Poison Ivy Jessica Fong n45 cover evidenza

Poison Ivy goes to Gotham

2 Settembre 2026
Come in un film di Frank Capra, Pamela Isley tenta di risolvere i problemi di Gotham attraverso la politica, ma l’insediamento è solo l’inizio dei problemi.
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Poison Ivy Fong 42 cover

Major Ivy è l’arco narrativo che comprende gli albi #42-46 della serie Poison Ivy, al quale però è bene aggiungere gli albi #40-41, che raccontano gli eventi che spingono la villain batmaniana a candidarsi alla carica di sindaco di Gotham.

Il gruppo di creatori è composto da G. Willow Wilson (testi), Davide Gianfelice (disegni e chine #40-41), Marcio Takara (disegni e chine #42), Jaime Infante (disegni e chine #43-44, #46), Leandro Fernandez (disegni e chine #45), Arif Prianto (colori), Hassan Otsmane-Elhaou (lettering), Jessica Fong (copertine), assistiti dagli editor Arianna TurturroJessica Berbey e Rob Levin.

Pamela Isley è riuscita a diventare sindaco di Gotham e quindi cerca una via legale – o almeno di sfruttare una copertura legale – per proteggere la natura dalle azioni distruttive dell’uomo legate allo sfruttamento del territorio. La carica le offre la possibilità di usare la legge per realizzare i suoi scopi, ma al tempo stesso la mette al centro della rete di interessi che guida la vita della città. La lotta si sposta quindi su un terreno di negoziazioni e scontri nel quale la protagonista trova enormi difficoltà a muoversi in maniera efficace. Inoltre, alle questioni pubbliche si intrecciano quelle private: la rottura con Harley Quinn, la difficoltà del rapporto con Janet-from-HR e gli strascichi dell’uccisione dell’avatar del Verde Bog Venus (Poison Ivy #37-38).

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Fig. 1. G. Willow Wilson, Jaime Infante, Poison Ivy #44 p. 16. DC Comics, 2026.

Nel contesto di un racconto efficace, non mancano punti poco soddisfacenti. In particolare, l’avvicendarsi dei disegnatori, che pure danno buone prove individuali, risulta in una debole identità visiva del racconto, che finisce per essere affidata alla colorazione di Prianto – tonalità fredde per le scene di ambientazione “burocratica”, calde altrove. Si può sostenere che i tratti di Gianfelice, Infante (Fig. 1) e Fernandez – più netti nella definizione dei volumi, dei corpi e degli ambienti rispetto a quello di Takara (Fig. 2) – ben si accordino con l’ambientazione urbana e con un intreccio che si confronta con problemi della quotidianità; tuttavia, perdono la capacità di evocare il senso di permeabilità fra reale e fantastico che caratterizza il disegno di Takara e, per molti versi, l’azione di Poison Ivy, viste le sue relazioni con gli avatar delle grandi forze della natura, il Verde e il Grigio.

L’atmosfera generale della serie – che in questo arco, grazie anche all’abbondanza di scene notturne, è sostanzialmente quella di un hard-boiled – è resa in maniera efficace pur limitandosi a essere conforme allo standard batmaniano. In più, patisce un’espressività dei volti di Fernandez, meno ricca di sfumature rispetto ai colleghi. La suggestione è che l’indebolimento della personalità della serie in questo arco derivi dalla sua confluenza nella vicenda gothamita, che attualmente si estende su varie testate, come il Batman di Matt Fraction e la Barbara Gordon di Mariko Tamaki e che da agosto 2026 si svilupperà nell’evento Batman: Bad Seeds.

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Fig. 2. G. Willow Wilson, Marcio Takara, Poison Ivy #42 p. 21. DC Comics, 2026.

Dal punto di vista dell’intreccio, la criticità maggiore risiede senza dubbio nel trattamento del rapporto con Harley, che appare e scompare in maniera estemporanea. Certo, la scusa che utilizza per congedare l’amica/amante (non sarebbe all’altezza del ruolo di “first lady”) mette in evidenza efficacemente come Pamela ceda (in nome della ricerca di consenso?) al conformismo che generalmente rigetta, ma ciò avviene con tempi troppo serrati (Fig. 2).

