Great Trailers visual

“Great Trailers”, manga sci-fi dal sapore classico

7 Agosto 2026
Akira Miyagawa realizza un manga che esteticamente ci riporta alla fantascienza di autori come Katsuiro Otomo e Masamune Shirow.
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Una catastrofe ha devastato la Terra, e nei pochi territori rimasti abitabili vivono ormai piccole comunità di sopravvissuti. Tra le attività con cui cercano di tirare avanti, si lavora per riuscire a rintracciare tra le rovine delle vecchie città pezzi di vecchia tecnologia da riciclare. Un compito pericoloso non solo per la condizione instabile o complicata dei palazzi distrutti o a rischi di crollo, ma anche per via dell’Orso Rosso, un’organizzazione con lo stesso obiettivo ma che non si fa scrupolo di derubare altre comunità, anche con l’aiuto di giganteschi vermi meccanici sotterranei – quasi una sorta di rilettura tecnologica dei vermi di Dune. Nel mezzo di questa situazione il giovane Naoki Tanabe, che grazie all’aiuto di un IA è in grado di cambiare il proprio corpo assumendo la forma di animali, è perseguitato da un sogno ricorrente in cui deve salvare a tutti i costi una ragazza che non conosce, Hinako. Peccato che un giorno Hinako appaia sul serio: si tratta di una fuggitiva da una colonia marziana, inseguita da altri coloni.

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Questo mix che mescola elementi derivativi, topoi e un considerevole numero di misteri, è Great Trailers, manga sci-fi attualmente in corso in Giappone e portato in Italia da Toshokan che colpisce immediatamente per la sua estetica che evoca l’età d’oro della fantascienza a fumetti nipponica. Il tratto sporco e superdettagliato di Akira Miyagawa evoca autori come Masamune Shirow, Katsuhiro Otomo o Masaomi Kanzaki (non a caso l’autore ha realizzato in passato una miniserie ambientata in uno degli universi narrativi dell’autore di Ghost in The ShellAppleseed XIII, inedita in Italia).

L’autore fa un uso massiccio dei retini grigi e porta sulla tavola una cura estrema per i dettagli, soprattutto quelli tecnologici, dando vita a creature,cyborg e mezzi meccanici che evocano o richiamano animali o buffe creature. I personaggi sono caratterizzati da volti puliti, estremamente espressivi e pronti a deformarsi in faccette buffe o sfoggiare ghigni myiazakiani nei classici siparietti comici.
La regia è estremamente dinamica e i primi numeri sono caratterizzati da un’azione incalzante, quasi costante: una vera montagna russa action con cui l’autore bombarda il lettore, seminando un gran numero di dubbi e misteri tra un’inseguimento e l’altro. Il risultato può avere qualche effetto caotico – e in alcuni passaggi bisogna prendersi un momento per comprendere chiaramente le dinamiche di scene e vignette densissime di personaggi, dettagli e tratteggi e il formato ridotto delle tavole del tipico tankobon non giova – ma in generale l’autore lavora bene nell’amalgama e in questi primi volumi la sensazione di già visto non ha un effetto respingente, anzi.

Questa costante sensazione di essersi ritrovati in un’opera che evoca un certo modo di intendere il manga di fantascienza e d’azione e la grande quantità di domande che aleggiano – qual è il legame tra i due protagonisti e la loro natura? Cosa ha generato la catastrofe sulla Terra? Per citare i due quesiti più consistenti – mantengono buona presa sulla curiosità del lettore.
Il rischio però è alto: se il proseguo della storia non saprà mantenere questi equilibri o non offrirà risposte soddisfacenti, l’effetto di deja vù rischia di deflagrare penalizzando la percezione finale dell’opera e trasformando l’affastellarsi di dubbi, personaggi e situazioni in caos senza fascino.

I volumi realizzati da Toshokan presentano, oltre ad alcuni schizzi preparatori dell’autore in coda all’albo, una sovracoperta il cui interno è un piccolo poster che ripropone l’immagine di copertina privata di scritte e codici a barre.

Abbiamo parlato di:
Great Trailers #1/3
Akira Miyagawa
Traduzione di Roberto Pesci
Toshokan, 2026
208 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,90 € / 8,90 €
ISBN: #9788852400179 #9788852402906 #9788852403156

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

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