Addio a Guido De Maria: da Carosello a Comix

31 Agosto 2026
Con Guido De Maria, scomparso all’età di 93 anni, se ne va una delle personalità più eclettiche della creatività italiana.
Guido De Maria home

Non sto piangendo: mi è solo entrato un Giumbolo nell’occhio

“Carosello” e “SuperGulp”: basterebbe il titolo di questi programmi televisivi epocali, in cui Guido De Maria, ha profuso il suo acume creativo, per capire l’importanza dell’autore modenese per il nostro immaginario popolare. Un artista che ha attraversato diversi linguaggi, dalla grafica alla pubblicità, dal fumetto all’animazione, con instancabile curiosità e appassionata umanità

Nella sua lunga carriera, De Maria è stato disegnatore umoristico, autore pubblicitario, sceneggiatore e regista d’animazione televisivo, animatore di riviste. Con la sua personalità eclettica ha partecipato e, per certi versi, rispecchiato la trasformazione e la crescita dell’industria culturale italiana.  Aveva mosso i suoi primi passi, infatti, negli anni Cinquanta come vignettista, per rotocalchi popolari come Epoca, sotto la direzione di un giovane Enzo Biagi. Quindi, aveva partecipato alla grande stagione televisiva e pubblicitaria di Carosello. Per quella rubrica contenitore della televisione pubblica così speciale, dove i mondi del cinema, del teatro, dell’animazione, si incrociavano per creare un unicum tra intrattenimento, pubblicità e narrativa popolare, De Maria realizzò tormentoni, personaggi e serie indimenticabili. Erano sue le scenette interpretate da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per Cera Grey, così come il cartoon di Salomone il pirata pacioccone per l’Amarena Fabbri, i pioneristici spot della “camicia coi baffi” con Maurizio Costanzo per la Frarica, i nanetti animati della Loacker…

Guido De Maria

Il nome dell’autore si lega ancora di più alla stagione televisiva degli anni Settanta, quella di un programma RAI cult  come Gulp – I fumetti in tv che, da appassionati di fumetti,  ci riguarda in modo profondo per quanto ha significato per l’affermazione culturale del medium nel nostro Paese.

De Maria sposò l’intuizione felice del producer RAI Giancarlo Governi di trasferire gli eroi e le storie del fumetto italiano (Tex, Sturmtruppen, Alan Ford, Corto Maltese…) sul piccolo schermo.  Ancora più importante, De Maria definì la cifra poetico- espressiva unica con cui le storie furono realizzate. 

 “Ci venne in mente di sostituire all’occhio de lettore la cinepresa…”

Ha rievocato più volte negli anni l’autore modenese che, con quell’espediente espressivo, collocò il linguaggio del programma in una fascinosa zona franca tra comics e cartoon.

“Non erano cartoni animati, ma immagini statiche di fumetti riprese e trasmesse in successione, come se si stesse appunto leggendo un fumetto, mantenendo le nuvolette con le battute dei personaggi che venivano lette da doppiatori…. Per dare l’idea del movimento, le vignette erano montate in sequenza con opportuni accorgimenti e dissolvenze. La nuvoletta faceva capire i dialoghi e i telespettatori non si distraevano…”.

La formula funzionava talmente bene che, oltre a riproporre gli eroi già esistenti sulla carta, De Maria assieme al genio fumettistico di Bonvi s’inventò un personaggio ad hoc, il detective Nick Carter che, con le sue strampalate parodie giallo-spionistiche, cuciva assieme le diverse parti della trasmissione. Nick Carter, grazie al successo TV, fece il percorso inverso dei suoi fratelli maggiori, affrancandosi dal tubo catodico e diventando, a tutti gli effetti, una serie a fumetti di Bonvi. Con il talentuoso disegnatore suo concittadino, De Maria non condivideva solo la produzione artistica. Erano amici, come con Francesco Guccini che li aveva messi in contatto, creando un connubio speciale, senza soluzione di continuità, dall’osteria al tavolo da disegno, dalla macchina da scrivere allo studio di registrazione.

In questa speciale “factory” emiliana, De Maria non rinunciava mai alla sua vena artistica: dal doppiare egli stesso i personaggi, a inventarsene di propri, come con Giumbolo, una buffa creatura blu, dotata di bombetta e cravattino, protagonista della sigla del programma.

Guido De Maria

Gulp e la successiva SuperGulp crearono un vero e proprio fenomeno di costume, legittimando il fumetto come linguaggio e, al tempo stesso, generazioni di giovani lettori a fruirne.

È certamente il lascito più straordinario di De Maria, ma non esaurisce la lunghissima attività dell’autore modenese che, in seguito proseguì tra TV ed editoria, approdando negli anni Novanta del secolo scorso alla codirezione, assieme a Beppe Cottafavi, de settimanale Comix edito da Franco Cosimo Panini. Comix è stata un’altra fucina di talenti e storie, laddove la tradizione del cabaret e della comicità teatrale (di cui De Maria era cultore e praticante egli stesso) si saldava a quella dell’umorismo disegnato e della strip, spaziando da Alessandro Bergonzoni ad Altan, da Beppe Cottafavi a Jacovitti, senza escludere i sodali di sempre come Guccini e Bonvi.

In fondo, la cifra stilistica di De Maria è rintracciabile proprio in questa connaturata trasversalità, una vocazione a mescolare le carte, per vedere cosa ne viene fuori, in cui oltre a divertire gli altri, conta moltissimo anche continuare a divertire sé stessi. Una lezione d’arte e, forse, anche di vita.  

Marco D'Angelo

Marco D'Angelo

(Roma, 1974) Laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in Semiotica del Fumetto. Ha tenuto seminari sul fumetto in Italia e Svizzera e svolto attività di docenza per l’Istituto Europeo di Design e per la Scuola Internazionale di Comics.
E' stato soggettista/sceneggiatore per due serie d'animazione trasmesse dalla RAI ("Clic & Kat", "I Saurini e i viaggi del meteorite nero "). Su instagram lo trovate come @sonostorie

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