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I molti inizi di “Tales of Paranoia” di Robert Crumb

21 Settembre 2026
Un nuovo fumetto di Robert Crumb è un evento. Questo nuovo fumetto di Robert Crumb è stata una sfida.
Leggi in 5 minuti

Ho atteso a lungo prima di affrontare questa recensione. Quasi quanto è servito a terminare la lettura dell’opera. Cercavo il punto di aggancio, da dove iniziare.

Primo inizio

L’inizio standard, quello per cui opto sovente, consiste nel dare le coordinate dell’argomento. Tales of Paranoia è un insieme di racconti brevi di Robert Crumb, universalmente riconosciuto come uno dei padri del fumetto underground americano, ma potremmo semplicemente dire uno degli autori più importanti del fumetto di sempre.

Edito nel 2025, è quasi un seguito dell’opera del 2021, Crumb Family Covid Esposé, in cui l’autore raccontava i diversi modi di affrontare il periodo del Covid da parte sua e della famiglia. Crumb Family Covid Esposé rappresentò un evento, perché uscito dopo venti lunghi anni senza nuove pubblicazioni. La distanza da quest’ultimo e Tales of Paranoia è comunque enorme e non riguarda gli anni, ma la morte nel 2022 della moglie Aline, collega fumettista e punto di riferimento per Crumb.

Questo significa un cambio di prospettiva non indifferente: da quello che era un dialogo tra Crumb, Aline e la figlia Sophie ci troviamo di fronte a un monologo del solo Crumb, a un flusso di pensieri talvolta soverchiante per quantità di parole e di concetti e per il passaggio brusco tra momenti di esposizione di informazioni e altri più simili a flussi di pensieri.

Secondo inizio

Il secondo inizio, perché questa recensione credo sarà fatta di inizi, nasce dall’aspetto più evidente. Robert Crumb scrive e disegna Tales of Paranoia a 81 anni. A 81 anni realizza un’opera artisticamente impeccabile, ricca di tratteggi, di figureritratte con un segno sicuro e deciso, di tavole che, per quanto colme di parole, spiccano anche solo per il primo piano dell’autore ripetuto vignetta dopo vignetta, con le sue rughe, i segni del tempo, i suoi occhi ben spalancati e costantemente inquieti. Nonostante i testi facciano pensare a un fumetto realizzato con un senso quasi di urgenza e sentimenti forti, il disegno lascia trasparire sempre un grande controllo e una cura estrema. Una ammirevole dedizione all’arte.

Terzo inizio

Nel terzo inizio porrei l’accento sulla questione della percezione personale a una prima lettura: Tales of Paranoia è un fumetto respingente, terribilmente ostico da affrontare. È verboso, è spezzettato e dall’andamento spiazzante, è un lungo monologo in cui si mette in dubbio quello che sappiamo, ma che diventa esso stesso polarizzato e intriso di sospetti che in realtà sembrano più granitici di tante certezze. L’opera prende il via dal concetto iniziale di paranoia per prendere poi una strada di sfiducia in tutto che sfocia nel complottismo. L’argomento principale è l’epidemia di Covid, i vaccini e la ricerca costante della razionalizzazione del sospetto.

Non mi sarei mai aspettato di leggere Crumb consigliare i libri di Robert F. Kennedy, Jr o citare le parole di Donald Trump: non si può che prendere atto di una dissociazione tra quanto emerso in decine di anni di carriera dell’autore e le parole di queste vignette. Qui nasce forse il più grande problema, non tanto nel vortice di informazioni più o meno attendibili e di conclusioni date per scontate, quanto nell’essere un’opera che non nasce più dal confronto con la compagna di una vita, ma dal monologo interiore ininterrotto che appiattisce tutta la complessità dell’argomento con estrema superficialità. Crumb finge di farsi delle domande, ma in realtà ha già le sue risposte e sono più affascinanti delle alternative, danno più senso alla sua perdite e alla sua rabbia, danno maggior senso alla sua impotenza e alla sensazione di ingiustizia che prova.

