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Il figlio di Superman: buoni o cattivi?

21 Agosto 2026
Superman è morto, ma al suo posto una serie di “nuovi Supermen” terrorizzano gli USA, in cui vige un governo malato e opprimenti.
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Superman, il supereroe che per anni ha protetto l’America e il mondo dal male, è morto, caduto in battaglia quindici anni fa sul suolo europeo. Eppure, un bambino accompagnato dalla madre trova tra le strade di Beverly Hills un pacco, con all’interno c’è qualcosa con incisa la famosa ‘S’ in rosso su sfondo giallo e blu, che all’improvviso esplode generando morte e distruzione in uno dei quartieri più ricchi degli USA. I probabili autori di questo attentato sono i Supermen, terroristi in armature con il simbolo dell’uomo d’acciaio che lottano contro la presunta corruzione e l’ordine repressivo degli USA, capitanati da Peter Ross e Lana Lang-Ross da poco evasi di prigione.
Intanto si sta verificando una tempesta solare di enormi proporzioni. Proprio le radiazioni generate dal sole risvegliano i poteri latenti di un adolescente occhialuto, alle prese con i classici problemi della sua età. Lui è Jon, figlio di Lois Lane, attrice e produttrice cinematografica di successo, che scopre di essere figlio di Superman.

Scritto da Howard Chaykin (Batman Thrillkiller, Black Kiss) e David Tischman (American Century), disegnato da J. H. Williams III (Batman Black & White) e Mick Gray (Promethea), Il figlio di Superman è un Elseworld, una storia che si discosta dalla normale continuity della DC, pubblicata per la prima volta nel 1999 e arrivata in Italia un anno dopo pubblicata dalla Play Press e, più recentemente, da Panini Comics.
In questo universo alternativo, il governo degli Stati Uniti d’America, guidato dal Presidente Dole, conduce delle politiche di ordine civile rigido e di totale libertà economiche per le multinazionali, che possono operare in piena autonomia per i loro interessi. Chi regge i fili della situazione è in realtà Lex Luthor. Approfittando degli anni di assenza di Superman ha assunto il controllo de facto del governo e della Justice League, composta da Batman, Wonder Woman, Lanterna Verde, Martian Manhunter (J’onn J’onzz), Flash e Aquaman. Proprio la JLA di Luthor è incaricata di mantenere l’ordine distopico nel Paese, scontrandosi più volte con i Supermen.
A seguito del risveglio di Jon Kent, J’onn e il resto della lega cercano di coinvolgerlo nel loro schieramento, ma l’adolescente sceglie di unirsi ai “terroristi”, convinto che ci sia qualcosa di marcio sotto l’operato della JLA e del governo. Il suo viaggio lo porta a ritrovare il padre considerato perduto e a scoprire i segreti dei vari attori in scena.

Tavola

Il figlio di Superman è un fumetto decisamente politico, che usa i supereroi e l’azione per raccontare un’America e un mondo che hanno voltato (o rischiano di voltare) le spalle alla libertà. Gli intrighi e le manie di potere di Luthor hanno gettato la società in una dimensione distopica e iper controllante, nella quale la potenza economica è la legge incontrastata in grado di decidere ogni aspetto della vita dei cittadini. Persino i membri della JLA, supereroi che per loro stessa natura dovrebbero proteggere la libertà, sono sotto l’apparente giogo del ricco magnate. Le premesse di un antagonista spietato e onnipotente purtroppo vengono tradite dal loro sviluppo durante la storia.

Lex Luthor dimostra una totale mancanza di rispetto verso la vita altrui e la dimensione democratica del Paese, allo stesso tempo però risulta un personaggio debole nell’economia del racconto. Non trasmette più di tanto timore, le sue apparizioni sono molto sbrigative, rischiando di non rimanere impresse più di tanto nella mente del lettore.
Ottimo invece il rapporto turbolento tra Clark e Jon, il primo un padre che non ha mai conosciuto il proprio figlio e che non sa come relazionarsi a lui senza sembrare autoritario, il secondo che subisce l’autorità di un adulto che (almeno nelle prime batture) non riesce a considerare un padre. A fare da collante fra i due c’è Lois, una madre amorevole che ha allevato da sola il giovane e una donna che non ha mai smesso di amare e di aspettare Superman. Tra i due eroi si crea una buona chimica, combattendo insieme per sgretolare l’impero di bugie issato da Luthor.

Come per la costruzione dell’antagonista principale, anche altri passaggi della storia soffrono di uno sviluppo troppo frettoloso e che lascia qualche domanda in sospeso. Uno di questi è la questione del materiale delle armature usate dai Supermen terroristi, composte in amazonium, un materiale che solo Wonder Woman può reperire nella sua nazione d’origine, ThemysciraCome sia possibile che un materiale così raro sia in possesso dei ribelli viene liquidato in un paio di tavole con protagonisti l’Amazzone e Batman impegnati in un veloce scontro, che però non chiarisce fino in fondo la dinamica.

Tavola

I disegni e i colori di Williams III e Gray sono spettacolari e ben dettagliati. Le battaglie, nonostante la caoticità di alcuni scontri, sono leggibili con facilità e non generano confusione nel lettore. I colori sono brillanti e vivi, con un sapiente uso del nero e del bianco per le zone d’ombra e per i riflessi. Alcune tavole sono strutturare in griglie di vignette con i vari giornalisti dei telegiornali, che raccontano gli ultimi avvenimenti e le conseguenze nel mondo, seguendo un po’ l’esempio di fumetti come Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Altre sono di grande impatto sia scenico che simbolico, come la distruzione della Statua della Libertà da parte dei ribelli.

Nella sua lunga storia editoriale/filmica/televisiva, Superman ha avuto diversi figli ed eredi. Per quanto Jon sia, ad ora, l’unico figlio biologico di Clark e Lois, la versione di Chaykin e Tischman non sembra aver avuto molta fortuna dalla sua uscita alla fine del passato millennio, forse perché di difficile gestione per via del suo carattere politico e critico. Nonostante ciò è qui che viene introdotto per la prima volta il personaggio (bisognerà attendere altri quindici anni per il suo ingresso nella timeline ufficiale della DC).

Il figlio di Superman non è un fumetto perfetto, ha molte mancanze e segmenti un po’ troppo frettolosi, ma risulta una lettura divertente e stimolante. Offre una critica diretta e a tratti spietata verso una certa concezione della società che sacrifica la libertà e la democrazia in favore della sicurezza forzata e di una forbice sociale sempre più ampia. Fa riflettere e amaramente sorridere che tutto questo veniva raccontato nel lontano 1999: da allora molte cose sono cambiate, resta da capire quante in positivo e quante in negativo.

Abbiamo parlato di:
Il figlio di Superman
Howard Chaykin, David Tischman, J. H. Williams III, Mick Gray
Traduzione di Lorenzo Corti
Panini Comics, 2023
96 pagine, cartonato, colori – 24,00 €
ISBN: 9788828758921

Domenico Rotella

Domenico Rotella

Classe 1998, originario di un piccolo paese delle montagne calabresi, ha studiato presso l’Università della Calabria (UNICAL) e laureato in Comunicazione con una laurea sul mercato editoriale dei manga in Italia. Attualmente vive a Roma e studia Editoria e Scrittura a La Sapienza. Divoratore di fumetti vari, predilige i manga. Appassionato di tutta la cultura Pop e delle sue varie forme creative ed artistiche.

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