
Bonelli padre prese spunto da quel suggerimento imbastendo però una trama del tutto personale che venne dipanata in due episodi e, complice anche la morte del disegnatore Erio Nicolò, venne conclusa in modo goffo e affrettato. Furono così lasciati irrisolti molti quesiti: chi erano i temibili Ghundar? A che cosa era dovuto il loro aspetto repellente? E, soprattutto, i bizzarri marchingegni intravisti da Tex e compagni erano davvero dei manufatti alieni?
Quarant’anni esatti dopo Boselli stesso decide di riprendere in mano la sua antica idea e di provare a svelare l’arcano, riportando sulle pagine del ranger bonelliano un’ambientazione fantascientifica e “mysteriosa” che molto raramente ha contaminato il puro canone western della testata. Il mistero del monte Rainier, primo di tre episodi, costituisce il prologo alla vicenda e, come accade nei primi atti boselliani, ha essenzialmente il compito di disporre sulla scena gli attori principali. E lo fa in modo impeccabile, intrecciando passato e presente: il riassunto della puntata precedente (gli albi del 1984) si incastra infatti in modo omogeneo nel nuovo intreccio (magistrale, sotto questo aspetto, la sezione finale dedicata al racconto del geologo Andreev) e non concorre a rallentare il ritmo, anzi, fa aumentare la curiosità del lettore.
Lo stesso effetto si ottiene con i personaggi: la presenza del veterano Gros-Jean e il gradevole ritorno di Mamie Smith (adorabile character ideato da Guido Nolitta) diventano infatti ottimi espedienti per presentare la situazione della cittadina di Tacoma, primo setting della storia, e lo spregiudicato antagonista Henry Holt.

Abbiamo parlato di:
Tex #762 – Il mistero del monte Rainier
Mauro Boselli, Alessandro Bocci
Sergio Bonelli Editore, aprile 2024
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 4,90 €
ISSN: 977112156104640762