Quarto inizio

Nel quarto inizio, sottolineerei la sensazione più strana che mi hanno dato queste pagine: la tenerezza. Devo spiegarlo con degli esempi.
Ne La donna del deep state, Crumb racconta nel dettaglio la carriera di Margaret Hamburg, politica ed ex Commissario della Food and Drug Administration degli Stati Uniti, sottolineando di aver preso informazioni da “siti un po’ sconosciuti”, ma soprattutto dichiarando all’inizio di non voler rivelare il nome della donna per evitare problemi, cosa che appare francamente bizzarra quando la ritrae in maniera realistica e la rende identificabile in maniera inequivocabile citando ruoli istituzionali e date. Un atteggiamento che appare ingenuo in maniera quasi comica, se non addirittura vile in modo irritante.

La tenerezza torna a maggior ragione negli episodi più intimi del volume. Come nelle due tavole in cui l’autore si rivolge direttamente a Dio, o al Grande Spirito, per chiedere spiegazioni sulla condizione umana e aiuto per accettarla, in cerca di conforto e forse speranza. Una ricerca di dialogo che viene dal Crumb dichiaratamente ateo e che quindi può apparire incoerente, facendoli passare per meri intermezzi autoironici, ma che allo stesso tempo lasciano trapelare una vena sincera in cui la necessità non è nella possibile risposta, quanto nell’urgenza della domanda.

Questa tenerezza trova l’apice nel racconto familiare Il bacio della Morte, in cui Crumb ricorda un dialogo sul lavoro di Aline. La narrazione è naturale, confidenziale quasi, un momento non particolarmente significativo della loro vita insieme, un momento di normalità. Nelle ultime vignette, che si chiudono nel presente, l’autore sta cucinando e rammenta le raccomandazioni della moglie scomparsa: sono, in maniera estremamente semplice e dimesso, un concentrato d’amore e malinconia.

Ultimo inizio

A distanza di qualche tempo dalla lettura, quando il ricordo non è più fresco e mi costringe a riprendere in mano il volume e rileggerlo in maniera disordinata e frammentaria, quello che ritrovo è un altro inizio per questa recensione, per il quale devo ricominciare dal titolo e dalle pagine che aprono e chiudono il volume. In queste il tema principale è la paranoia, il suo significato per Crumb, le sensazioni che trasmette. Tema che torna costantemente tra le pagine anche senza toccare l’argomento Covid, come ne Il peggior trip di LSD che abbia mai fatto, in cui emerge chiaramente la compagna indissolubile della paranoia, ancor più della rabbia: la paura.

Ci sono molte parti di questo fumetto che mi irritano, che mi fanno pensare alla deriva tipicamente social più ridicolmente antiscientifica e complottista, che mi fanno immaginare un Crumb vecchio e dissociato dal reale. Ma, andando a osservare con maggior distacco l’insieme, mi rendo conto che Tales of Paranoia è un’opera a tema che svolge in maniera convincente le sue premesse. Che mi fa sentire più vicino alla personale paranoia dell’autore, ai suoi incubi, alla sua paura davanti alla distanza tra il nostro mondo quotidiano e il mondo della politica e del potere. Una distanza che a pensarci può dare facilmente un senso di vertigine. Credo che, come esseri umani, siamo portati a cercare una spiegazione più semplice possibile a quello che ci accade attorno, per rispondere a un atavico istinto di sopravvivenza che ci impone di conoscere come reagire e come difenderci dalle minacce. Ma in un mondo sempre più grande, complesso e spaventoso, come fare per capire quello che succede, come reagire, come difendersi?

Ecco quindi che sorprendentemente trovo tra queste pagine dei sentimenti che mi fanno sentire vicino a Crumb. Credo ci siano molti pensieri che ci rendono in qualche modo più simili di quanto sembrasse a prima vista: siamo entrambi animali spaventati dalla complessità di quello che li circonda, dal senso di impotenza, dallo scorrere del tempo, dalla paura che tutto questo insinua in loro e dal bisogno di risposte, senza avere gli strumenti per comprenderle o il coraggio di accettarle.

Abbiamo parlato di:
Tales of Paranoia
Robert Crumb
Traduzione di Andrea Toscani e Vania Vitali
Comicon Edizioni, 2026
60 pagine, brossurato, bianco e nero e colori – 16,90 €
ISBN: 9791280107640

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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