In viaggio verso Mercurio

In viaggio verso Mercurio

Partenza del razzo Ariane 5 dalla Guiana Francese con a bordo BepiColombo – foto di Adrian Fartade

Mercurio, il primo pianeta del sistema solare, in questi giorni è stato protagonista anche del giornalismo generalista grazie al lancio della missione BepiColombo, partita il 20 ottobre per dirigersi verso il più vicino dei pianeti del Sole.
La necessità della missione nasce dalle scarse notizie a nostra disposizione sul pianeta, che si trova in condizioni estreme proprio a causa della sua vicinanza alla nostra stella (1) . Pur se non come Marte o altri pianeti del sistema solare, anche Mercurio è stato protagonista della letteratura fantascientifica. La sua descrizione, e dunque anche il tipo di ambientazione e di storie narrate, è cambiata in funzione del miglioramento delle informazioni sulla sua orbita.
Giovanni Schiaparelli, l’astronomo direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera, famoso per le sue osservazioni sul pianeta Marte, nel 1889 aveva comunicato che, dai suoi calcoli, Mercurio esponeva al Sole sempre la stessa faccia. Da qui le teorie sulla superficie mercuriana supponevano che il “lato illuminato” presentasse metallo fuso, mentre il “lato oscuro” presentasse l’atmosfera primordiale in forma ghiacciata. I due lati erano separati da una “zona crecuscolare (2) . Tale idea di Mercurio si dimostrò falsa quando nel 1965 alcuni radioastronomi scoprirono che il pianeta ruotava su se stesso 3 volte ogni 2 rivoluzioni intorno al Sole. In questo modo tutta la sua superficie si trova esposta a luce e calore inviati dal Sole, e non semplicemente una sola parte.
Anche nei fumetti Mercurio, come pianeta, è stato poco protagonista. La storia più notevole è quella pubblicata su All-Star Comics #13 dell’ottobre 1942. Scritta da Gardner Fox, Shanghaied into Space vede la Justice Society dirigersi in missione sui pianeti del sistema solare, ognuno su uno differente: Atomo su Marte, lo Spettro sul lontano Plutone (che all’epoca era ancora considerato un pianeta) e via via fino a Johnny Thunder su Mercurio.

Il pianeta dove atterra il giovane possessore del tuono non è descritto come separato da due zone di diverse temperature: Fox enfatizza soprattutto l’alta temperatura dovuta alla vicinanza del Sole e così si può solo immaginare che l’atterraggio avvenga nella zona crepuscolare, dove si trova acqua liquida e sulla cui superficie abitano ragni e formichieri giganti, tutti ovviamente intelligenti!
Le poche informazioni scientifiche sono contenute nella vignettona nella pagina iniziale, dove si può apprezzare, al di là della precisione, il modo efficace di raccontare al lettore la differenza tra la durata dell’anno su Mercurio e sulla Terra:

Un uomo di 100 anni su Mercurio avrebbe solo 24 anni sulla Terra!

Successivamente gli eroi torneranno su Mercurio nel corso del torneo del futuro immaginato da Grant Morrison in One Million, ma in effetti quella è una storia un po’ meno interessante!
D’altra parte la sonda BepiColombo resterà in viaggio nello spazio per ben sette lunghi anni, spinta da un motore ionico e aiutandosi dalle attrazioni gravitazionali di qualche pianeta qua e là grazie all’effetto fionda con la Terra stessa o con Venere. D’altra parte furono proprio i calcoli dell’astronomo Giuseppe Colombo, il primo a proporre l’effetto fionda per una missione di esplorazione spaziale, che permisero alla sonda Mariner 10 di raggiungere con successo Mercurio nel novembre del 1973. E proprio a Giuseppe Colombo è intitolata la missione per Mercurio: buon viaggio nello spazio!


Note:
  1. Condizioni cui saremo destinati tra qualche miliardo di anni, sempre che prima non le creiamo noi con l’inquinamento e lo sfruttamento selvaggio delle risorse 

  2. Un po’ come il pianeta in cui è ambientato Gli scansaguai, romanzo breve di Poul Anderson pubblicato in Italia nel 1975 dalla Nord nella raccolta La ruota a tre punte