Primo numero della nuova serie di Batman firmata da Matt Fraction (Hawkeye, The Immortal Iron Fist) e Jorge Jiménez (Batman), che funge da starting point tanto per vecchi quanto per nuovi lettori del Cavaliere Oscuro.
Gotham City è profondamente mutata dopo gli eventi del crossover DC K.O. di Scott Snyder e Joshua Williamson, calata in un’atmosfera più tecnologica e distopica, quasi cyberpunk, rispetto alla sua connotazione classica, dark e decadente. La città è sotto la guida del nuovo sindaco e soprattutto dell’immortale Vandal Savage nel ruolo di nuovo Commissario di Polizia al posto di Gordon (retrocesso ad agente). Savage è intenzionato a inserire una nuova divisione di polizia con un clima di tolleranza zero, anche nei confronti di Batman, mettendo in atto una campagna di diffamazione orchestrata per colpire l’avversario.
Le due storie in sommario raccontano il nuovo status quo dell’eroe insieme alle dinamiche della Bat-famiglia, tra presente e flashback. I temi portanti della gestione di Fraction sono la resilienza di un Bruce Wayne molto vicino al punto di rottura e un’inedita introspezione dei criminali di Gotham con la loro eventuale capacità di redenzione: molto intenso in questo senso il confronto, quasi empatico, tra l’eroe e un inedito Killer Croc, regredito a livello infantile. L’ intreccio risulta ben strutturato, con un’ottima gestione di tempi e spazi su personaggi e rapporti personali, seguendo una formula basata su un’ampia trama orizzontale portata avanti con uno sviluppo a binari che vede le vicende di Bruce, Tim e Damian (e i momenti che li riguardano sono davvero ben costruiti) procedere di pari passo con la narrazione corale di Gotham, tra cittadini, poliziotti e criminali.
Fraction riprende anche il meccanismo ideato da Frank Miller in Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di alternare il racconto con gli intermezzi dei Tg televisivi che fanno il punto della situazione o inseriscono nuovi elementi narrativi; il suo Batman è risoluto e pragmatico, ma con un lato umano ed emotivo più accentuato, sia come saggio mentore nei confronti del figlio Damian e del pupillo Tim, sia per un suo intimo logoramento psicologico che vede il ritorno di Alfred nel ruolo del saggio che fornisce un parere oltre le apparenze dei fatti. Nonostante infatti la DC consideri Pennyworth ufficialmente deceduto, Bruce interagisce costantemente con la sua “voce” interna, ovvero una proiezione psicologica nata dai ricordi e da un lutto mai superato.
Da un punto di vista di character design, Batman esordisce con un nuovo look che, da un lato, riprende l’iconografia classica degli anni ’60 e ’70 con le palette grigio e blu, ma dall’altro rafforza la matrice Cyberpunk iniziale con il costume che è una super tuta hi-tech polifunzionale. Forse questo è l’elemento narrativo che convince di meno, visto che lo sceneggiatore si diverte a sciorinare una nutrita serie di Bat-gadgets ipertecnologici, con caption box fuori campo che ne descrivono le funzioni: una trovata divertente all’inizio, ma quando cominciano a diventare un po’ troppi (citiamo il mantello alare, pedane antigravitazionali per salti più lunghi, visore multispettro nel cappuccio, guanti con elettroshock incorporato e altro ancora) si ha una sensazione di eccesso un po’ camp (stile telefilm di Batman anni ’60), per non parlare di una marcata invincibilità dell’eroe, mitigata nella storia del secondo numero da un clima di progressiva minaccia legata al nuovo distretto di polizia che sta per limitare e circondare la sfera d’azione di Batman, con l’autore che mette in discussione anche la sua stabilità mentale, reduce da troppi traumi consecutivi.
Sul fronte visuale, Jorge Jiménez (non a caso riconfermato dalla DC alle matite del Cavaliere Oscuro), presenta un Batman classico e al tempo stesso moderno, potente e carismatico, che si muove in maniera risoluta senza avere (apparentemente) bisogno di celarsi tra le ombre dei vicoli. Il disegnatore gestisce molto bene l’alternanza delle scene di dialogo e di azione, con i rispettivi mood drammatici o emotivi, all’interno di uno storytelling composto da tavole spettacolari, con un incastro eccellente di vignette, dettagli realistici e una scenografia modernissima di Gotham City.
Al netto di un’esagerazione tecnologica che rischia a tratti di snaturare l’eroe, questo esordio convince grazie al suo cuore emotivo e a un’ambientazione visivamente intrigante, confermandosi un punto di partenza ottimale per chi vuole scoprire (o riscoprire) l’eroe più affascinante della DC comics.
Abbiamo parlato di:
Batman n.1
Matt Fraction e Jorge Jiménez
Traduzione di Stefano Visinoni
Panini Comics, 2026
56 pagine, spillato, colori – 8,00 €
ISBN: 9791221949773










