Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.
Debby Tung, Passione libri
Low di Reinhard Kleist (Bao Publishing, 2026)

In questo secondo e ultimo capitolo del dittico dedicato a David Bowie, dopo Starlight del 2024, l’autore tedesco specializzato in biografie si sofferma sul periodo vissuto a Berlino, quello dell’ennesima trasformazione del camaleontico Bowie dopo la fine di Ziggy Stardust e la preparazione appunto di Low, primo disco della “Trilogia di Berlino”. Reinhard Kleinst riprende in parte la struttura del primo fumetto, in cui accanto a una precisa ricostruzione storica inserisce un’approfondimento psicologico della persona/personaggio Bowie, anche attraverso sequenze di fantasia e oniriche. Si riducono i fashback sul passato ma si ampliano le parti dedicati a movimenti avanti e indietro nel tempo, per definire Bowie anche in base alle interazioni con gli altri. Nel fare questo, Kleist lavora molto sul colore, che come nel precedente capitolo ha un duplice significato, tanto estetico quanto narrativo. Anche il segno si fa più rigoroso e meno energetico del primo capitolo, proprio a segnare la trasformazione del protagonista. I dialoghi restano il tasto dolente del fumetto: come in Starlight, alcuni passaggi sono troppo artificiosi e verbosi, a volte didascalici nel loro cercare di trasmettere i tormenti interiori del protagonista. Sul finale però Kleist dimostra la sua grande capacità narrativa, accompagnando il Bowie astronauta in un viaggio da 2001: Odissea nello spazio tra le future evoluzioni (musicali e di stile) dell’artista, fino al suo ultimo album Blackstar. Una sequenza di grande potenza che da sola vale quasi il prezzo del volume, soprattutto per gli amanti del cantante.
Emilio Cirri
Lillian Browne di Vanna Vinci (Sergio Bonelli Editore, maggio 2026)
Torna dopo venticinque anni nelle librerie il capolavoro transgenerazionale di Vanna Vinci in un’edizione cartonata di 200 pagine, con tavole restaurate e una ricca sezione di contenuti extra. Lillian Browne è una timida adolescente di Dublino con il dono della “seconda vista”, cioè la capacità di vedere creature ancestrali come fate e folletti. La sua storia è un viaggio verso l’autoconsapevolezza e la maturità attraverso la scelta di andare in un college lontano dal suo mondo e dall’amico che ama ma che non la ricambia. La Vinci ci offre un romanzo di formazione visivamente e narrativamente suggestivo, incentrato sulle insicurezze adolescenziali, la ricerca della propria identità, il legame tra generazioni e antenati, il contrasto tra la dura realtà quotidiana e il mondo incantato della magia. Quest’ultima offre spunti felicemente sopra le righe che rendono poliedrica la narrazione, con una duplice lettura tra realismo magico introspettivo e proiezioni di una personalità borderline, specchio psicologico della transizione dall’infanzia all’età adulta.
Paolo Pugliese

Adabana: Fiori Effimeri voll. 1-3 di Non (Dynit Manga, 2022)

In una placida cittadina giapponese, il cadavere di una liceale viene rinvenuto orribilmente mutilato e, poco dopo, la migliore amica della ragazza si presenta alla polizia, confessandone l’omicidio. Una premessa lineare da cui si sviluppa però un thriller intrigante, ricco di colpi di scena e dove ogni certezza può essere messa in discussione da un momento all’altro con un semplice cambio di prospettiva. Ma a parte l’intreccio in sé, a rendere Adabana una lettura interessante è soprattutto il modo in cui riesce a far riflettere sulle storture della società. Tra relazioni tossiche, individui senza scrupoli disposti anche a sfruttare i propri affetti per un tornaconto personale e un sistema ignavo che fallisce nel tutelare i più fragili, quello che si dipana attorno alle due protagoniste è un dipinto a dir poco nichilista del mondo e della società. I disegni, col loro tratto delicato ed espressivo, sono il perfetto corollario della storia, ammantandola di un’atmosfera quasi onirica.
Marco Marotta
Dylan Dog #478 – Harlech Asylum di Marco Nucci e Paolo Martinello (Sergio Bonelli Editore, giugno 2026)
Nell’anno del quarantennale di Dylan Dog, Harlech Asylum di Marco Nucci e Paolo Martinello s’impone come un autentico instant classic. mARCO Nucci compie un’operazione esegetica complessa: dialoga con la seminale storia d’esordio dell’Indagatore dell’incubo senza scivolare in uno sterile citazionismo, rielaborandone anzi il nucleo in un intreccio che risente dell’eco di quella storia, mantenendone i capisaldi, per poi strutturarsi evolvendosi in maniera del tutto originale. Pur garantendo un’assoluta chiarezza espositiva sin dalla prima lettura, si viene spinti a rileggere per il fascino d’antan di scoprire dettagli latenti all’interno della narrazione. Lo stesso discorso vale per i ricchissimi chiaroscuri cesellati da Paolo Martinello, i quali definiscono le atmosfere drammatiche del racconto con una carica straordinaria, mettendo in campo fin dal montaggio della sequenza iniziale una ricchezza stilistica e compositiva eccellente.
Amedeo Scalese
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Tex #789 – Shark Island di Mauro Boselli e Maurizio Dotti (Sergio Bonelli Editore, luglio 2026)

