia, legata al Partito Comunista Italiano, di cui fu fondatore e direttore insieme con Dina Rinaldi.
Per la rivista scrisse racconti e una rubrica giornalistica, redatta con stile semplice e diretto, che aveva l’obiettivo di far riflettere i giovani lettori sui problemi del mondo e sulla loro complessità. Inoltre proprio uno dei suoi personaggi, Cipollino, protagonista del romanzo Le avventure di Cipollino del 1951, esordì proprio sulle pagine del Pioniere come fumetto. La sua struttura era sostanzialmente quella degli esordi del genere in Italia: una serie di strisce con un testo in rima sotto.
La rivista, però, presentava anche fumetti come siamo abituati oggi a leggere: disegni con i balloon che escono dalla bocca dei personaggi con le parole all’interno. L’obiettivo principale del settimanale, però, non era solo intrattenere, ma anche educare: la rivista era infatti piena di articoli sia di genere politico, sia informativo, e si occupata spesso di scienza e tecnica. In particolare sul #51 del 25 dicembre del 1955 faceva il suo esordio una serie di trafiletti intitolata La Terra, l’uomo, l’universo, introdotta in questo modo:

Da questo numero comincia una delle più utili e originali raccolte di figurine. Ogni settimana troverete qui tre vignette che vi illustreranno la storia del mondo che noi abitiamo. (…) Sarà il vostro più bel libro di scienza, di astronomia, di geografia.

Ed è proprio con un primo trafiletto dedicato all’astronomia che ha inizio la serie:

Una volta, in tempi tanto distanti che la mente non può nemmeno immaginarli, la Terra non esisteva. Lo spazio celeste, tuttavia, non era vuoto: come oggi, migliaia di altre stelle, di altri pianeti, lo solcavano. Quando la Terra fece la sua prima apparizione (mezzo milione di anni or sono), il Sole era già nato da 100 milioni di anni, con lo stesso procedimento che seguirà la formazione del nostro pianeta.

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Nubi primordiali di gas e pulviscolo cosmico vagano a caso nello spazio siderale. Talvolta, nel loro viaggio, cominciano ad avvolgersi in grandi spirali (come i mulinelli di polvere che vediamo formarsi sotto la spinta del vento). Dalla condensazione di una di queste, nacquero insieme la Luna e la Terra.

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Alle origini, la Terra e la Luna (assai più vicine e più piccole che ora) non erano che due palle rosse di fuoco, ruotanti tra i residui della loro spirale.

In effetti ancora oggi non abbiamo ben chiari i meccanismi precisi di formazione delle galassie e di nascita dei pianeti, sebbene, per quel che riguarda il Sistema Solare, la teoria della nube che si ruota e si condensa è quella più plausibile. Stesso discorso per i meccanismi di acquisizione dei satelliti, che sembrano essere differenti da pianeta a pianeta, sebbene sia la cattura gravitazionale il sistema più in voga tra loro.
Se ci sarà modo e tempo, vi presenterò qualche altro trafiletto in futuro, cosa che però non do per scontata. Ad ogni modo, per i più curiosi, vi rimando al sito del Pioniere dove sono disponibili i pdf delle varie annate. E non dimenticatevi di dare un’occhiata anche al concorso di scrittura per bambini A Gianni Rodari, via Lattea quaraquarinci.