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Altai & Jonson, il poliziottesco di Sclavi e Cavazzano

23 Ottobre 2007
Creati da Tiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog, e da Giorgio Cavazzano, Altai & Jonson restano personaggi memorabili del fumetto italiano.
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Altai & Jonson, fumetto comico-poliziesco che Tiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog, creò per Il corriere dei ragazzi, la mitica rivista che ha pubblicato alcuni dei più grandi successi fumettistici italiani, come Cocco Bill e Nick Carter, e alcuni dei più grandi autori del nostro paese, quali Alfredo Castelli, Bonvi e Jacovitti.
Ad affiancare Sclavi ai disegni, un altro pezzo della storia fumettistica italiana, quella storia che parla di città incantate come Paperopoli o Topolinia e di personaggi storici quali Paperino e Topolino: Giorgio Cavazzano, grandissimo autore di quasi tutti i personaggi Disney.

Passando ad analizzare il fumetto, la prima cosa che salta all’occhio è il formato: storie brevi, che concentrano in un breve lasso di spazio, di solito otto pagine, gli scambi di battute tra i due, la semplice trama e le caratterizzazioni dei personaggi. E i personaggi hanno un ruolo importante, in questo fumetto, seppur comparendo per poche pagine.
Il mondo di Altai & Jonson, infatti, mostra come alle volte i criminali più incalliti siano i potenti, i padroni. Quelli che non dovrebbero desiderare altro dalla vita e invece, anche grazie alle spettacolari pennellature della sceneggiatura di Sclavi, sono nella maggior parte dei casi, viscidi, avari. Vogliono sempre di più ma in questo non accontentarsi mai, cercando di truffare e bluffare, sono puniti da Altai & Jonson. Il primo è un hippy dal cervello fino. Il secondo non è certamente un’aquila, ma ha uno spiccato senso della giustizia. Questo basta a Sclavi per farli uscire sempre vincitori al termine delle otto pagine di rito; forse non  economicamente (sono sempre senza il becco di un quattrino, il che ricorda l’altro parto della mente sclaviana), ma moralmente di sicuro.

I criminali presenti nelle storie sono tipacci grotteschi, cattivi fino al midollo. Anch’essi verranno sempre sconfitti dalla sagacità di Altai. Altro insospettato avversario dei due è il tenente Kennan. Ma come, direte, due detective che hanno un nemico nella polizia?
Questo è un altro dei motivi della bellezza di Altai & Jonson: la rassicurante ripetizione di cliché polizieschi in salsa comica.
Infatti, in ogni sceneggiato poliziesco anni ’70, i due detective di turno sono mal sopportati dalla locale polizia perché usano metodi a dir poco non ortodossi. Altai & Jonson non smentiscono questo cliché; anche loro risolvono casi con indagini illegali, provocano incidenti, calunniano e danno sganassoni. Il tutto per la legge, ma la vera legge non può favorire questi comportamenti; allora via a furiose litigate tra Kennan e i due, condite da minacce di arresto e ingiunzioni a non farsi più vedere.
Ma i due sono veri detective, anche se piuttosto strampalati: continueranno la loro corsa, anche contro Kennan, fino al 1985, giusto dieci anni dopo la loro prima apparizione.

I disegni di Cavazzano, impegnato in due personaggi abbastanza realistici rispetto al mondo Disney, non tradiscono però la vena umoristica dell’artista veneziano, presentando tratti grotteschi e caricaturali, soprattutto nella prima versione di Altai, con quei capelli leggermente diradati, contro la capigliatura folta della seconda parte della produzione, o per i volti dei cattivi, che nella migliore tradizione gouldiana, oltre ad essere perfidi sono anche brutti, a dimostrare che la bruttezza fisica è sintomo anche di bruttezza morale, così come avevano lasciato intendere le avventure di Dick Tracy. Pur essendo disegni che hanno tante eredità dal fumetto umoristico, come comunque le trame di Sclavi pretendono, alcuni passaggi non hanno tuttavia niente da invidiare ai fumetti polizieschi più impegnati o “seri”.

Ancora dispobibile il pregevole volume di Edizioni BD, un balenottero di più di trecento pagine, brossurata e di grande formato, che propone integralmente tutte le avventure di questo strampalato duo, comprese le comparsate del duo sclaviano su altre testate come Il Mago, Orient Express e Corrier Boy, con tanto di biografie degli autori e, anche se una bella introduzione o qualche articolo di approfondimento sulla storia editoriale sarebbero stati ulteriori graditi regali.  L’Editoriale Cosmo ha annunciato la ristampa per la primavera 2017, una edizione che di contro avrà il pregio di proporre una versione della serie economica e distribuita in edicola, andando – ci auguriamo – a estenderne la diffusione e la conoscenza.

Abbiamo parlato di:
Altai & Jonson
Tiziano Sclavi, Giorgio Cavazzano
Edizioni BD, 2006
298 pagine, brossurato, bianco e nero – 19,50€
ISBN: 9788889574805

Editoriale Cosmo, aprile 2016

Salvatore Cervasio

Salvatore Cervasio

(Torre del Greco, 1987) Fin da piccolo appassionato di fumetto grazie alla lettura delle storie di Frank Miller su Devil, inizia a collaborare prima a www.ubcfumetti.com, per poi approdare nel 2006 a Lospaziobianco.it. Si occupa particolarmente di brevisioni/recensioni, dedicate soprattutto a fumetti statunitensi o italiani e di interviste. Ha collaborato saltuariamente anche a www.worldsfinest.it, portale dedicato a Superman e Batman.
Tra i suoi autori preferiti Ennis e Miller, a cui sta dedicando la tesi di laurea in Scienze della Comunicazione. Le sue scuole di riferimento per il mondo del fumetto sono certamente quella italiana e quella statunitense, senza dimenticare un piccolo occhio a quella sudamericana. Ha collaborato in qualita'  di giornalista per la testata campana www.ilmediano.it.

Email: torecervasio[at]hotmail.it

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