Mauro Boselli e Maurizio Dotti tornano a fare squadra per realizzare una nuova saga isolana, la terza dopo quella ambientata sulla Isla de la Niebla di El Supremo e quella di Manhattan. Il fil rouge di tutte e tre è la presenza dell’antagonista Nick Castle, giovane supercriminale che, dopo la sconfitta del “Maestro”, viene rinchiuso nello storico penitenziario di Fort Jefferson (la tetra Shark Island del titolo), al largo della Florida. Qui incrocia la strada di Napoleon Creeley, boss di Tampa appena arrestato da Tex e Carson, e i due decidono di unire le forze per evadere… Ispirandosi a Il prigioniero dell’isola degli squali di John Ford (vedi la sequenza iniziale del lancio del pezzo di carne), ma anche alle atmosfere claustrofobiche di Shutter Island, Boselli costruisce un eccellente primo atto, solido e dinamico, e Dotti lo visualizza con la consueta perizia e attenzione ai dettagli. Notevoli, per atmosfera e costruzione grafica, l’esordio a bordo della nave “Victoria” e l’inseguimento in carrozza per le vie del quartiere nero.
Filippo Marazzini
Un nuovo mondo – I hear a new world di Alan Moore (Fanucci, 2026)
Secondo volume della pentalogia magico fantastica che Alan Moore sta dedicando a Londra, Un nuovo mondo arriva a due anni di distanza da Il Grande Quando e ripresenta i protagonisti già visti in azione nel romanzo di esordio, stavolta a dieci anni di distanza, nel 1957.
La prosa letteraria di Moore è densa, barocca, stratificata; minuziosa nelle descrizioni esattamente come le sue famose (o famigerate) sceneggiature per i fumetti. Superato lo scoglio iniziale tuttavia, grazie anche al tono ironico e divertito che l’autore usa a stemperare gli accadimenti, la lettura diventa scorrevole e avvincente. Anche in questo secondo volume, Moore mischia vicende e personaggi storici con una trama fantastica che ha nella Londra parallela il suo fulcro, quel Grande Quando di cui la capitale “reale” dell’Inghilterra è semplice riflesso o, platonicamente, ombra. Tra le pagine si ritrovano tutti i tòpoi canonici del Bardo di Northampton, a cominciare proprio dalla capacità di usare accadimenti e persone realmente esistite in un contesto completamente inventato o di dare ad episodi storici una spiegazione fantastica. Fino ai fondamenti della sua dottrina magica: che la parola plasmi la realtà, attraverso le storie che racconta.
Ovviamente, il pensiero finale può essere uno solo: chissà come sarebbe l’adattamento a fumetti di quest’opera.
David Padovani
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My own private G8 2001-2021 di Claudio Calia (autoproduzione, 2026)

In occasione dei venticinque anni dal G8 di Genova, Claudio Calia raccoglie storie scritte durante e dopo l’evento, in particolare quelle realizzate per il ventennale del 2021 apparse su varie pubblicazioni e quelle raccolte nell’antologia Coconino/Supporto Legale Nessun Rimorso. Il libretto di quaranta pagine, pubblicato solo come print-on-demand su Amazon, si muove tra ricordi personali e graphic journalism, fino ad arrivare a un racconto distopico molto intenso. Un percorso che racconta al tempo stesso cosa sia stato il G8 di Genova come evento storico e come evento intimo e che ripercorre anche la carriera di Calia stesso, forse uno dei più sottovalutati fumettisti italiani, che qui vediamo usare uno stile sempre più fotografico e minimale. Il lavoro di sintesi dell’autore sta tutto tra la prima e la quarta di copertina: racchiudere gli episodi tra due immagini, quelle degli scontri di piazza e quella di dello schianto di un aereo sulle torri gemelle e riassume il cambiamento di un’epoca in maniera potente e definitiva.
E il fatto di scegliere di pubblicare queste storie proprio su Amazon ha il gusto del paradosso, che forse racconta ancora meglio la trasformazione di una generazione di attivisti che dopo quel 2001 è stata schiacciata dalle sprangate, dai social e dal capitale, e che ha dovuto reinventarsi come ha potuto: sconfitta ma non uccisa.
Emilio Cirri
Marc Spector: Moon Knight #1-2 di Jed MacKay e Devmalya Pramanik (Marvel Comics, febbraio-marzo 2026)
Nuova serie che celebra i cinquant’anni dal debutto di Moon Knight (avvenuto nel 1975) curata da Jed MacKay, già autore del precedente Moon Knight Fist of Khonshu – e delle precedenti serie che hanno rilanciato il personaggio negli ultimi anni – che pone una premessa spiazzante: Marc Spector è stato rapito e privato della sua memoria,e adesso lavora come fattorino in un’azienda che in realtà è una gigantesca prigione per contenerlo. Dietro c’è la misteriosa Agenzia Bizantina che tiene il Moon Knight in uno stato di estrema vulnerabilità e confusione, fino a quando arriva il suo vecchio nemico Zodiac ad aiutarlo, con un secondo numero pieno di violenza e rivelazioni. MacKay scrive uno urban fantasy a tinte horro che unisce introspezione e misticismo rovesciando lo status quo del personaggio con una narrazione frammentata che rispecchia lo stato della sua mente. La trama ha un ritmo serrato, quasi claustrofobico, con un clima sulfureo e straniante perfettamente catturato dallo stile sporco e graffiante di Devmalya Pramanik che realizza tavole con inquadrature oblique e viscerali nonché scene d’azione molto fisiche e grottesche.
Paolo Pugliese

Per questa puntata è tutto. Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.