Ugualmente, la velocità del passaggio da carcerata con l’accusa di assassinio a sindaco sfida qualunque sospensione dell’incredulità (o forse ormai non più?) e sacrifica, sull’altare dei tempi editoriali, interessanti potenzialità narrative, quali la costruzione della fiducia dei cittadini e il confronto con gli avversari: candidatura e campagna elettorale avvengono, infatti, in due mesi, tempo decisamente breve anche nella più bizzarra normativa elettorale.

Punti di forza sono invece la gestione del ritmo, la costruzione della tensione, con il susseguirsi di piccoli colpi di scena che ampliano i possibili sviluppi dell’intreccio (si pensi al personaggio di Juhi Prakash, che si rivela qualcosa di ben diverso di una semplice impiegata amministrativa) e la rappresentazione del crescente disorientamento di Pamela, che sperimenta una totale incomprensione delle meccaniche e dinamiche sia delle procedure democratiche sia del potere. Le sue azioni, infatti, indeboliscono ulteriormente le prime e non riescono ad aver presa reale sulle seconde. Il senso di frustrazione di Pamela è ben reso nei confronti retorici nei quali si sente in posizione di vantaggio, ma dai quali non riesce a ottenere risultati: anche quando uccide il magnate della stampa Mr. Crannack, questi continua a irriderla fino all’ultimo istante.

Esperienza di lettura

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Fig. 3. G. Willow Wilson, Leandro Fernandez, Poison Ivy #46 p. 2. DC Comics, 2026.

Il punto centrale del racconto della Wilson è l’incapacità di Poison Ivy di realizzare i propri obiettivi: il suo attivismo si risolve in azioni puntuali, che soddisfano il desiderio (anche quello di noi lettori) di rivalsa e di punizione verso personaggi spregevoli (Mr. Grasp, amministratore dell’azienda che gestisce il sistema idrico cittadino, e Mr. Crannack che manovra la stampa di Gotham), ma che di fatto non cambiano la situazione, poiché gli individui eliminati sono ingranaggi di un sistema pienamente in grado di sostituirli. Le scene della loro eliminazione ne mostra l’arroganza e la paura e ci coinvolgono in una morbosa complicità con la protagonista, soddisfacendo un rancore profondo verso una classe (sociale, politica), composta da persone che distruggono senza dover mai rispondere delle proprie azioni. Ma è un momento, una scarica di adrenalina, che lascia presto il posto alla frustrazione.

Pamela si muove e agisce freneticamente: convoca riunioni, annuncia decisioni, scende nelle strade, incontra i suoi sostenitori e si scontra con i suoi avversari, elabora piani, ma fa tutto questo da sola: si affianca di esecutori, ma non di collaboratori. Il racconto ce la mostra alla stregua di un criceto che corre su una ruota: a niente sembrano valere i suoi poteri, se non, come detto, a realizzare vendette marginali, che non riescono nemmeno a essere esemplari, perché non scuotono le fondazioni del potere che guida i destini di Gotham.

In questo senso, Mayor Ivy ribadisce che i superesseri non sono in grado di risolvere i problemi dell’umanità perché, mentre questi emergono dalle dinamiche del sistema di potere, i metaumani si limitano a interventi puntuali. E questo anche nel caso di una Poison Ivy, che certo non ha troppi problemi a usare forme estreme di violenza e a piegare la legge ai propri scopi.

Abbiamo parlato di:
Poison Ivy #41-46
G. Willow Wilson, Davide Gianfelice, Marcio Takara, Jaime Infante, Leandro Fernandez, Arif Prianto, Jessica Fong, Hassan Otsmane-Elhaou.
DC Comics, 2026
22 pagine, spillato, colori – 3,99$ cad.

Simone Rastelli

Simone Rastelli

(1966) Lettore disordinato e onnivoro, è particolarmente interessato alla diffusione del fumetto al di fuori del pubblico di appassionati, a grandi e piccini. Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2002 e ha pubblicato i volumi Guida non ufficiale a Sandman (Edizioni NPE, 2021) e I mondi di Tintin (Resh Stories, 2022).

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