
Nel 1952, di ritorno dal servizio militare, Joe Kubert riprende a lavorare nel campo fumettistico con continuità ed inizia ad accarezzare l’idea di pubblicarsi da solo i suoi fumetti. Nel campo ha ormai una vasta conoscenza sia delle tecniche (di disegno, di narrazione ma anche di stampa e distribuzione) che delle persone che hanno voglia di investire e pubblicare sue storie. Dall’Europa porta, oltre all’idea abbozzata del personaggio Tor, anche una novità: su una rivista ha visto alcune immagini stampate per la visione in 3d. Ora, alzi la mano chi non ha comprato da piccolo un qualsiasi albo 3d con disegni a prima vista fuori fuoco con tanto di occhialini con lenti colorate (una rossa ed una blu) che, una volta indossate, davano l’idea della tridimensionalità a quelle tavole prima impossibili da leggere. Oppure chi non ricorda i film 3d, con la distribuzione (Lo Squalo 3, ad esempio), all’entrata del cinema, degli occhialini a due colori? Beh, in America, negli anni ’50, non si era visto ancora nulla di tutto questo e Kubert convinse l’editore St. John a pubblicare alcuni fumetti con questa nuova tecnica in 3d ed anche il suo nuovo personaggio, Tor appunto.
Le parole di Kubert al co-autore delle storie, nonché suo amico e collega, Norman Maurer: “Gee, it would be great if we could do a comic book that included the glasses so that the characters could ‘jump off’ the page” (“Gesù, sarebbe eccezionale se potessimo realizzare un fumetto includendo gli occhiali così che i personaggi possano saltare fuori dalla pagina”). La serie, in principio, ha un successo incredibile; l’idea sfonda e crea un’aspettativa enorme. Gli editori (compreso St. John) si buttano a pesce sulla novità creando, immediatamente, prima l’invasione delle edicole di albi 3d e poi, subito dopo, la repentina morte del fenomeno per “overdose”. Quindi, ricapitolando, Tor conserva un posticino nella storia del fumetto statunitense perché è un “tarzanide” di successo (il primo numero vendette, al costo di 25 cent contro i 10 cent di un normale fumetto, più di un milione e duecentomila copie), perché la sua realizzazione spianerà a Joe Kubert in futuro la strada per realizzare il vero Tarzan e perché è uno dei primi albi in 3d in Usa.
separatorearticolo Tor è un “cavernicolo” di un milione di anni fa; potremmo considerarlo come l’alter ego del giovane studente Danny, che “sogna” o “ricorda” (non ce è dato sapere in che modo è correlato a Tor) le avventure del nostro uomo primitivo nella difficile lotta per la sopravvivenza fra dinosauri ed altre incredibili belve sicuramente carnivore. Nelle storie fa capolino Kubert stesso, che spesso, autoritratto, introduce i racconti di Danny in un timido tentativo di meta-fumetto ormai così di voga ai nostri giorni. Il tarzanide kubertiano ha qualche peculiare caratteristica: è un albo a colori molto vivaci; è disegnato in totale libertà di gabbia di vignette (che spaziano in numero indefinito dalle 4 alle 10) senza disdegnare splash page anche su due pagine; ha un tratto non dettagliato ma poco tratteggiato, al fine di non creare problemi nella visione 3d; permette all’autore di liberare la sua vena cinetica che sarà biglietto da visita e marchio di fabbrica del suo successivo approdo alle tavole del “vero” Tarzan.
I primi due volumi della DC Comics (sotto l’etichetta The Joe Kubert Library) ristampano le storie dei primi numeri della Casa Editrice St. John Publishing (furono, alla fine, editi solo i primi 5), arricchendo il tutto con prefazioni degli autori e di Roy Thomas ma, soprattutto, con una parte finale piena di raccolte di schizzi, studi preparatori, copie di sceneggiature, provini per strisce, provini e storyboard per cartoni animati di Tor. Una massa di materiale che serve a capire che quantità di lavoro era stata fatta per la realizzazione delle storie e del personaggio da Joe Kubert, con alcune vere e proprie chicche come sei tavole a matita mai pubblicate di una storia muta (tipico esercizio di stile che solo i più grandi fumettisti si sono potuto permettere) oppure un divertissement come un Tor/Spirit disegnato per festeggiare i 50 anni del personaggio dell’amico e collega Will Eisner. Il terzo volume della DC invece ristampa il materiale successivo a quei primi momenti pionieristici del 3d, realizzato un paio di decenni dopo sempre da Joe Kubert.

Tor Volume 1 (Hardcover) us$49,95
Tor Volume 2 (Hardcover) us$49,95
Tor Volume 3 (Hardcover) us$49,95








