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La sostenibile leggerezza di Dragonero

24 Settembre 2026
“Il figlio del bosco”, di Luca Enoch e Gero Grassi, porta Dragonero sulle tracce di un’entità affascinante e micidiale.
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Nella piana di Lehorian un contadino litiga nel suo campo con uno spaventapasseri e scopre un fiore mai visto, mentre al campo scout di Solian Elara gioca col suo drago Alanera con buona pace del padre Ian che perde per strada anni di vita. Ma ben presto il tono scanzonato e familiare dell’incipit viene minacciato da una foresta senziente, già frequentata da Dragonero, che ha esigenze diverse dalle regole imposte dall’uomo.

Con Il figlio del bosco Luca Enoch torna a raccontare un Erondàr avventuroso e ironico, attraversato in questo albo da allusioni a un mondo naturale meraviglioso e spietato al tempo stesso. Una leggerezza di stampo calviniano percorre la storia, distribuita fra azione e gag: dalla pestifera ma irresistibile Elara alle torte rubate a una nonna, passando per uno Gmor occhialuto per arrivare a nuovo amichetto per il grifone Antracite, che sembra un curioso incrocio fra uno struzzo e un chocobo di finalfantasiana memoria. Il racconto procede con ritmo godibile fino a un finale aperto che lascia intravedere ulteriori sviluppi e suggerisce come il mondo naturale, nello specifico una foresta con un’unica mente, sia in genere più furbo e flessibile dell’uomo.

Gero Grassi interpreta la sceneggiatura con un segno netto e squadrato, pulito e leggibile, che si adatta sia alle sequenze meno drammatiche sia a quelle più tese. I personaggi, come l’elfa cercatrice Zambhind, sono ben caratterizzati e definiti mentre gli ambienti alternano fondali appena abbozzati, che lasciano spazio alla recitazione, ad altri molto strutturati ed evocativi. È il caso della doppia notturna a tavola 14, con una suggestiva gestione di luci e ombre, o della vignetta che campeggia fra le tavole 36 e 37, con un Alanera sornione e una Solian fiabesca.

Abbiamo parlato di:
Dragonero #10 (#160) – Il figlio del bosco
Luca Enoch, Gero Grassi
Sergio Bonelli Editore, agosto 2026
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,80 €
ISSN: 977228243000460160

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

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